In seguito ad una estesa
consultazione pubblica, nel mese di settembre 1997 fu
approvata una nuova Costituzione. In essa è sancito
un ampio riconoscimento ai diritti del cittadino, che
sono protetti da meccanismi legali di controllo come la
Corte Costituzionale, la Commissione Elettorale, la Commissione
per i Diritti umani, la Commissione Nazionale contro la
Corruzione, che dovrebbero sorvegliare l'azione dei Governi.
La nuova Carta Magna ha introdotto regole severe per ridurre
la corruzione dei funzionari pubblici e migliorarne la
qualità.
Il sistema politico è parlamentare, con una legislatura
bicamerale. I Senatori sono adesso designati medianti
elezioni (prima erano di nomina reale), ma con candidati
non appartenenti a partiti politici. Le prime elezioni
per coprire i 200 seggi del Senato si sono tenute nel
mese di marzo 2000.
Le ultime elezioni per la Camera dei Rappresentanti (500
seggi) si sono svolte nel marzo del 2001 e furono vinte
dal nuovo partito «Thai Rak Thai» (TRT - «Thai
love Thai»).
Il fondatore e capo del partito, Sig. Thaksin Shinawatra,
dopo aver incorporato nella sua formazione politica i
rappresentanti eletti appartenenti al «National
Aspiration Party» ed al «Seritham Party»,
ha formato una Coalizione di Governo con il «Chart
Thai Party», per avere la maggioranza assoluta in
Parlamento.
La vita politica tailandese sta progredendo di fatto verso
un sistema politico bipartitico, con solo il Partito Democratico
(128 seggi), del già Primo Ministro Chuan Leekpai,
nelle vesti di unica opposizione esplicita al TRT.
Circa 3 milioni di tailandesi
(5% della popolazione) fa regolare uso delle anfetamine.
Il Governo ha istituito il Comando Centrale Nazionale
per la Lotta contro la Droga (NCCB), con compiti di prevenzione,
riabilitazione e, anche, di soppressione dei produttori,
trafficanti e spacciatori. I circa 1500 morti causati
dalla presente campagna di repressione lanciata dalle
forze di polizia ha provocato un pesante intervento della
Commissione dei Diritti Umani.
L'economia tailandese
è una delle più dinamiche del Sud-est Asiatico.
Negli ultimi decenni, la Thailandia ha diversificato la
produzione industriale orientandola verso il commercio
internazionale, il quale, nonostante dipenda fino al 35%
dall'andamento dei mercati degli Stati Uniti e del Giappone,
è stato finora il vero motore dello sviluppo economico.
I settori produttivi più forti sono l'industria
di autoveicoli, la petrolchimica, l'industria tessile,
la pesca, l'agricoltura e l'industria alimentare. I prodotti
elettronici ed il turismo, due settori di grande importanza
per volume e dinamismo, sono stati gravemente colpiti
dalla recessione internazionale e dagli effetti degli
attentati dell'11 settembre.
Il lento ritmo con cui
sono state eseguite le riforme strutturali e istituzionali
varate dopo la grave crisi finanziaria asiatica del 1997
ha indebolito la crescita economica. Un altro fattore
che ha rallentato l'espansione dell'economia è
stato il calo degli investimenti stranieri nel Sud-Est
Asiatico, in favore della Cina. In contropartita, il commercio
tra la Thailandia e la Cina sta aumentando rapidamente.