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Francesco Alessandro Kern, nacque a Vienna l’11 aprile 1897, la madre aveva desiderato la sua venuta e da piccolo lo introdusse alla vita religiosa; partecipò sin da ragazzino alla vita della parrocchia e proprio lì sentì la chiamata a seguire Cristo.
La famiglia, la comunità parrocchiale, la scuola, gli amici, sono fattori determinanti e terreno fertile per una vocazione. In tal modo giunse nel seminario diocesano di Hollanbrunn; amava e preferiva l’adorazione del Santissimo e aveva un culto particolare per Gesù; in seguito entrò nella Confraternita dell’Espiazione del Cuore di Gesù.
Fu coinvolto nella Prima Guerra Mondiale, essendo ancora seminarista, fu reclutato nel 1915, dovette partecipare ad una guerra di cui non comprendeva i motivi di fondo, ciononostante compì il suo dovere, instaurando buoni rapporti con i commilitoni, che rispettarono le sue convinzioni e il suo agire conformi al desiderio di essere sacerdote.
L’11 settembre 1916 venne ferito gravemente, con perforazione dei polmoni e fegato, per lui erano iniziate “le settimane sante” come le chiamò in seguito; le ferite non vennero curate bene, lottò contro la morte nel Lazzaretto, sopravvisse miracolosamente.
Durante quella guerra insensata, proseguì gli studi di teologia a Vienna, sebbene cagionevole di salute, mentre diveniva luogotenente con altre esperienze in guerra; finito il conflitto ritornò al seminario di Vienna; tutto ciò non era contraddittorio per quell’epoca, un futuro pastore di anime deve poter vivere fra la gente, nella vita quotidiana, per poter comprendere le necessità e gli stati d’animo.
Si pose all’ascolto della volontà di Dio per il futuro, saputo che nella vicina Regione Ceca, dopo la caduta dell’Impero Austro-Ungarico, si era costituita una chiesa nazionale, di cui uno dei più attivi artefici fu un monaco premostratense di Strahov, Isidoro Zahradnik, che aveva abbandonato il suo monastero con altri confratelli.
Francesco Kern maturò la decisione di subentrare al posto di coloro che avevano lasciato il monastero, che sorgeva lungo i confini cechi. Il suo direttore spirituale accettò che il giovane Kern provasse per un anno la vita come religioso nell’abbazia di Geras, influì il fatto che questa antica abbazia fondata nel 1153, aveva assistito pastoralmente molte parrocchie e che Kern consapevole dei suoi limiti di salute, credeva che l’Istituzione di s. Norberto fosse adatta a lui; il suo desiderio era di impegnarsi completamente per gli altri.
Subì per due volte l’asportazione di più costole, senza anestesia, perché il suo debole cuore non poteva sopportarla; i suoi terribili dolori potevano essere sopportati solo condividendoli con le sofferenze di nostro Signore.
Francesco Alessandro Kern entrò a Geras (Vienna) nel 1920 prendendo il nome di Jakob, compì il noviziato e grazie ad una dispensa papale venne ordinato sacerdote nel 1922, la sera e la notte precedente alla sua prima Messa, ebbe una grave emorragia, si temette che avrebbe celebrato la prima messa in cielo.
Il 20 ottobre 1924 fece la sua gioiosa professione religiosa; il giorno successivo il 21 ottobre ricevé il Viatico e ritornò al cielo a soli 27 anni.
Fu la sua una vita intensamente variegata anche se breve, da fanciullo e studente diligente, da giovane rispondente alla sua vocazione, da seminarista attivo, da soldato e ufficiale in guerra, da ferito con lo strascico di dolori incredibili, da sacerdote e monaco impegnato, da vittima espiatrice con la sua vita, per la glorificazione del Cuore di Gesù.
Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificato il 21 giugno 1998 a Vienna, durante la sua visita pastorale in Austria. |
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