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Via
Crucis 2004
…perseguitati ma non abbandonati…
Morirò in piedi
come gli alberi.
Mi uccideranno in piedi.
Il sole, come
un testimone ufficiale,
sigillerà il mio corpo
unto due volte.
E i fiumi e il mare
diventeranno il cammino
di tutti i miei desideri,
mentre l'amato bosco
scuoterà di gioia
le sue chiome.
E io dirò alle mie parole:
- Non mentivo gridandovi.
Dio dirà ai miei amici:
- Certifico
che ha vissuto con voi
aspettando
questo giorno.
All'improvviso, con la morte,
la mia vita si farà verità.
Finalmente avrò amato!
(Pedro Casaldàliga,
Vescovo)
Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
GUIDA:
La Via Crucis: un avvenimento che, compiuto una volta per sempre,
si realizza ogni giorno nel cammino doloroso e nella testimonianza
viva degli "ultimi" della terra.
Così le tappe della Via della Croce non sono solo la memoria
di avvenimenti che accaddero nell'ultimo giorno della vita terrena
di Gesù di Nazareth, ma sono come preziosi tasselli di
vite uniche e irripetibili che, legate tra loro da un filo invisibile,
ritrovano senso ed unità nel puzzle della croce sorretta
da Gesù il Risorto.
Ripercorriamo questo cammino che non smette, ai giorni nostri,
di produrre dolore e gioia, nella convinzione che Dio rispetta
amorosamente la libertà umana, ma la Sua onnipotenza è
capace di orientare tutto secondo i suoi piani d'amore sull'uomo:
"Dio è sufficientemente potente e buono per far scaturire
il bene dal male". (Sant'Agostino).
PRIMA STAZIONE - Gesù nell'orto degli ulivi
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 14,32-36
Giunsero a un podere chiamato Getsemani. Gesù prese con
sé Pietro, Giacomo e Giovanni e disse loro: "La mia
anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate".
Andato un po’ innanzi si getto a terra e pregava: "Abbà,
Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice!
Però non ciò che io voglio ma ciò che vuoi
tu".
Meditazione: Il giardino pieno di ulivi non offre sollievo, stasera.
Fa pena il tuo volto schiacciato contro la terra, lacera l’angoscia
che preme forte sul tuo cuore. Dormono gli amici scelti come compagni,
gli stessi che promisero: Saremo sempre con te, Gesù. Questi
ultimi passi, Gesù, li dovevi percorrere da solo.
Testimonianza: L’affidamento
Nubia, una giovane mamma di 27 anni, con tre figli. Un desiderio
nutrito da tempo: sposarsi in chiesa. Vive col marito Joào,
da dodici anni: una fedeltà provata molte volte col fuoco
nel crogiuolo del dolore. Tante volontà contrarie a questo
amore splendido e fedele(...). Poi un giorno la malattia, un linfoma
che ha invaso il suo giovane corpo. Un anno di sofferenza dentro
e fuori dall'ospedale. Ma Nubia dice soltanto per chi le chiede
come sta: "Tutto bene". (...)Si amano davvero e profondamente,
un amore che ha già affrontato tante battaglie e oggi vince
definitivamente. Arriva il sacerdote e il matrimonio comincia(…).
E alla fine il taglio della torta sul letto di dolore.
“Chi sono io per mettermi al posto di Dio e decidere cosa
è meglio? Se Dio vuole prendere con se la mia sposa, mia
vita, mia casa, madre dei miei figli, sia fatta la sua volontà.
So che questa separazione sarà solo momentanea. Nubia mi
precede solo per poco…un giorno saremo ancora insieme”,
ha detto Joào tante volte.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Signore, rendici sempre forti nella prova e nella sofferenza,
lascia che lungo il nostro cammino la serenità sia una
compagna fedele,
possa la nostra esistenza essere un dono per noi e per le persone
che incontriamo ogni giorno.
SECONDA STAZIONE - Gesù, tradito da Giuda, è
arrestato
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 14,43.45-46
Arrivò Giuda e con lui una folla con spade e bastoni mandata
dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò
dicendo: "Rabbì" e lo baciò. Essi gli
misero addosso le mani e lo arrestarono.
Meditazione: In quella tragica notte oscura del Getsèmani,
il Figlio di Dio suscita in noi con le sue parole e i suoi gesti
sentimenti diversi, a volte contrastanti: avvertiamo la ricchezza
del dialogo spirituale con i discepoli e la gioia della cena comune;
ma ci turba la violenza delle guardie, rabbrividiamo per la meschinità
del tradimento.
Testimonianza: La solitudine
Un mattino mi vengono a dire con molto dolore che Flavio, un ragazzo
che conoscevo bene e aveva frequentato anche la nostra casa per
un certo tempo, è stato barbaramente ucciso. (…)Dopo
averle prese è stato “finito” con un colpo
alla testa da altri adolescenti che si ritenevano più forti.
Era coinvolto nel traffico di droga, ma era un ragazzino buono
e timido che aveva già sofferto molto(…). Qualche
giorno prima di essere ucciso diceva pubblicamente: “Se
mi sparassero oggi, qualcuno forse piangerebbe la mia morte?”.
(…)Chi ha ucciso Flavio è soltanto un'altra vittima
che, purtroppo prima o poi farà la stessa fine. Anche lui
è al cimitero a rendere omaggio all'amico-nemico e mi dice
che non sa nulla di come tutto ciò possa essere successo…al
cimitero!
Oltre al morto e all'assassino c'è anche un altro giovane
armato già pronto ad uccidere sul luogo chi gli ha ucciso
l'amico…Grazie a Dio lo scopriamo solo dopo, da alcuni amici
che lo hanno convinto a non farlo lì. Ma un giorno lo farà
altrove.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Signore, apri il nostro sguardo e il nostro cuore al mondo che
ci circonda,
donaci il coraggio di scendere in strada e sorridere a chi è
abbandonato,
con la speranza che anche gli ultimi possano avere una vita dignitosa
senza più umiliazioni.
TERZA STAZIONE - Gesù è condannato dal
sinedrio
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 14,55.60-61.62.64
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza
contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano.
Il sommo sacerdote interrogò Gesù dicendo: “Sei
tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto!”. Gesù
rispose: “Io lo sono!”. Tutti sentenziarono che era
reo di morte.
Meditazione: Ti hanno condannato con dei pretesti. Tu hai amato
l’uomo, sino in fondo. Il sofferente l’hai liberato
per la vita, gli emarginati li hai riportati al centro della comunità.
Così le guardie del tuo popolo si sentono minacciate nel
loro potere. Pilato sa della tua innocenza, eppure preoccupato
del suo posto, ti condanna.
Testimonianza: Il giudizio
Io non sono nata prostituta ma ho trovato sul mio cammino persone
che mi hanno costretta a diventarlo. Alla scuola elementare i
bambini avevano i grembiulini puliti mentre io ero sporca e avevo
i pidocchi: tutti mi scansavano, da bambina non ho mai ricevuto
regali. Da ragazzina sono stata violentata da un uomo di circa
quarant’anni. Sono stata in casa di rieducazione per tre
anni. Sono stata varie volte in carcere: stavo bene solo lì.
Ho visto un’amica suicidarsi: non ho potuto fare niente
per impedirglielo. (…)
Ho smesso di prostituirmi a 25 anni e di quella scelta conservo
ancora le cicatrici sulla mia pelle. Non ho fatto soldi prostituendomi.
C’era sempre qualcuno che me li prendeva. Quelli che ho
adesso li ho fatti lavorando onestamente. Ho sempre cercato affetto
ed ho sempre ricevuto umiliazioni e violenze. Non mi sono suicidata
per amore di mio figlio, ma ci ho pensato tante volte. (…)Porterò
sempre il marchio di prostituta, lo sarò sempre forse anche
per tutti voi, ma l’importante, credetemi, è non
esserlo più, è non sentirmi più una donna
di strada, ma una brava mamma e una brava moglie come oggi io
sono diventata!
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Signore, le nostre anime possano volare sempre alte nel vento
e nel cielo,
illumina le nostre menti e non permetterci di essere giudici del
nostro prossimo,
rendici sapienti nell’abbracciare coloro che cercano il
proprio riscatto sociale.
QUARTA STAZIONE - Gesù è rinnegato da
Pietro
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 22,59-62
Passata circa un’ora, un altro servo del sommo sacerdote
insisteva: “In verità, anche questo era con lui,
è anche lui un galileo”. Ma Pietro disse: “O
uomo, non so quello che dici”. E in quell’istante,
mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore,
voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò le
parole che il Signore gli aveva detto: “Prima che il gallo
canti, oggi mi rinnegherai tre volte”. E uscito, pianse
amaramente.
Meditazione: Ed ora, tu stai lì schernito, umiliato, calunniato.
Dove sono coloro che non ti lasciavano mai e ti giuravano fedeltà?
Tutti, uomini e donne, ti hanno abbandonato. E che cosa è
accaduto a Pietro, la Roccia? Il canto del gallo non sarà
mai più lo stesso per il principe degli Apostoli: gli ricorderà
per sempre la sua paura e la sua fragilità.
Testimonianza: L’abbandono
E’ la prima notte per il Signor Edoardo al centro di accoglienza
per anziani della Caritas di Roma; ha un volto profondamente solcato
dai segni delle rughe -immagino sia merito del lungo tempo passato
con la solitudine come unica compagna- ma i suoi occhi grandi
e chiari brillano ancora di una luce piena di vita, che rassicura
chi gli sta davanti e invitano al dialogo. Il suo fare, poi, è
distinto a testimonianza di una dignità che non si è
persa nei vicoli bui dell’isolamento. Non vuole parlare
dei punti di sutura che ha sul ciglio, e neanche del “come”
sia arrivato al centro di accoglienza, forse perché ha
paura di essere giudicato e certamente: “…è
meglio dimenticare certe storie!”, come dice con una voce
avvolta in un sorriso un po’ triste. Preferisce, invece,
raccontare dei suoi trent’anni passati in giro per il mondo
come dipendente di una compagnia aerea. Non mi preoccupo tanto
se si tratta di una storia vera quel che conta è stare
lì ad ascoltare.
Gli brillano gli occhi mentre racconta dei suoi viaggi…poi
ad un tratto interrompe il suo racconto: “il mio cammino
mi ha riservato delle sorprese, sono rimasto solo, ma continuo
ad amare la vita.”
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Anche oggi, Signore, quante volte ti abbandoniamo mentre tu chiedi
un po’ di compagnia e attendi da noi una fervida e orante
preghiera, invece trovi noia e svogliatezza. Quante volte, nella
solitudine dei tanti fratelli, chiedi una presenza vigile e amica
nel momento dell’angoscia, ma trovi stanchezza e abbandoni.
Per questo, Gesù sorgente di ogni bene, ispiraci propositi
giusti e santi, donaci perseveranza nel seguirti.
QUINTA STAZIONE - Gesù è giudicato da Pilato
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23,13.20-25
Le autorità e il popolo urlavano: “Crocifiggilo,
crocifiggilo!”. Ed egli, per la terza volta disse loro:
“Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla il lui
che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo
rilascerò”. Essi però insistevano a gran voce,
chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano.
Pilato allora decise che la loro richiesta fosse esaudita. Rilasciò
colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio,
e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Meditazione: Gesù, tu rispondi con il silenzio di fronte
all’ipocrisia e alla superbia del potere, all’indifferenza
di coloro che si sottraggono alle proprie responsabilità.
Gesù, tu hai le mani legate, ma ti senti libero. Avevi
detto: “Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate
e non sarete condannati”. Quando accetti il mistero della
croce ci indichi il vero amore e la vera giustizia.
Testimonianza: L’indifferenza
Jasmine, cinque anni, ci guarda con i suoi profondi occhi neri,
con uno sguardo incuriosito e disorientato…ci ascolta, ma
non comprende l’italiano. Noi vorremmo giocare un po’
con lei.
I suoi genitori osservano la scena poco distanti da noi e ci rivolgono
sguardi compiaciuti e pieni di ammirazione; non sono abituati
a tante attenzioni e considerano fuori dall’ordinario che
degli stranieri si diano tanto da fare per strappare un sorriso
alla loro bimba, loro che hanno vissuto nel loro paese sentendosi
degli indesiderati, loro che, tante volte, continuano a sentirsi
non desiderati per le strade, nelle nostre città, dove,
facendo i lavori che nessun’altro vuol fare, raccolgono
spesso solo indifferenza e fastidio da parte della gente. Sono
Curdi e da qualche tempo vivono in un campo profughi della Caritas,
in attesa di asilo politico. Nei loro occhi si legge la preoccupazione
perché temono di non poter essere accolti nel nostro paese
per qualche ragione, come ci conferma un collaboratore abituale
della Caritas: “Ne ho visti tanti di quei volti e tutti
sembrano domandare attraverso i loro occhi: Che ne sarà
di noi?”.
Escogitiamo un modo per comunicare e se possibile insegnare qualche
parola d’italiano alla piccola Jasmine: un foglio e una
penna. Esita un po’, ma poi prende la penna in mano e disegna
una piccola casa…Un pensiero ci passa per la testa: “deve
essere terribile scappare dal proprio paese!”.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Signore guariscici dalle nostre mutezze spirituali; siamo talvolta
così chiusi entro le nostre ansietà, così
vuoti di slanci grandi; così meschini ed egoisti nei nostri
desideri, che non abbiamo voce né per te, né per
i fratelli; non vediamo le necessità grandi della Chiesa
nella vastità della sua missione. Suscita in noi il risveglio
della speranza, ispiraci propositi giusti e gesti di carità
generosa e concreta.
SESTA STAZIONE - Gesù è flagellato e coronato
di spine
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 15,17-19
I soldati, dopo aver intrecciato una corona di spine, la misero
sul capo di Gesù. Cominciarono poi a salutarlo: “Salve,
re dei Giudei!”. E percuotendogli il capo con una canna,
gli sputavano addosso.
Meditazione: O Cristo, tu sei il vero Re, ma gli uomini si sono
burlati di te, ti hanno incoronato non per adorarti, ma per denigrarti.
Il tuo Regno non è di questo mondo, ma noi aspettiamo favori,
potere, successo, ricchezze. Vorremmo un mondo senza sofferenza
e tu, con il tuo sacrificio, ci hai insegnato a rompere la spirale
della violenza.
Testimonianza: L’oltraggio
“(…) E’ partito tutto così: mio papà
è una persona che quando tornava dal lavoro voleva essere
aiutato a spogliarsi e poi a rivestirsi, molte volte ero in casa
io da sola, perché mia mamma andava a fare la spesa e mio
fratello era a lavorare. Sono in camera di mio papà che
gli preparo i vestiti mentre lui si lava, arriva e vedo che si
avvicina verso di me, e poi mi prende e mi butta sul letto (mi
sto rivedendo tutta la scena e sto facendo molta fatica, non riesco
neanche a scrivere) e inizia a baciarmi. Io gli dico di smettere
ma lui continua, poi io cerco di andarmene ma lui mi tiene troppo
forte, non riesco, (…)ho detto ci siamo! Gli continuo a
dire di lasciarmi stare, ma lui mi tappa la bocca baciandomi,
io gli dico di non baciarmi perché provo schifo(…).
Quando l’ha fatto sono rimasta molto scioccata di questo.
Io mi ero detta che non gli avrei mai permesso che potesse accadere
ancora, ma purtroppo successe ancora ed io non sono riuscita ad
evitare. Ancora oggi con mio papà faccio una gran fatica
perché me l’ha fatta troppo grande, io non voglio
dire così, ma da quando sono successi questi fatti, io
mi sono buttata nella “roba” di brutto.”
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Signore concedici la grazia di capire che ad ogni istante, mentre
noi viviamo una vita troppo felice, protetta da te, ci sono milioni
di esseri umani, che sono pure tuoi figli e nostri fratelli, che
sono privati di dignità umana, provati nel corpo e nello
spirito, senza averlo meritato. Signore, abbi pietà di
tutti i poveri del mondo.
SETTIMA STAZIONE - Gesù è caricato della
croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 15,20
Dopo aver schernito Gesù lo spogliarono della porpora
e gli misero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Meditazione: Nonostante fossi stato investito della gloria e
del potere del Padre, tu hai accettato una morte orribile, ingloriosa,
anzi vergognosa. Sapevi che la croce era l’unica via per
entrare nei nostri cuori; una morte violenta, l’unico mezzo
per entrare dolcemente nei nostri cuori.
Testimonianza: L’accettazione
Irene è arrivata in prigione al settimo mese di gravidanza.
I suoi occhi lasciavano trasparire tutta la paura, l’angoscia
e lo sconcerto che da un mese le toglievano il respiro. In un
momento di disputa furiosa con il marito per difendersi lo aveva
colpito alla testa e l’uomo era morto. Irene non voleva
ucciderlo, anche se era violento era pur sempre il padre dei suoi
figli. Adesso è sola, la famiglia del marito le ha sottratto
i bambini di cui non sa più nulla e tutti l’hanno
abbandonata. (…)Irene fatica ad accogliere nel cuore colui
che sta maturando dentro di lei; giorno dopo giorno deve affrontare
il cammino dell’amore, la vocazione di essere mamma, nonostante
il gelo dell’abbandono, l’angoscia per i figli, la
paura di essere condannata. Un cammino lento e faticoso che va
a pari passo con la speranza, con la certezza che una nuova mèta
impreziosisce la sua vita che credeva ormai perduta. Una sera
sul tavolato, i soffocati lamenti di Irene si mescolano con un
vagito, Antonio è nato, la vita ha vinto in un luogo di
morte. Il doloroso cammino si è concluso con la vittoria.
Antonio è la speranza nel futuro, la fiducia nella vita,
in un terreno fecondato dalla sofferenza e dalla violenza. Irene
ha vinto la tentazione di finirla per sempre, di distruggere colui
che sentiva come la continuità del suo dolore, della sua
vergogna.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Gesù, Tu hai guarito il paralitico perché vincendo
l’immobilità del peccato aprissimo il cuore alla
gratitudine; immersi nella tua passione e animati dallo Spirito,
rendici aperti a condividere le sofferenze dei nostri fratelli,
perché figli dell’Unico Padre.
Signore Gesù, rendici disponibili ad offrire la sofferenza
perché diventi frutto di redenzione.
Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
OTTAVA STAZIONE - Gesù è aiutato dal Cireneo
a portare la croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23,26
Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di
Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce
da portare dietro Gesù.
Meditazione: Gesù, potresti morire per strada e non fuori
città, come stabilisce la legge. Allora i soldati costringono
il primo che passa a prendere sulle sue spalle la tua croce. Non
sapeva nulla di quella croce, ma quest’uomo ha guadagnato
cinque minuti nella storia della salvezza; ha conosciuto gratuitamente
il peso della croce, dando inizio alla partecipazione di tutti
i condannati della terra alla tua passione.
Testimonianza: La condivisione
Un giorno un ragazzo spinto da una grande curiosità con
uno sguardo pieno di imbarazzo mi ha guardata e mi ha chiesto:
“Come si vive da disabile?”
Io, sorridendo più per l’imbarazzo mostrato dal mio
interlocutore che per la difficoltà della questione, ho
risposto semplicemente: “Non mi sono mai posta questa domanda”.
Riflettendo poi tra me e me sull’avvenimento, mi è
venuto spontaneo riconoscere che la domanda mi ha lasciata serena
perché io non mi sono mai sentita diversa dagli altri,
se non fosse per gli sguardi alle volte troppo incuriositi delle
persone e per le barriere architettoniche.
Certo, ho momenti di sconforto e sofferenza, ma ho un grande amico
con cui condividerle: Gesù sulla croce. Lui ha dato la
sua vita per me, e mi ha scelta come Cireneo per offrire il mio
dolore per chi vive la sofferenza con rabbia. Nei momenti più
bui della mia vita, Gesù mi ha aiutata a spingere la mia
carrozzina trasformando la fatica in gioia.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Gesù, Tu che hai conosciuto il limite, la sofferenza, l’incomprensione,
il tradimento e l’oltraggio, fa che noi, immersi nella tua
passione e animati dallo Spirito, possiamo aprire i nostri cuori
ai bisogni degli ultimi la cui vita porta impressi i tratti del
Tuo volto Crocifisso.
NONA STAZIONE - Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23,27-28
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano
il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse: “Figlie
di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli”.
Meditazione: Gesù, il peso della croce ti fa barcollare:
è il peso del peccato e del dolore degli uomini, che hai
voluto come fratelli. A che serve piangere sulle vittime, se manca
la sincera volontà di sradicare il male? Nella risposta
che dai alle donne, sai già quanto sarà lunga, nella
storia, la via dolorosa che porta ai “calvari” del
mondo.
Testimonianza: La speranza
Sobborgo di Gerusalemme. Mazen, un giovane palestinese poco meno
che trentenne è seduto al bar…Si chiacchiera, sorbendo
qualcosa, come si fa in tutti i bar di questo mondo. Ma di colpo
succede l’inferno – in Israele l’inferno è
di casa - arriva una macchina e si blocca proprio davanti al locale;
ne scende un colono ebreo, estrae all’improvviso una pistola
e fa fuoco sugli avventori. Un proiettile trova la fronte di Mazen…un
episodio di quest’odio infinito che separa due comunità
che condividono la stessa terra. Uno dei tanti. Ma stavolta finisce
diversamente da sempre, in maniera sorprendente, anzi incredibile.
I famigliari di Mazen con un gesto spiazzante donano gli organi
del giovane per salvare altre vite. Così cuore, fegato
e reni vanno a salvare quattro israeliani, nei giorni in cui alcuni
compagni dell’ucciso si fanno kamikaze per continuare la
catena violenta che non porta da nessuna parte.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Gesù, fra le lacrime, lungo i sentieri della via dolorosa
inaugurata da Te e riassunta nella tua Passione e Morte, ci inviti
a scorgere il traguardo del Regno promesso, nella speranza certa
dell’alba di resurrezione. Insegnaci l’umiltà
e la riconciliazione per diventare costruttori di pace.
DECIMA STAZIONE - Gesù è Crocifisso
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 15,24
Lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su
di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
Meditazione: Picchiano con forza, le tue mani sono trafitte da
chiodi impietosi. Ma tu rimani fedele al tuo messaggio fino all’ultima
goccia di sangue: per amore ti lasci crocifiggere; nell’amore
la sofferenza umana acquista valore salvifico. Sul palmo delle
tue mani trafitte è scritto il nome di coloro i quali continuano
anche oggi ad essere crocifissi.
Testimonianza: L’innocenza
Mi chiamo Doy ed ho tredici anni. Lavoro a Bangkok in una fabbrica
di borse che è stata premiata come la migliore fabbrica
per 1'esportazione. Taglio, cucio e incollo borse, non so quante
migliaia alla settimana.
Lavoro 12, anche 14 ore al giorno. Mi fermo solo per mangiare
e per dormire. Dormo in una stanza vicina al capannone assieme
ad altri ragazzi venuti come me dai villaggi lontani. Qua ci sono
da un anno. Mi ci ha portato uno che passa di villaggio in villaggio
per assumere persone. I miei genitori mi ci mandarono perché
si erano indebitati con un usuraio.
Non sto molto bene di salute. Respiro male, mi lacrimano gli occhi
ed ho tutta la pelle piena di bolle. Un operaio più anziano
mi ha detto che è colpa della colla.
Mi mancano i miei fratelli e le mie sorelle, non so quando li
potrò rivedere. Mi manca la scuola. Forse un giorno potrò
tornarci.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Gesù, il Tuo amore si realizza attraverso il dono gratuito
della vita, in povertà e debolezza. Aiutaci ad elevare
il nostro sguardo verso il mistero della Tua Croce. Accogli nelle
Tue braccia il dolore degli innocenti che hanno conosciuto la
sofferenza e la morte per colpa della malvagità degli uomini,
perché diventi frutto di redenzione.
UNDICESIMA STAZIONE - Gesù promette il suo regno
al buon ladrone.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23,39-40.42
Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù. Ma
l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di
Dio?”. E aggiunse: “Gesù ricordati di me, quando
entrerai nel tuo regno”.
Meditazione: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Lc
23, 43). Nel momento della tua massima sofferenza, rivolgi parole
di consolazione al malfattore. Egli niente sapeva di te, ma il
suo sentimento di solidarietà e il suo grido di aiuto sono
bastati a salvarlo.
Testimonianza: La redenzione
Da bambino sono stato venduto, si, sono stato venduto per denaro
a una coppia che non poteva avere figli. Questa cosa non l’ho
mai accettata ed ho cominciato sin da ragazzino a “farmi”…a
farmi di brutto. La roba l’ho sempre trovata! Ho sofferto
tanto, non riuscivo a smettere, a vent’anni ero ridotto
una larva, poi, a fatica, piano piano, aiutato da degli “angeli”
che ho incontrato lungo la mia strada ne sono uscito. Oggi sono
disintossicato! A trent’anni ho una gioia dentro, che mi
da la forza di vivere. La mia vecchia mamma adottiva, vedendomi
così “diverso”, credeva che avessi ricominciato,
ma no, non è così. Ho scoperto Gesù Cristo,
sai, anche Lui è stato venduto come me ed è morto
sulla croce perché mi ha amato…E’ per questo
che oggi io vivo.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Mio Dio, quanto mi rammarico di non aver capito nulla della vita,
di aver tentato di capire cose che era inutile capire! La vita
non consiste nel capire, ma nell'amare. Fa', mio Dio, che non
sia troppo tardi; che l'ultima pagina non sia ancora scritta.
E' stato un deserto la mia vita, perché non ti ho conosciuto.
Fa' che il deserto fiorisca. Che ogni minuto che mi resta sia
consacrato a Te. Che io sia nelle tue mani come fumo portato dal
vento.
DODICESIMA STAZIONE - Gesù in croce, la madre
e il discepolo.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni 19,26-27
In quell’ora, Gesù vedendo la madre e lì
accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna,
ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco
la tua madre!£. E dal quel momento il discepolo la prese
con sé nella sua casa.
Meditazione: In mezzo allo strepito dei soldati e della folla,
Maria, tua madre, e Giovanni levano taciti lo sguardo verso te,
il Crocifisso. Quale sguardo di fede hanno avuto per accettare
quella scena! Quanto amore per partecipare al tuo destino e per
continuare da quel momento la tua missione!
Testimonianza: L’unità
Mi chiamo Nicola ed ho 46 anni. Sono sposato con Maria e abbiamo
due figli: rispettivamente di 21 e 13 anni. Io e la mia famiglia
seguiamo il cammino Neocatecumenale ormai da tempo. Lo scorso
anno, in seguito ad indagini cliniche mi sono stati diagnosticati
due tumori a distanza di due mesi l’uno dall’altro,
inoltre uno dei miei figli doveva, da lì a poco, subire
un intervento chirurgico. Una mattina di giugno, mentre ero a
casa ammalato, arrivò una lettera: una lettera di licenziamento
dall’azienda presso cui avevo lavorato per 26 anni. Da quel
momento ho sperimentato ancor più forte la sofferenza e
la paura che già sentivo, misti ad un sentimento di delusione
e amarezza e tanto altro ancora insieme a tutta la mia famiglia.
Al tempo stesso ho visto come Dio è intervenuto con forza
nella mia vita specialmente attraverso i miei familiari e tutta
la comunità. Egli mi ha permesso di non perdere la speranza,
di andare avanti, sperimentando la Sua provvidenza attraverso
tutti coloro che si sono stretti a noi sostenendoci con la preghiera
e con aiuti di ogni tipo. Questa situazione è stata ed
è tutt’ora difficile, ad oggi sono ancora alla ricerca
di un lavoro, ma sento che Dio ci è vicino, non siamo morti
di fame e non abbiamo tentato gesti estremi e quel che è
più importante: la nostra famiglia è saldamente
unita nell’amore di Dio…. Grazie Signore!
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Donaci, o Dio, la grazia di comprendere il valore dell'unità
tra noi; infondici la forza per affrontare e vincere gli ostacoli
alla comunione; regalaci il gusto di condividere i nostri cammini
di fede, le nostre esperienze di preghiera, le nostre iniziative
e attività, i nostri pensieri, le nostre speranze, i momenti
tristi e quelli allegri. Solo così ci renderemo credibili
e potremo coerentemente annunciare al mondo il valore inestimabile
dell'intimità con Te.
TREDICESIMA STAZIONE - Gesù muore sulla croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 15,34.36-37
Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Dio
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Uno corse
ad inzuppare d’aceto una spugna e gli dava da bere. Ma Gesù,
dando un forte grido, spirò.
Meditazione: Ed eccoti, sospeso, inchiodato al legno. Senza difesa,
elevato agli occhi di tutti. Respiri affannosamente. Nulla ti
è risparmiato. E’ uno scandalo. Forse il Padre ti
ha abbandonato? Tu, l’Amore, il Giusto, vai fino alla fine,
accettando il progetto di Dio nell’amore e nell’obbedienza.
E in segno di estrema solidarietà con ogni sofferente,
muori sulla croce. Di una morte orrenda.
Testimonianza: L’afflizione
Barboni, un mondo a noi vicino eppure tanto lontano e sconosciuto.
Luciano, uno di loro, ma a differenza di altri che vagabondano
continuamente di città in città, conduce una vita
abitudinaria: stessi percorsi, stessi orari, stessi luoghi. Il
suo sostegno economico sono le mance che riceve alla metropolitana
e in un supermercato, dove si dà da fare aiutando sia le
persone che vanno a fare la spesa sia quelle che vi lavorano.
La sua disponibilità, il suo sapersi porre in maniera semplice
e dignitosa e la sua grande umiltà fanno di lui una persona
speciale.
Luciano ha scelto la “strada” dopo un’infanzia
vissuta lottando contro malattie come l’anoressia e la bulimia,
conclusasi poi con la rottura del rapporto con la mamma, che non
lo ha compreso e aiutato, e con la morte del padre, la sua unica
ragione di vita. Luciano vive ancora per una promessa fatta al
padre sul letto di morte: che mai si sarebbe tolto la vita! Le
sue compagne di viaggio, ora, non sono più le tele che
qualche anno fa si riempivano dei suoi colori e sulle quali il
nostro artista della strada impressionava la sua vita. Ora a fargli
compagnia ci sono la depressione e la solitudine che come i più
esperti pennelli, hanno saputo raffigurare sulla tela dei suoi
occhi la rassegnazione e l’attesa del nulla, cancellandone
per sempre la luce. Il Signore, però, non lo ha abbandonato,
e Luciano lo sa, perché vive con lui aggrappandosi alla
sua croce giorno dopo giorno. Il suo dolore e la sua afflizione
non sono inutili, sono la testimonianza più bella dell’amore
di Dio.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Milioni sono gli uomini soli e abbandonati che ancora non sanno
che Dio si è fatto uomo ed è morto in croce per
ognuno di loro. Rinnova, Signore, lo spirito missionario della
Tua Chiesa affinché a tutti possa essere portata la Tua
Parola di salvezza.
QUATTORDICESIMA STAZIONE - Gesù è deposto
nel sepolcro.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco 15,46
Giuseppe d’Arimatea, comprato un lenzuolo, calò
il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel
lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Meditazione: Dopo il terribile tuono della morte, il grande silenzio.
Pesa l’ombra del lutto. Il dolore attanaglia tutti. La Vergine
del grande silenzio, che ha portato nel suo ventre il Frutto benedetto,
accoglie di nuovo sul grembo il corpo di Gesù calato dalla
croce: lo contempla adorante, lo venera nel suo immenso dolore.
Testimonianza: Il dono
E’ morto l’altr’anno. Pace all’anima sua.
Ma ogni volta che nella recita del breviario mi imbatto in quel
versetto del Salmo 8 che dice: “L’hai fatto poco meno
degli angeli” non posso fare a meno di ricordarmi di lui.
Povero Giuseppe!
Viveva allo sbando, come un cane randagio. Aveva trentasei anni,
e metà dell’esistenza l’aveva consumata nel
carcere.(…) I giovanotti del bar vicino alla stazione gli
pagavano la bottiglia di whisky per godersi lo spettacolo di vederlo
ubriaco.
La sera, quando tornava in episcopio più tardi del solito
non gli andava di cenare, mi guardava con le pupille stralunate
che si ritiravano all’insù lasciando vedere tutto
il bianco degli occhi, e biascicava parole senza costrutto dalle
quali, però, mi sembrava di capire: “Lo so, sono
un verme; cacciami via, se vuoi: me lo merito”.
Riflettiamo in silenzio…
Preghiamo:
Gesù non hai trattenuto nulla per te: sulla croce hai disteso
le tue braccia per accoglierci, hai aperto le mani per donarti.
La via della croce: scelta controcorrente; scelta libera; completo
abbandono nelle mani del Padre. La via della croce: via d’amore;
dono totale per la nostra salvezza. Come tuoi coeredi, insegnaci
a donarci al prossimo, a condividere ciò che siamo ed abbiamo
con gli altri. Te lo chiediamo perché proprio tu, Gesù,
instancabile ci hai cercati e fedele fino alla morte hai portato
il peso dell’amore.
QUINDICESIMA STAZIONE - Gesù risorge da morte.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo 28,5-7
L’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi!
So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, è
risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era sepolto.
Presto, andate a dire ai discepoli: E’ risuscitato dai morti,
e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”.
Meditazione: La terra trema, i sepolcri si aprono. Rieccoti in
mezzo ai tuoi! Compi con loro parte del cammino, spezzi il pane
con loro. E dici: “Vi do la mia pace!”. Alle potenze
della morte tu opponi la nuova vita che trasfigura chi avanza
con te.
E fai sentire loro: “Ecco, io sono con voi fino alla fine
del mondo.”
Testimonianza: La resurrezione
Signore, quando guarderai chi ci ha gettato in prigione e chi
ci ha torturato, quando peserai le azioni di chi ci ha giudicato
e condannato a pene pesanti, quando esaminerai la vita di chi
ci ha tanto umiliato e la coscienza di chi ci ha rifiutato, dimentica,
Signore, il male che hanno commesso.
Ricordati, piuttosto che il nostro sacrificio ci avvicina al Tuo
Figlio. Crocifisso; che, per la tortura, noi comunichiamo alle
sue piaghe; per le catene, alla libertà dello Spirito;
per la sofferenza, alla speranza del Regno; per le umiliazioni,
alla gioia dei tuoi figli.
Ricordati, Signore, che questa sofferenza è maturata in
noi come un seme messo in terra che germoglia il frutto della
giustizia e della pace, il fiore della luce e dell’amore.
Ricordati, Soprattutto, Signore, che mai noi vogliamo assomigliare
a loro, né fare agli altri ciò che hanno fatto a
noi. Amen.
(preghiera di un prigioniero Brasiliano)
Per le testimonianze hanno collaborato: sr. Sonia Sala, Missionarie
dell'Immacolata – PIME, Brasile; Mariella - MGM di Catania;
sr. Paola, Missionarie dell'Immacolata – PIME, Camerun;
Stefania, Scafati, NA; Tilde – MGM di Catania; Nicola, Puglia;
Anna – PIME, Napoli; don Tonino Bello, tratto da “Servi
inutili a tempo pieno”; le riviste: “SEMPRE”
-associazione comunità Papa Giovanni XXIII; “il Bollettino
Salesiano”; sito web www.qumran.net.
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