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Spiritualità >> Santità >> I Santi Missionari
I Santi Missionari
Marcel Callo
Nato a Rennes (Francia) il 6 dicembre del 1921, il beato Marcel Callo morì neanche 24enne, il 19 marzo 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen.
Fa parte della schiera di martiri cattolici sotto la persecuzione hitleriana: sacerdoti, religiosi, religiose e laici, come era appunto Marcel. Assunto da apprendista in una tipografia a soli 13 anni, univa il lavoro con l’attività scoutistica. Poi entrò nella Joc (Gioventù operaia cristiana). A 22 anni, nel 1943, fu prelevato dagli occupanti tedeschi e spedito ai lavori forzati in Germania. Destinazione il campo di lavoro di
Zelha-Malhis in Turingia. Qui si adoperò nell’apostolato cristiano tra i compagni di prigionia. Per questo motivo fu chiuso in prigione. Infine, fu inviato nel lager di Güssen, satellite del famigerato campo di Mauthausen.
Qui morì per gli stenti e la salma fu bruciata nei forni crematori. E’ stato innalzato agli onori degli altari nel 1987.
Emblema: Palma
Esempio di fede cristiana vissuta eroicamente negli orrori della II Guerra Mondiale, quindi un laico vicino a noi, che si erge a monito contro le sciaguratezze di ideologie, portatrici di odio razziale, religioso, inumano.
Marcello Callo nacque il 6 dicembre 1921 a Rennes in Francia, secondo di nove fratelli, crebbe in una famiglia profondamente cristiana, ogni mattina per sette anni, si recava in chiesa per servire la s. Messa.
Il 1° ottobre 1934 a 13 anni, fu assunto come apprendista in una tipografia di Rennes e alternava il duro lavoro per la sua età, alla passione per lo scoutismo, che però lasciò verso la fine del 1935 per entrare nella IOC (movimento d’Azione Cattolica dell’ambiente operaio), dove lavorò nell’apostolato in modo entusiastico, fino a divenirne presidente della sua Sezione.
In piena guerra mondiale, nel marzo 1943 a 22 anni, fu arruolato dallo STO (Service du Travail Obligatorie) dai tedeschi occupanti e spedito in Germania, al campo di lavoro di Zelha-Melhis in Turingia; in questo campo sia pure clandestinamente, cercò di svolgere, armato di una grande fede, un apostolato di conforto religioso, atto a lenire per quanto poteva, le sofferenze e l’amarezza della deportazione dei suoi compagni di sventura.
Fu accusato di essere ‘troppo cattolico’ e quindi venne rinchiuso nelle prigioni di Gotha, il 19 aprile 1944, dove stette per cinque mesi, subendo indicibili sofferenze fisiche e morali, sopportandole con spirito eroico in una continua ascesa verso la santità.
Il 4 ottobre 1944, fu internato nel famigerato campo di concentramento a Mauthausen e destinato poi il 7 novembre al vicino campo di Güssen II, dove il 19 marzo 1945 morì, distrutto completamente dalle sofferenze fisiche subite, dalle privazioni di ogni genere, dal lavoro massacrante e dall’angoscia di non sapere più nulla dei suoi familiari.
Marcello Callo si va ad aggiungere a quella schiera di figure eroiche cattoliche e non, morte nei campi di sterminio tedeschi e che man mano stanno salendo agli onori degli altari, per aver dato testimonianza della loro fede cristiana, con il sacrificio della loro vita.
È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987.
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