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XIII Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri
DOSSIER FIDES - 24 marzo 2005
DOSSIER FIDES
24 marzo 2005

1.- I Missionari Martiri del XX sec. Beatificati o Canonizzati da Giovanni Paolo II
2.- Biografie
3.- Martiri del XX secolo: Elenco delle Beatificazioni e Canonizzazioni
4.- “Pane spezzato per i fratelli”: XIII giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri
5.- Le indicazioni del Movimento Giovanile Missionario per celebrare la Giornata
6.- Elenco di quanti impegnati nel lavoro missionario sono stati uccisi nell’anno 2004
7.- Quadro Riassuntivo dell’anno 2004
8.- Testimonianze
9.- Il ricordo dei Missionari uccisi nei diversi Paesi del mondo
10.- Scarica il dossier completo (250 kb)

I Missionari Martiri del XX secolo Beatificati o Canonizzati da Giovanni Paolo II

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Prego affinché i martiri del passato vi guidino lungo il vostro cammino, vi aiutino a rimanere liberi di fronte a tutte le influenze e a tutti i poteri, vi comunichino la loro gioia di credere e il loro coraggio di servire nella sequela di Cristo”: è quanto affermava Papa Giovanni Paolo II nel discorso tenuto a Saint-Laurent-sur-Sèvre, il 19 settembre 1996.

Sempre nel 1999, nella Esortazione Apostolica Post-sinodale “Ecclesia in Asia”, rivolta ai Vescovi, ai Presbiteri, ai Diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici circa Gesù Cristo, il Salvatore e la sua missione di amore e di servizio in Asia: “Perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10), il Santo Padre scriveva: “Per quanto importanti possano essere i programmi di formazione e le strategie, alla fine è il martirio che rivela l’essenza più vera del messaggio cristiano. La parola stessa « martire » significa testimone, e quanti hanno sparso il proprio sangue per Cristo hanno dato la testimonianza estrema all’autentico valore del Vangelo. Nella Bolla di indizione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, “Incarnationis mysterium” ho sottolineato l’importanza vitale di ricordare i martiri. Ho scritto: «Dal punto di vista psicologico, il martirio è la prova più eloquente della verità della fede, che sa dare un volto umano anche alla più violenta delle morti e manifesta la sua bellezza anche nelle più atroci persecuzioni». Lungo i secoli, l’Asia ha dato alla Chiesa e al mondo un grande numero di questi eroi della fede, e dal cuore dell’Asia si innalza il grande canto di lode: «Te martyrum candidatus laudat exercitus ». E’ questo l’inno di coloro che sono morti per Cristo sul suolo dell’Asia nei primi secoli della Chiesa, ed è anche il grido gioioso di uomini e donne di tempi più recenti, come san Paolo Miki e compagni, san Lorenzo Ruiz e compagni, sant’Andrea Dung Lac e compagni, sant’Andrea Kim Taegon e compagni. Che la grande schiera di martiri dell’Asia, antichi e nuovi, non cessi mai di insegnare alla Chiesa in quel Continente cosa significhi rendere testimonianza all’Agnello nel cui sangue essi hanno lavato le loro vesti splendenti (cfr Ap 7, 14)! Siano essi testimoni indomiti del fatto che i cristiani sono chiamati a proclamare sempre e ovunque nient’altro che la potenza della Croce del Signore! E il sangue dei martiri dell’Asia sia, ora come sempre, seme di nuova vita per la Chiesa in ogni angolo del Continente”.
Tra le centinaia di donne e di uomini che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha elevato agli onori degli altari, i martiri occupano un posto molto importante. Uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per difendere e testimoniare la fede in Cristo in Paesi lontani, poveri e spesso lacerati da lotte interne. Tra questi ci sono otto missionari vissuti nel secolo XX che, sostenuti unicamente dal grande desiderio di far conoscere il Vangelo, si sono recati in terre lontane per testimoniare la Buona Novella di Cristo. Hanno affrontato viaggi lunghi ed estenuanti, non conoscendo la lingua dei paesi dove andavano né le usanze dei popoli che avrebbero incontrato, quasi sempre la loro presenza era minima se non del tutto sconosciuta. Arrivavano in zone sconosciute o abbandonate. Hanno percorso a piedi centinaia di chilometri per andare a portare la parola di Dio a uomini, donne e bambini bisognosi di ogni cosa. Hanno costruito orfanotrofi, scuole, asili, istituti, ospedali, seminari e chiese. Ma erano anche terre dove il sistema politico mal tollerava la loro presenza.
Oltre ai martiri vissuti nel secolo XX beatificati o canonizzati da Giovanni Paolo II, gli uomini morti per la fede sono moltissimi. Di loro il Papa ha detto: «Hanno dato la loro vita come prova più eloquente della verità della fede, che sa dare un volto umano anche alla più violenta delle morti e manifesta la sua bellezza anche nelle più atroci persecuzioni». (Bolla di indizione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, “Incarnationis mysterium”).

I Missionari Martiri del XX secolo beatificati o canonizzati da Papa Giovanni Paolo II:
Beato Nicola Bunkerd Kitbamrung, San Gregorio Maria Grassi, San Leon Ignace Mangin, San Luigi Versiglia, San Callisto Caravario, Beato Maurizio Tornay, Beato Pietro To Rot, San Cristoforo Magallanes e 24 compagni Martiri. (Agenzia Fides 24/3/2005)

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