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I Santi Missionari
Kaspar (Gaspare) Stanggassinger
Kaspar (Gaspare) Stanggassinger entrò a 10 anni nel seminario di Frisinga. Mentre si preparava al sacerdozio, durante un pellegrinaggio mariano decise di divenire religioso tra i Redentoristi, che curavano già la sua direzione spirituale. A 24 anni venne ordinato prete. Il suo desiderio era partire missionario per il Brasile. Perciò fu inviato nella scuola missionaria di Dürrnberg, di cui divenne direttore. Come Gerardo Maiella, altro grande santo dell’ordine fondato da Alfonso Maria de’ Liguori, Kaspar morì a soli 29 anni. È beato dal 1988.
Una vita veloce e breve, tutta dedita all’amore di Dio sin dalla fanciullezza, un angelo di passaggio in questo mondo, che ritornò presto al Padre, lasciando però un’orma di bontà e spiritualità, tale da essere elevato alla gloria degli altari, quale esempio edificante di vita consacrata.
A 16 anni emise il voto di castità, a 18 anni dopo la guarigione da una grave malattia, si consacrò in perpetuo al S. Cuore di Gesù e già a 21 anni, il 2 aprile 1892, ricevette la tonsura ed i quattro Ordini minori, anticipando la sua preparazione al sacerdozio.
Ma nell’estate del 1892, durante un pellegrinaggio ad un santuario mariano, sentì che doveva consacrarsi come religioso tra i Redentoristi, fondati da s. Alfonso Maria de’ Liguori, che già lo dirigevano spiritualmente.
Vincendo l’opposizione paterna, entrò nel noviziato di Gars, con un programma di vita racchiuso nella frase “Io posso, io voglio, io debbo farmi santo”.
Il 16 giugno 1895 fu ordinato sacerdote, aggiungendo al suo programma questo proposito: “Tutto ciò che ho, vita, sangue, salute, voce; debbo tutto consacrare alla salvezza delle anime, fino alla morte, sotto le insegne di s. Alfonso”.
Per esaudire il suo desiderio di partire missionario per il Brasile, fu destinato alla scuola missionaria di Dürrnberg; nell’estate del 1899 questa scuola fu trasferita a Gars ed egli sebbene giovanissimo ne fu nominato direttore, ma la sua parabola lucente era finita, un’improvvisa peritonite acuta lo stroncò a quasi 29 anni, il 26 settembre 1899.
La sua santa vita e morte portò ad aprire il processo di beatificazione l’8 aprile 1935, conclusasi con la proclamazione di beato da papa Giovanni Paolo II il 24 aprile 1988; felice emulo del grande e giovane redentorista san Gerardo Maiella, figlio come lui della Congregazione del SS. Redentore, morto un secolo prima, anch’egli a soli 29 anni e canonizzato nel 1904.
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