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| Un prete sulle Ande. Storie quotidiane di Vangelo. |
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Un prete sulle Ande. Storie quotidiane di Vangelo.
di Brunella e Gaetano Storace
E'attualmente l'unico sacerdote fidei donum della Diocesi di Ravenna. Dopo la morte di Padre Badiali ucciso in Perù nel 1977, don Stefano Morini è missionario in un piccolo villaggio andino.
Don Stefano Morini, nato a Ravenna il 6 agosto 1965, è attualmente l’unico sacerdote fidei donum della diocesi di Ravenna. Ordinato diacono nel 1989, proprio nel mese missionario, ha voluto che sull’immagine ricordo della sua ordinazione fosse citata la frase di Matteo “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Già questa scelta faceva intuire il suo desiderio di essere missionario, desiderio che si è rafforzato ed è diventato la sua vocazione dopo la morte di Padre Daniele Badiali, ucciso mentre svolgeva la sua missione in Perù nel marzo del 1997 e che Stefano, ancora studente, aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare nel Seminario Regionale di Bologna.
Ordinato sacerdote il 5 maggio 1990, don Stefano ha manifestato al Vescovo Ersilio Tonini la sua vocazione. Prestando servizio prima come cappellano nella Parrocchia di San Biagio di Ravenna, poi come Parroco a Longastrino e Anita, ha ricevuto l’incarico di vice direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano ed ha compiuto alcuni viaggi in terra di missione (a Candido Mendes in Brasile, presso Padre Dante Barbanti, sacerdote diocesano; due volte in Benin, in Africa ed in Perù, con i volontari dell’Operazione Mato Grosso) e da questi viaggi è tornato con una vocazione profonda e matura: quella di dedicare la sua vita agli ultimi.
L’Arcivescovo Verucchi l’ha autorizzato a partire e così, dall’ottobre 2002, don Stefano vive la sua esperienza missionaria a Chavin de Pariarca, un piccolo villaggio sulle Ande Peruviane, dove la povertà materiale è così grande che, spesso, rende più poveri anche spiritualmente.
Leggiamo nelle sue lettere storie di fatica e sofferenza di fronte ad una realtà così difficile, nella quale ogni intervento sembra una goccia nell’oceano; comunque è sempre viva in lui la forza della Fede, il coraggio che gli infonde la presenza di Gesù e di Maria, alla quale è sempre stato devoto [“Sai, vedo sempre di più come questa è una vita che ti succhia completamente: le forze fisiche, ma più la vita spirituale. Dai, dai, ma non ricevi niente di spirituale. E’ veramente una realtà povera in tutti i sensi. Cerco di essere fedele alla Liturgia delle Ore, anche quando sono stanco e devo portarmi nello zaino il Breviario (che non è un piccolo peso quando cammini 6 o 8 ore al giorno) e al Santo Rosario, che offro per tutte le persone che ho nel cuore.”]
Sono tante le attività che Padre Stefano ha avviato da quando vive la sua vita di “povero prete sulle Ande”, come lui stesso si definisce: laboratori di cucito per le ragazze, scuole professionali per i giovani, oratori nei quali i ragazzi vengono accolti e dove ricevono le cure che troppo spesso non hanno in famiglia: possono studiare, giocare, mangiare e, soprattutto, possono incontrare Gesù, ricevere i Sacramenti ed iniziare un cammino di formazione cristiana.
Don Stefano condivide le condizioni di vita dei suoi poveri, in pieno spirito di servizio e di dono di sé; chiede le preghiere di tutti per poter continuare con perseveranza e coraggio il cammino intrapreso.
I familiari e gli amici hanno aperto un conto corrente perché le necessità materiali sono tante e chi offre un aiuto è come se aprisse il cuore a Gesù incarnato in uno di quei bambini che corrono da don Stefano per chiedergli di essere accolti e amati.
Fra i vari progetti in cantiere, due le opere particolari: una casa per gestanti, dove accogliere le partorienti, per evitare che i bimbi e le madri muoiano durante il parto in casa, per mancanza di aiuto para-medico, e di un minimo di igiene. Poi un piccolo acquedotto di acqua potabile per far sì che donne e bambini non debbano andare continuamente al fiume, per ogni esigenza delle abitazioni e dei laboratori. |
| Popoli e Missione (2004-11-01) |
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