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Il Card. Stefan Wyszynski
Filo spinato

Il Cardinale Stefan Wyszynski è stata la figura centrale della storia della Chiesa polacca durante il periodo del comunismo. Così lo giudicavano le autorità comuniste: "Dal momento dell'assunzione della carica l'Arcivescovo di Gniezno e Varsavia fece proprio un ben determinato corso di attività ostruzionistica di tutto l'apparato ecclesiastico nei confronti delle trasformazioni socialiste, di inasprimento dei rapporti con lo Stato, di sfruttamento di ogni occasione per indebolire la sua forza". Ancora oggi e per sempre Wyszynski sarà ricordato come il "Primate del Millennio" e il simbolo della capacità di resistere, a testa alta, al tentativo - francamente impossibile in Polonia - di separare la fede dalla vita. Ma certo non era un Pastore che agiva da solo. Con lui c'era una Chiesa forte, condotta da Vescovi molto uniti tra loro e con i sacerdoti.

Pio XII nel 1952 creò Cardinale Stefan Wyszynski. I comunisti cercarono di liberarsi dello scomodo Primate. Venne arrestato poco dopo un discorso, nel giorno del Corpus Domini, davanti alla chiesa di Sant'Anna, contro il decreto governativo che voleva controllare le nomine vescovile e dei parroci. La prigionia durò tre anni. Prima lo portarono in Slesia, poi al confine con la Russia, quindi in un convento di suore nazaretane a Komancza. Venne liberato, in tutta fretta, da Gomulka nei giorni delle manifestazioni per la libertà a Poznan, nel 1956, quando si era sull'orlo della guerra civile. Quegli eventi sono stati la prima pietra miliare sulla via che la Polonia ha poi percorso per la ricostruzione di una propria sovranità in uno Stato governato dai principi del totalitarismo marxista. Il contributi di Wyszynski e dell'intera Chiesa è stato determinante.

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