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Martirologio della Chiesa contemporanea >> La Giornata dei missionari martiri
I martiri: un dono per la Chiesa
24 marzo 2004; XII Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri
XII Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri

1.- I missionari martiri: perseguitati ma non abbandonati
2.- Indicazioni per la celebrazione della Giornata dei Missionari Martiri
3.- Missionari uccisi nel 2003
4.- Veglia
5.- Via Crucis
6.- Movimento Giovanile Missionario
7.- Offerta della sofferenza.

Via Crucis 2004
…perseguitati ma non abbandonati…

Morirò in piedi
come gli alberi.
Mi uccideranno in piedi.

Il sole, come
un testimone ufficiale,
sigillerà il mio corpo
unto due volte.

E i fiumi e il mare
diventeranno il cammino
di tutti i miei desideri,
mentre l'amato bosco
scuoterà di gioia
le sue chiome.

E io dirò alle mie parole:
- Non mentivo gridandovi.
Dio dirà ai miei amici:
- Certifico
che ha vissuto con voi
aspettando
questo giorno.

All'improvviso, con la morte,
la mia vita si farà verità.
Finalmente avrò amato!
(Pedro Casaldàliga,
Vescovo)

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

GUIDA:
La Via Crucis: un avvenimento che, compiuto una volta per sempre, si realizza ogni giorno nel cammino doloroso e nella testimonianza viva degli "ultimi" della terra.
Così le tappe della Via della Croce non sono solo la memoria di avvenimenti che accaddero nell'ultimo giorno della vita terrena di Gesù di Nazareth, ma sono come preziosi tasselli di vite uniche e irripetibili che, legate tra loro da un filo invisibile, ritrovano senso ed unità nel puzzle della croce sorretta da Gesù il Risorto.
Ripercorriamo questo cammino che non smette, ai giorni nostri, di produrre dolore e gioia, nella convinzione che Dio rispetta amorosamente la libertà umana, ma la Sua onnipotenza è capace di orientare tutto secondo i suoi piani d'amore sull'uomo: "Dio è sufficientemente potente e buono per far scaturire il bene dal male". (Sant'Agostino).

PRIMA STAZIONE - Gesù nell'orto degli ulivi

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 14,32-36

Giunsero a un podere chiamato Getsemani. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Andato un po’ innanzi si getto a terra e pregava: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio ma ciò che vuoi tu".

Meditazione: Il giardino pieno di ulivi non offre sollievo, stasera. Fa pena il tuo volto schiacciato contro la terra, lacera l’angoscia che preme forte sul tuo cuore. Dormono gli amici scelti come compagni, gli stessi che promisero: Saremo sempre con te, Gesù. Questi ultimi passi, Gesù, li dovevi percorrere da solo.

Testimonianza: L’affidamento
Nubia, una giovane mamma di 27 anni, con tre figli. Un desiderio nutrito da tempo: sposarsi in chiesa. Vive col marito Joào, da dodici anni: una fedeltà provata molte volte col fuoco nel crogiuolo del dolore. Tante volontà contrarie a questo amore splendido e fedele(...). Poi un giorno la malattia, un linfoma che ha invaso il suo giovane corpo. Un anno di sofferenza dentro e fuori dall'ospedale. Ma Nubia dice soltanto per chi le chiede come sta: "Tutto bene". (...)Si amano davvero e profondamente, un amore che ha già affrontato tante battaglie e oggi vince definitivamente. Arriva il sacerdote e il matrimonio comincia(…). E alla fine il taglio della torta sul letto di dolore.
“Chi sono io per mettermi al posto di Dio e decidere cosa è meglio? Se Dio vuole prendere con se la mia sposa, mia vita, mia casa, madre dei miei figli, sia fatta la sua volontà. So che questa separazione sarà solo momentanea. Nubia mi precede solo per poco…un giorno saremo ancora insieme”, ha detto Joào tante volte.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Signore, rendici sempre forti nella prova e nella sofferenza,
lascia che lungo il nostro cammino la serenità sia una compagna fedele,
possa la nostra esistenza essere un dono per noi e per le persone che incontriamo ogni giorno.

SECONDA STAZIONE - Gesù, tradito da Giuda, è arrestato

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 14,43.45-46

Arrivò Giuda e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò dicendo: "Rabbì" e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

Meditazione: In quella tragica notte oscura del Getsèmani, il Figlio di Dio suscita in noi con le sue parole e i suoi gesti sentimenti diversi, a volte contrastanti: avvertiamo la ricchezza del dialogo spirituale con i discepoli e la gioia della cena comune; ma ci turba la violenza delle guardie, rabbrividiamo per la meschinità del tradimento.

Testimonianza: La solitudine
Un mattino mi vengono a dire con molto dolore che Flavio, un ragazzo che conoscevo bene e aveva frequentato anche la nostra casa per un certo tempo, è stato barbaramente ucciso. (…)Dopo averle prese è stato “finito” con un colpo alla testa da altri adolescenti che si ritenevano più forti. Era coinvolto nel traffico di droga, ma era un ragazzino buono e timido che aveva già sofferto molto(…). Qualche giorno prima di essere ucciso diceva pubblicamente: “Se mi sparassero oggi, qualcuno forse piangerebbe la mia morte?”. (…)Chi ha ucciso Flavio è soltanto un'altra vittima che, purtroppo prima o poi farà la stessa fine. Anche lui è al cimitero a rendere omaggio all'amico-nemico e mi dice che non sa nulla di come tutto ciò possa essere successo…al cimitero!
Oltre al morto e all'assassino c'è anche un altro giovane armato già pronto ad uccidere sul luogo chi gli ha ucciso l'amico…Grazie a Dio lo scopriamo solo dopo, da alcuni amici che lo hanno convinto a non farlo lì. Ma un giorno lo farà altrove.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Signore, apri il nostro sguardo e il nostro cuore al mondo che ci circonda,
donaci il coraggio di scendere in strada e sorridere a chi è abbandonato,
con la speranza che anche gli ultimi possano avere una vita dignitosa senza più umiliazioni.

TERZA STAZIONE - Gesù è condannato dal sinedrio

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 14,55.60-61.62.64

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote interrogò Gesù dicendo: “Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto!”. Gesù rispose: “Io lo sono!”. Tutti sentenziarono che era reo di morte.

Meditazione: Ti hanno condannato con dei pretesti. Tu hai amato l’uomo, sino in fondo. Il sofferente l’hai liberato per la vita, gli emarginati li hai riportati al centro della comunità. Così le guardie del tuo popolo si sentono minacciate nel loro potere. Pilato sa della tua innocenza, eppure preoccupato del suo posto, ti condanna.

Testimonianza: Il giudizio
Io non sono nata prostituta ma ho trovato sul mio cammino persone che mi hanno costretta a diventarlo. Alla scuola elementare i bambini avevano i grembiulini puliti mentre io ero sporca e avevo i pidocchi: tutti mi scansavano, da bambina non ho mai ricevuto regali. Da ragazzina sono stata violentata da un uomo di circa quarant’anni. Sono stata in casa di rieducazione per tre anni. Sono stata varie volte in carcere: stavo bene solo lì. Ho visto un’amica suicidarsi: non ho potuto fare niente per impedirglielo. (…)
Ho smesso di prostituirmi a 25 anni e di quella scelta conservo ancora le cicatrici sulla mia pelle. Non ho fatto soldi prostituendomi. C’era sempre qualcuno che me li prendeva. Quelli che ho adesso li ho fatti lavorando onestamente. Ho sempre cercato affetto ed ho sempre ricevuto umiliazioni e violenze. Non mi sono suicidata per amore di mio figlio, ma ci ho pensato tante volte. (…)Porterò sempre il marchio di prostituta, lo sarò sempre forse anche per tutti voi, ma l’importante, credetemi, è non esserlo più, è non sentirmi più una donna di strada, ma una brava mamma e una brava moglie come oggi io sono diventata!

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Signore, le nostre anime possano volare sempre alte nel vento e nel cielo,
illumina le nostre menti e non permetterci di essere giudici del nostro prossimo,
rendici sapienti nell’abbracciare coloro che cercano il proprio riscatto sociale.

QUARTA STAZIONE - Gesù è rinnegato da Pietro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 22,59-62

Passata circa un’ora, un altro servo del sommo sacerdote insisteva: “In verità, anche questo era con lui, è anche lui un galileo”. Ma Pietro disse: “O uomo, non so quello che dici”. E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò le parole che il Signore gli aveva detto: “Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”. E uscito, pianse amaramente.

Meditazione: Ed ora, tu stai lì schernito, umiliato, calunniato. Dove sono coloro che non ti lasciavano mai e ti giuravano fedeltà? Tutti, uomini e donne, ti hanno abbandonato. E che cosa è accaduto a Pietro, la Roccia? Il canto del gallo non sarà mai più lo stesso per il principe degli Apostoli: gli ricorderà per sempre la sua paura e la sua fragilità.

Testimonianza: L’abbandono
E’ la prima notte per il Signor Edoardo al centro di accoglienza per anziani della Caritas di Roma; ha un volto profondamente solcato dai segni delle rughe -immagino sia merito del lungo tempo passato con la solitudine come unica compagna- ma i suoi occhi grandi e chiari brillano ancora di una luce piena di vita, che rassicura chi gli sta davanti e invitano al dialogo. Il suo fare, poi, è distinto a testimonianza di una dignità che non si è persa nei vicoli bui dell’isolamento. Non vuole parlare dei punti di sutura che ha sul ciglio, e neanche del “come” sia arrivato al centro di accoglienza, forse perché ha paura di essere giudicato e certamente: “…è meglio dimenticare certe storie!”, come dice con una voce avvolta in un sorriso un po’ triste. Preferisce, invece, raccontare dei suoi trent’anni passati in giro per il mondo come dipendente di una compagnia aerea. Non mi preoccupo tanto se si tratta di una storia vera quel che conta è stare lì ad ascoltare.
Gli brillano gli occhi mentre racconta dei suoi viaggi…poi ad un tratto interrompe il suo racconto: “il mio cammino mi ha riservato delle sorprese, sono rimasto solo, ma continuo ad amare la vita.”

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Anche oggi, Signore, quante volte ti abbandoniamo mentre tu chiedi un po’ di compagnia e attendi da noi una fervida e orante preghiera, invece trovi noia e svogliatezza. Quante volte, nella solitudine dei tanti fratelli, chiedi una presenza vigile e amica nel momento dell’angoscia, ma trovi stanchezza e abbandoni. Per questo, Gesù sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi, donaci perseveranza nel seguirti.

QUINTA STAZIONE - Gesù è giudicato da Pilato

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23,13.20-25

Le autorità e il popolo urlavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”. Ed egli, per la terza volta disse loro: “Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla il lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò”. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse esaudita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

Meditazione: Gesù, tu rispondi con il silenzio di fronte all’ipocrisia e alla superbia del potere, all’indifferenza di coloro che si sottraggono alle proprie responsabilità. Gesù, tu hai le mani legate, ma ti senti libero. Avevi detto: “Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati”. Quando accetti il mistero della croce ci indichi il vero amore e la vera giustizia.

Testimonianza: L’indifferenza
Jasmine, cinque anni, ci guarda con i suoi profondi occhi neri, con uno sguardo incuriosito e disorientato…ci ascolta, ma non comprende l’italiano. Noi vorremmo giocare un po’ con lei.
I suoi genitori osservano la scena poco distanti da noi e ci rivolgono sguardi compiaciuti e pieni di ammirazione; non sono abituati a tante attenzioni e considerano fuori dall’ordinario che degli stranieri si diano tanto da fare per strappare un sorriso alla loro bimba, loro che hanno vissuto nel loro paese sentendosi degli indesiderati, loro che, tante volte, continuano a sentirsi non desiderati per le strade, nelle nostre città, dove, facendo i lavori che nessun’altro vuol fare, raccolgono spesso solo indifferenza e fastidio da parte della gente. Sono Curdi e da qualche tempo vivono in un campo profughi della Caritas, in attesa di asilo politico. Nei loro occhi si legge la preoccupazione perché temono di non poter essere accolti nel nostro paese per qualche ragione, come ci conferma un collaboratore abituale della Caritas: “Ne ho visti tanti di quei volti e tutti sembrano domandare attraverso i loro occhi: Che ne sarà di noi?”.
Escogitiamo un modo per comunicare e se possibile insegnare qualche parola d’italiano alla piccola Jasmine: un foglio e una penna. Esita un po’, ma poi prende la penna in mano e disegna una piccola casa…Un pensiero ci passa per la testa: “deve essere terribile scappare dal proprio paese!”.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Signore guariscici dalle nostre mutezze spirituali; siamo talvolta così chiusi entro le nostre ansietà, così vuoti di slanci grandi; così meschini ed egoisti nei nostri desideri, che non abbiamo voce né per te, né per i fratelli; non vediamo le necessità grandi della Chiesa nella vastità della sua missione. Suscita in noi il risveglio della speranza, ispiraci propositi giusti e gesti di carità generosa e concreta.

SESTA STAZIONE - Gesù è flagellato e coronato di spine

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15,17-19

I soldati, dopo aver intrecciato una corona di spine, la misero sul capo di Gesù. Cominciarono poi a salutarlo: “Salve, re dei Giudei!”. E percuotendogli il capo con una canna, gli sputavano addosso.

Meditazione: O Cristo, tu sei il vero Re, ma gli uomini si sono burlati di te, ti hanno incoronato non per adorarti, ma per denigrarti. Il tuo Regno non è di questo mondo, ma noi aspettiamo favori, potere, successo, ricchezze. Vorremmo un mondo senza sofferenza e tu, con il tuo sacrificio, ci hai insegnato a rompere la spirale della violenza.

Testimonianza: L’oltraggio
“(…) E’ partito tutto così: mio papà è una persona che quando tornava dal lavoro voleva essere aiutato a spogliarsi e poi a rivestirsi, molte volte ero in casa io da sola, perché mia mamma andava a fare la spesa e mio fratello era a lavorare. Sono in camera di mio papà che gli preparo i vestiti mentre lui si lava, arriva e vedo che si avvicina verso di me, e poi mi prende e mi butta sul letto (mi sto rivedendo tutta la scena e sto facendo molta fatica, non riesco neanche a scrivere) e inizia a baciarmi. Io gli dico di smettere ma lui continua, poi io cerco di andarmene ma lui mi tiene troppo forte, non riesco, (…)ho detto ci siamo! Gli continuo a dire di lasciarmi stare, ma lui mi tappa la bocca baciandomi, io gli dico di non baciarmi perché provo schifo(…). Quando l’ha fatto sono rimasta molto scioccata di questo. Io mi ero detta che non gli avrei mai permesso che potesse accadere ancora, ma purtroppo successe ancora ed io non sono riuscita ad evitare. Ancora oggi con mio papà faccio una gran fatica perché me l’ha fatta troppo grande, io non voglio dire così, ma da quando sono successi questi fatti, io mi sono buttata nella “roba” di brutto.”

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Signore concedici la grazia di capire che ad ogni istante, mentre noi viviamo una vita troppo felice, protetta da te, ci sono milioni di esseri umani, che sono pure tuoi figli e nostri fratelli, che sono privati di dignità umana, provati nel corpo e nello spirito, senza averlo meritato. Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo.

SETTIMA STAZIONE - Gesù è caricato della croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15,20

Dopo aver schernito Gesù lo spogliarono della porpora e gli misero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Meditazione: Nonostante fossi stato investito della gloria e del potere del Padre, tu hai accettato una morte orribile, ingloriosa, anzi vergognosa. Sapevi che la croce era l’unica via per entrare nei nostri cuori; una morte violenta, l’unico mezzo per entrare dolcemente nei nostri cuori.

Testimonianza: L’accettazione
Irene è arrivata in prigione al settimo mese di gravidanza. I suoi occhi lasciavano trasparire tutta la paura, l’angoscia e lo sconcerto che da un mese le toglievano il respiro. In un momento di disputa furiosa con il marito per difendersi lo aveva colpito alla testa e l’uomo era morto. Irene non voleva ucciderlo, anche se era violento era pur sempre il padre dei suoi figli. Adesso è sola, la famiglia del marito le ha sottratto i bambini di cui non sa più nulla e tutti l’hanno abbandonata. (…)Irene fatica ad accogliere nel cuore colui che sta maturando dentro di lei; giorno dopo giorno deve affrontare il cammino dell’amore, la vocazione di essere mamma, nonostante il gelo dell’abbandono, l’angoscia per i figli, la paura di essere condannata. Un cammino lento e faticoso che va a pari passo con la speranza, con la certezza che una nuova mèta impreziosisce la sua vita che credeva ormai perduta. Una sera sul tavolato, i soffocati lamenti di Irene si mescolano con un vagito, Antonio è nato, la vita ha vinto in un luogo di morte. Il doloroso cammino si è concluso con la vittoria. Antonio è la speranza nel futuro, la fiducia nella vita, in un terreno fecondato dalla sofferenza e dalla violenza. Irene ha vinto la tentazione di finirla per sempre, di distruggere colui che sentiva come la continuità del suo dolore, della sua vergogna.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Gesù, Tu hai guarito il paralitico perché vincendo l’immobilità del peccato aprissimo il cuore alla gratitudine; immersi nella tua passione e animati dallo Spirito, rendici aperti a condividere le sofferenze dei nostri fratelli, perché figli dell’Unico Padre.
Signore Gesù, rendici disponibili ad offrire la sofferenza perché diventi frutto di redenzione.
Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

OTTAVA STAZIONE - Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23,26

Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù.

Meditazione: Gesù, potresti morire per strada e non fuori città, come stabilisce la legge. Allora i soldati costringono il primo che passa a prendere sulle sue spalle la tua croce. Non sapeva nulla di quella croce, ma quest’uomo ha guadagnato cinque minuti nella storia della salvezza; ha conosciuto gratuitamente il peso della croce, dando inizio alla partecipazione di tutti i condannati della terra alla tua passione.

Testimonianza: La condivisione
Un giorno un ragazzo spinto da una grande curiosità con uno sguardo pieno di imbarazzo mi ha guardata e mi ha chiesto: “Come si vive da disabile?”
Io, sorridendo più per l’imbarazzo mostrato dal mio interlocutore che per la difficoltà della questione, ho risposto semplicemente: “Non mi sono mai posta questa domanda”.
Riflettendo poi tra me e me sull’avvenimento, mi è venuto spontaneo riconoscere che la domanda mi ha lasciata serena perché io non mi sono mai sentita diversa dagli altri, se non fosse per gli sguardi alle volte troppo incuriositi delle persone e per le barriere architettoniche.
Certo, ho momenti di sconforto e sofferenza, ma ho un grande amico con cui condividerle: Gesù sulla croce. Lui ha dato la sua vita per me, e mi ha scelta come Cireneo per offrire il mio dolore per chi vive la sofferenza con rabbia. Nei momenti più bui della mia vita, Gesù mi ha aiutata a spingere la mia carrozzina trasformando la fatica in gioia.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Gesù, Tu che hai conosciuto il limite, la sofferenza, l’incomprensione, il tradimento e l’oltraggio, fa che noi, immersi nella tua passione e animati dallo Spirito, possiamo aprire i nostri cuori ai bisogni degli ultimi la cui vita porta impressi i tratti del Tuo volto Crocifisso.

NONA STAZIONE - Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23,27-28

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli”.

Meditazione: Gesù, il peso della croce ti fa barcollare: è il peso del peccato e del dolore degli uomini, che hai voluto come fratelli. A che serve piangere sulle vittime, se manca la sincera volontà di sradicare il male? Nella risposta che dai alle donne, sai già quanto sarà lunga, nella storia, la via dolorosa che porta ai “calvari” del mondo.

Testimonianza: La speranza
Sobborgo di Gerusalemme. Mazen, un giovane palestinese poco meno che trentenne è seduto al bar…Si chiacchiera, sorbendo qualcosa, come si fa in tutti i bar di questo mondo. Ma di colpo succede l’inferno – in Israele l’inferno è di casa - arriva una macchina e si blocca proprio davanti al locale; ne scende un colono ebreo, estrae all’improvviso una pistola e fa fuoco sugli avventori. Un proiettile trova la fronte di Mazen…un episodio di quest’odio infinito che separa due comunità che condividono la stessa terra. Uno dei tanti. Ma stavolta finisce diversamente da sempre, in maniera sorprendente, anzi incredibile. I famigliari di Mazen con un gesto spiazzante donano gli organi del giovane per salvare altre vite. Così cuore, fegato e reni vanno a salvare quattro israeliani, nei giorni in cui alcuni compagni dell’ucciso si fanno kamikaze per continuare la catena violenta che non porta da nessuna parte.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Gesù, fra le lacrime, lungo i sentieri della via dolorosa inaugurata da Te e riassunta nella tua Passione e Morte, ci inviti a scorgere il traguardo del Regno promesso, nella speranza certa dell’alba di resurrezione. Insegnaci l’umiltà e la riconciliazione per diventare costruttori di pace.

DECIMA STAZIONE - Gesù è Crocifisso

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15,24

Lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.

Meditazione: Picchiano con forza, le tue mani sono trafitte da chiodi impietosi. Ma tu rimani fedele al tuo messaggio fino all’ultima goccia di sangue: per amore ti lasci crocifiggere; nell’amore la sofferenza umana acquista valore salvifico. Sul palmo delle tue mani trafitte è scritto il nome di coloro i quali continuano anche oggi ad essere crocifissi.

Testimonianza: L’innocenza
Mi chiamo Doy ed ho tredici anni. Lavoro a Bangkok in una fabbrica di borse che è stata premiata come la migliore fabbrica per 1'esportazione. Taglio, cucio e incollo borse, non so quante migliaia alla settimana.
Lavoro 12, anche 14 ore al giorno. Mi fermo solo per mangiare e per dormire. Dormo in una stanza vicina al capannone assieme ad altri ragazzi venuti come me dai villaggi lontani. Qua ci sono da un anno. Mi ci ha portato uno che passa di villaggio in villaggio per assumere persone. I miei genitori mi ci mandarono perché si erano indebitati con un usuraio.
Non sto molto bene di salute. Respiro male, mi lacrimano gli occhi ed ho tutta la pelle piena di bolle. Un operaio più anziano mi ha detto che è colpa della colla.
Mi mancano i miei fratelli e le mie sorelle, non so quando li potrò rivedere. Mi manca la scuola. Forse un giorno potrò tornarci.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Gesù, il Tuo amore si realizza attraverso il dono gratuito della vita, in povertà e debolezza. Aiutaci ad elevare il nostro sguardo verso il mistero della Tua Croce. Accogli nelle Tue braccia il dolore degli innocenti che hanno conosciuto la sofferenza e la morte per colpa della malvagità degli uomini, perché diventi frutto di redenzione.

UNDICESIMA STAZIONE - Gesù promette il suo regno al buon ladrone.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23,39-40.42

Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù. Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio?”. E aggiunse: “Gesù ricordati di me, quando entrerai nel tuo regno”.

Meditazione: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 43). Nel momento della tua massima sofferenza, rivolgi parole di consolazione al malfattore. Egli niente sapeva di te, ma il suo sentimento di solidarietà e il suo grido di aiuto sono bastati a salvarlo.

Testimonianza: La redenzione
Da bambino sono stato venduto, si, sono stato venduto per denaro a una coppia che non poteva avere figli. Questa cosa non l’ho mai accettata ed ho cominciato sin da ragazzino a “farmi”…a farmi di brutto. La roba l’ho sempre trovata! Ho sofferto tanto, non riuscivo a smettere, a vent’anni ero ridotto una larva, poi, a fatica, piano piano, aiutato da degli “angeli” che ho incontrato lungo la mia strada ne sono uscito. Oggi sono disintossicato! A trent’anni ho una gioia dentro, che mi da la forza di vivere. La mia vecchia mamma adottiva, vedendomi così “diverso”, credeva che avessi ricominciato, ma no, non è così. Ho scoperto Gesù Cristo, sai, anche Lui è stato venduto come me ed è morto sulla croce perché mi ha amato…E’ per questo che oggi io vivo.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Mio Dio, quanto mi rammarico di non aver capito nulla della vita, di aver tentato di capire cose che era inutile capire! La vita non consiste nel capire, ma nell'amare. Fa', mio Dio, che non sia troppo tardi; che l'ultima pagina non sia ancora scritta. E' stato un deserto la mia vita, perché non ti ho conosciuto. Fa' che il deserto fiorisca. Che ogni minuto che mi resta sia consacrato a Te. Che io sia nelle tue mani come fumo portato dal vento.

DODICESIMA STAZIONE - Gesù in croce, la madre e il discepolo.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni 19,26-27

In quell’ora, Gesù vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!£. E dal quel momento il discepolo la prese con sé nella sua casa.

Meditazione: In mezzo allo strepito dei soldati e della folla, Maria, tua madre, e Giovanni levano taciti lo sguardo verso te, il Crocifisso. Quale sguardo di fede hanno avuto per accettare quella scena! Quanto amore per partecipare al tuo destino e per continuare da quel momento la tua missione!

Testimonianza: L’unità
Mi chiamo Nicola ed ho 46 anni. Sono sposato con Maria e abbiamo due figli: rispettivamente di 21 e 13 anni. Io e la mia famiglia seguiamo il cammino Neocatecumenale ormai da tempo. Lo scorso anno, in seguito ad indagini cliniche mi sono stati diagnosticati due tumori a distanza di due mesi l’uno dall’altro, inoltre uno dei miei figli doveva, da lì a poco, subire un intervento chirurgico. Una mattina di giugno, mentre ero a casa ammalato, arrivò una lettera: una lettera di licenziamento dall’azienda presso cui avevo lavorato per 26 anni. Da quel momento ho sperimentato ancor più forte la sofferenza e la paura che già sentivo, misti ad un sentimento di delusione e amarezza e tanto altro ancora insieme a tutta la mia famiglia. Al tempo stesso ho visto come Dio è intervenuto con forza nella mia vita specialmente attraverso i miei familiari e tutta la comunità. Egli mi ha permesso di non perdere la speranza, di andare avanti, sperimentando la Sua provvidenza attraverso tutti coloro che si sono stretti a noi sostenendoci con la preghiera e con aiuti di ogni tipo. Questa situazione è stata ed è tutt’ora difficile, ad oggi sono ancora alla ricerca di un lavoro, ma sento che Dio ci è vicino, non siamo morti di fame e non abbiamo tentato gesti estremi e quel che è più importante: la nostra famiglia è saldamente unita nell’amore di Dio…. Grazie Signore!

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Donaci, o Dio, la grazia di comprendere il valore dell'unità tra noi; infondici la forza per affrontare e vincere gli ostacoli alla comunione; regalaci il gusto di condividere i nostri cammini di fede, le nostre esperienze di preghiera, le nostre iniziative e attività, i nostri pensieri, le nostre speranze, i momenti tristi e quelli allegri. Solo così ci renderemo credibili e potremo coerentemente annunciare al mondo il valore inestimabile dell'intimità con Te.

TREDICESIMA STAZIONE - Gesù muore sulla croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15,34.36-37

Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Uno corse ad inzuppare d’aceto una spugna e gli dava da bere. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Meditazione: Ed eccoti, sospeso, inchiodato al legno. Senza difesa, elevato agli occhi di tutti. Respiri affannosamente. Nulla ti è risparmiato. E’ uno scandalo. Forse il Padre ti ha abbandonato? Tu, l’Amore, il Giusto, vai fino alla fine, accettando il progetto di Dio nell’amore e nell’obbedienza. E in segno di estrema solidarietà con ogni sofferente, muori sulla croce. Di una morte orrenda.

Testimonianza: L’afflizione
Barboni, un mondo a noi vicino eppure tanto lontano e sconosciuto. Luciano, uno di loro, ma a differenza di altri che vagabondano continuamente di città in città, conduce una vita abitudinaria: stessi percorsi, stessi orari, stessi luoghi. Il suo sostegno economico sono le mance che riceve alla metropolitana e in un supermercato, dove si dà da fare aiutando sia le persone che vanno a fare la spesa sia quelle che vi lavorano. La sua disponibilità, il suo sapersi porre in maniera semplice e dignitosa e la sua grande umiltà fanno di lui una persona speciale.
Luciano ha scelto la “strada” dopo un’infanzia vissuta lottando contro malattie come l’anoressia e la bulimia, conclusasi poi con la rottura del rapporto con la mamma, che non lo ha compreso e aiutato, e con la morte del padre, la sua unica ragione di vita. Luciano vive ancora per una promessa fatta al padre sul letto di morte: che mai si sarebbe tolto la vita! Le sue compagne di viaggio, ora, non sono più le tele che qualche anno fa si riempivano dei suoi colori e sulle quali il nostro artista della strada impressionava la sua vita. Ora a fargli compagnia ci sono la depressione e la solitudine che come i più esperti pennelli, hanno saputo raffigurare sulla tela dei suoi occhi la rassegnazione e l’attesa del nulla, cancellandone per sempre la luce. Il Signore, però, non lo ha abbandonato, e Luciano lo sa, perché vive con lui aggrappandosi alla sua croce giorno dopo giorno. Il suo dolore e la sua afflizione non sono inutili, sono la testimonianza più bella dell’amore di Dio.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Milioni sono gli uomini soli e abbandonati che ancora non sanno che Dio si è fatto uomo ed è morto in croce per ognuno di loro. Rinnova, Signore, lo spirito missionario della Tua Chiesa affinché a tutti possa essere portata la Tua Parola di salvezza.

QUATTORDICESIMA STAZIONE - Gesù è deposto nel sepolcro.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15,46

Giuseppe d’Arimatea, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.

Meditazione: Dopo il terribile tuono della morte, il grande silenzio. Pesa l’ombra del lutto. Il dolore attanaglia tutti. La Vergine del grande silenzio, che ha portato nel suo ventre il Frutto benedetto, accoglie di nuovo sul grembo il corpo di Gesù calato dalla croce: lo contempla adorante, lo venera nel suo immenso dolore.

Testimonianza: Il dono
E’ morto l’altr’anno. Pace all’anima sua. Ma ogni volta che nella recita del breviario mi imbatto in quel versetto del Salmo 8 che dice: “L’hai fatto poco meno degli angeli” non posso fare a meno di ricordarmi di lui. Povero Giuseppe!
Viveva allo sbando, come un cane randagio. Aveva trentasei anni, e metà dell’esistenza l’aveva consumata nel carcere.(…) I giovanotti del bar vicino alla stazione gli pagavano la bottiglia di whisky per godersi lo spettacolo di vederlo ubriaco.
La sera, quando tornava in episcopio più tardi del solito non gli andava di cenare, mi guardava con le pupille stralunate che si ritiravano all’insù lasciando vedere tutto il bianco degli occhi, e biascicava parole senza costrutto dalle quali, però, mi sembrava di capire: “Lo so, sono un verme; cacciami via, se vuoi: me lo merito”.

Riflettiamo in silenzio…

Preghiamo:
Gesù non hai trattenuto nulla per te: sulla croce hai disteso le tue braccia per accoglierci, hai aperto le mani per donarti. La via della croce: scelta controcorrente; scelta libera; completo abbandono nelle mani del Padre. La via della croce: via d’amore; dono totale per la nostra salvezza. Come tuoi coeredi, insegnaci a donarci al prossimo, a condividere ciò che siamo ed abbiamo con gli altri. Te lo chiediamo perché proprio tu, Gesù, instancabile ci hai cercati e fedele fino alla morte hai portato il peso dell’amore.

QUINDICESIMA STAZIONE - Gesù risorge da morte.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo 28,5-7

L’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, è risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era sepolto. Presto, andate a dire ai discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”.

Meditazione: La terra trema, i sepolcri si aprono. Rieccoti in mezzo ai tuoi! Compi con loro parte del cammino, spezzi il pane con loro. E dici: “Vi do la mia pace!”. Alle potenze della morte tu opponi la nuova vita che trasfigura chi avanza con te.
E fai sentire loro: “Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo.”

Testimonianza: La resurrezione
Signore, quando guarderai chi ci ha gettato in prigione e chi ci ha torturato, quando peserai le azioni di chi ci ha giudicato e condannato a pene pesanti, quando esaminerai la vita di chi ci ha tanto umiliato e la coscienza di chi ci ha rifiutato, dimentica, Signore, il male che hanno commesso.
Ricordati, piuttosto che il nostro sacrificio ci avvicina al Tuo Figlio. Crocifisso; che, per la tortura, noi comunichiamo alle sue piaghe; per le catene, alla libertà dello Spirito; per la sofferenza, alla speranza del Regno; per le umiliazioni, alla gioia dei tuoi figli.
Ricordati, Signore, che questa sofferenza è maturata in noi come un seme messo in terra che germoglia il frutto della giustizia e della pace, il fiore della luce e dell’amore.
Ricordati, Soprattutto, Signore, che mai noi vogliamo assomigliare a loro, né fare agli altri ciò che hanno fatto a noi. Amen.
(preghiera di un prigioniero Brasiliano)

Per le testimonianze hanno collaborato: sr. Sonia Sala, Missionarie dell'Immacolata – PIME, Brasile; Mariella - MGM di Catania; sr. Paola, Missionarie dell'Immacolata – PIME, Camerun; Stefania, Scafati, NA; Tilde – MGM di Catania; Nicola, Puglia; Anna – PIME, Napoli; don Tonino Bello, tratto da “Servi inutili a tempo pieno”; le riviste: “SEMPRE” -associazione comunità Papa Giovanni XXIII; “il Bollettino Salesiano”; sito web www.qumran.net.

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