La struttura della Chiesa
locale è ben organizzata ma, da anni, la comunità
cattolica non oltrepassa i 265.000 fedeli, vale a dire
lo 0,5% della popolazione. La partecipazione dei fedeli
alla Santa Messa è molto alta (può arrivare
all’80%) e sono numerosi i monasteri femminili di
vita contemplativa.
Nel Nord del Paese, tra i tribali, ci sono molte speranze
per l’Evangelizzazione, grazie al lavoro dei missionari
stranieri (PIME, Padri di Betarram e alcuni Fidei Donum).
Nel personale religioso tailandese si rileva un fervente
impegno pastorale nel campo dell'educazione (nelle scuole
cattoliche studiano circa 400 mila alunni). Il prestigio
delle scuole ed il facile accesso a posizioni di riguardo
nella classe dirigente della società, hanno fatto
sì che il clero sviluppasse una certa tendenza
a concentrare i propri sforzi nel campo dell'amministrazione
scolastica a scapito di altri settori della vita ministeriale,
come le iniziative d'evangelizzazione dei non cristiani
o quelle assistenziali ai diversi gruppi emarginati dalla
società.
La «Thai Missionary Society» (Istituto incaricato
della formazione di missionari tailandesi «ad gentes»)
conta 7 sacerdoti missionari, di cui 2 si preparano per
essere inviati in Cambogia, e incomincia a formare anche
dei volontari laici. Tuttavia sono per lo più i
missionari stranieri a lavorare nelle sperdute missioni
delle montagne tra i popoli tribali. La Conferenza Episcopale,
con l'aiuto di laici esperti, ha incominciato a riflettere
sulla formazione nei Seminari e sui problemi che insidiano
la vita sacerdotale nella società moderna. Degno
di apprezzamento è lo sforzo dei Vescovi tailandesi
per aiutare il Seminario Maggiore del Laos mediante il
«Thai-Laotian Theology Program», che offre
assistenza scolastica e teologica ai seminaristi laotiani.