| Sostenere
il Movimento Giovanile Missionario |
Invitiamo
i parroci, i responsabili e tutti coloro che ricevono
il materiale a diffondere e far conoscere le iniziative
proposte, in particolare alle famiglie, ai giovani
e agli ammalati.
Chi desidera contribuire alle spese di spedizione
o inviare l'offerta del digiuno a favore della popolazione
e dei bambini dell'Etiopia, è invitato a compilare
un conto corrente.
Gli ammalati che desiderano iscriversi all'atto di
offerta sono invitati a completare e spedire la richiesta
che si trova nel sussidio.
I giovani che desiderano conoscere il Movimento Giovanile
Missionario e le sue iniziative, possono completare
e inviare il tagliando che si trova nel sussidio.
PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE
Movimento Giovanile Missionario
via di Propaganda 1/c 00187 ROMA |
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"IO
ME LO VOGLIO PREFIGGERE"
di LOREDANA BRIGANTE
Numerose isole di solidarietà e gesti di una vivente
giustizia alimentano la pianticella della speranza. Fare, senza
lamentarsi di ciò che gli altri non fanno; andare avanti
senza mollare solo perché il cammino procede troppo lentamente;
ridere di se stessi (e non solo) invece di prendersela con gli
altri; costruire ponti, invece di scavare fossati; cercare amici,
invece di filosofeggiare sulla solitudine; credere che un Dio
padre ci ama e che ama il suo/nostro mondo: io me lo voglio prefiggere!".
Queste le parole - pienamente vissute - di P. Alois Lintner, missionario
assassinato a Salvador de Bahia il 17 maggio scorso. L'unico missionario
martire italiano del 2002. Ma il suo "primato" non è
questo. Piuttosto, è quello di essersi fatto "ultimo",
per servire i fratelli ed annunciare loro il Vangelo con un amore
così grande da arrivare a dare la vita, un amore così
esclusivo che non può non essere ricordato. Ecco perché,
per il Movimento
Giovanile Missionario delle PP.OO.MM. che la propone e per tutta
la Chiesa che la celebra, la Giornata di preghiera e digiuno per
i Missionari Martiri del 24 marzo ha un senso profondo e un contatto
sempre più stretto con la vita di ogni cristiano. Celebrare
la Giornata dei Martiri è celebrare l'Amore; è proporlo
come strada maestra, come risposta e proposta ad un mondo che
pur avvertendone il bisogno lo respinge sempre di più.
Davanti ai toni "decisi" di chi ritiene la guerra uno
strumento indispensabile e un modo per far sentire la propria
voce (e quella dei piccoli della Terra?), non suona meno decisa
l'espressione di P. Lintner: "Io me lo voglio prefiggere
".
In queste poche parole c'è la determinazione data dalla
fede, la passione per la giustizia, la capacità di sognare
e di sperare tipica di chi, come Gesù, riconosce obiettivamente
la realtà ma sa anche guardare oltre. Eppure non c'è
violenza. C'è tutta una vita spesa per i poveri, c'è
sangue versato per la Chiesa, quel sangue che - come dice Tertulliano
- "è seme di nuovi cristiani". Di altri cristiani,
ma anche di cristiani che già lo sono, ma hanno bisogno
di rinnovarsi, di rinnovare la loro promessa batttesimale e la
loro appartenenza alla Chiesa, di sentirsi parte di una comunità
animata dalla forza del Vangelo e continuamente in movimento per
opera dello Spirito Santo. Lo slogan scelto, quest'anno, per l'undicesima
Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri del 24
marzo è "Martiri: hanno versato il sangue per la Chiesa".
Nel sussidio, che verrà utilizzato dai Centri Missionari
diocesani, dalle comunità parrocchiali, dagli Istituti
religiosi e missionari, dai giovani del Movimento Giovanile Missionario
e dai gruppi giovanili, verranno proposte una Veglia e una Via
Crucis, oltre ad essere indicati alcuni segni e dei gesti particolari.
Diventino, quei momenti di preghiera, così come il digiuno
e l'atto di offerta dei sofferenti, gli spazi da cui ripartire
per diventare testimoni più credibili del Vangelo. Non
sia sangue versato inutilmente, quello dei martiri, né
lo si consideri versato solo per i non cristiani o per i poveri
di quel momento e di quel luogo contingenti.
Sia anche sangue versato per la Chiesa: per la salvezza, la conversione
e l'impegno più radicale e coerente dei suoi fedeli. Il
martirio non è lo scopo. A volte diventa un mezzo. Ma soprattutto
è una conseguenza, è l'esito di un'esistenza interamente
donata. Versare il sangue per la Chiesa è un atto di amore
e di fiducia incondizionato.
Anche se non sarà richiesto questo a tutti, ogni battezzato
faccia almeno in modo di non limitarsi a versare solo l'otto per
mille per la Chiesa. O a versare qualche lacrima di commozione
per la morte coraggiosa di tanti missionari. Il martirio di tanti
uomini e donne diventi per noi il modello e la spinta ad uno slancio
più generoso della nostra fede. "Non possiamo tacere
quello che abbiamo visto e ascoltato" (Atti 4,20).
Diventi questo il nostro scopo: annunciare Gesù Cristo.
Sia questo ciò che ci vogliamo prefiggere. |