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Accompagnamento formativo

1. Importanza
Colloquio formativo e direzione spirituale sono, nel periodo del Collegio, strumenti fondamentali per aiutare i candidati ad aderire con sempre maggiore consapevolezza alla vocazione alla santità, intesa come cammino continuo di conversione e come una sempre più grande apertura a Gesù Cristo. Ciò implica una più profonda interiorizzazione della chiamata evangelica e quindi anche una più profonda accoglienza personale del vocazione battesimale e sacerdotale.

L’obiettivo fondamentale nel colloquio e nella direzione spirituale resta quello di un’integrazione delle diverse dimensioni della persona (spirituale, psicologica, sociale) e del suo vissuto (pastorale, preghiera, vita comune, studio etc.). Sia la direzione spirituale che il colloquio formativo sono momenti di crescita e di verifica in armonia con gli altri momenti formativi comunitari. I formatori, dunque, attraverso la comunicazione scambievole, il coordinamento delle iniziative ed interventi, ed il confronto occasionale circa contenuti e metodi da adottare cercano di garantire armonia e complementarità tra formazione dei singoli e formazione della comunità.

2. Colloquio formativo
Dopo il primo periodo di apprendimento della lingua i nuovi studenti sono invitati a entrare in dialogo con i propri formatori e con il direttore spirituale scelto fra coloro deputati a tale missione.
Gli incontri con i Formatori, come il colloquio con il Direttore spirituale scelto, devono essere periodico; in quest'ultimo caso con una frequenza di almeno un incontro al mese. Un ritmo più frequente d'incontri può essere utile e necessario in momenti più significativi del cammino, oppure in vista di decisioni particolari ed impegnative da prendere. Assenze prolungate senza incontrarsi con i Formatori, e specialmente dal colloquio con il proprio Direttore spirituale, possono esigere un’iniziativa da parte dei Formatori per chiarificare la situazione anche se normalmente è responsabilità del candidato assicurare che il ritmo dei colloqui rimanga costante e regolare.
I contenuti del colloquio con i Formatori e con il Direttore spirituale riguardano aree specifiche e particolari secondo il campo specifico di ognuno: foro esterno e foro interno. Con il Direttore spirituale sono oggetto certamente del colloquio aspetti quali la formazione del uomo cristiano, tutta la vita interiore cristiana, la metodologia della preghiera, la spiritualità sacerdotale, le difficoltà nella propria vocazione e del cammino nella vita verso il sacerdozio. Con i Formatori possono essere oggetto di colloquio diversi aspetti della propria vita, specialmente in foro esterno, come la vita nel Collegio, la metodologia di studio, problemi circoscritti ad un area del vissuto, oppure ad un tempo particolare della vita del soggetto, le esperienze singole di pastorale ecc...
Lo specifico dei colloqui può essere espresso come segue:
- Una riflessione più attenta e focalizzata su una dimensione omogenea e specifica del vissuto del soggetto.
- La rilettura con più calma e profondità di esperienze singole particolarmente significative per il soggetto oppure il trattamento di eventuali problemi specifici.
- Aspetti metodologici nei vari ambiti quali la preghiera, lo studio, la pastorale etc.

3. Direzione spirituale
L’Optatam Totius (n.8) e la Presbyterorum Ordinis del Vaticano II (n. 18) sottolineano l'importanza della direzione spirituale per i candidati al sacerdozio e dei sacerdoti, soprattutto in vista di una vita cristiana ed apostolica pienamente consapevole, ed in vista dell’adempimento fedele dei doveri del proprio stato. E' proposta come importante nella scoperta e nella realizzazione della vocazione sacerdotale. La direzione spirituale nel Collegio viene dunque attuata secondo gli Statuti e Regolamento dello stesso e le norme del C.I.C.:
- Il direttore spirituale esercita la sua funzione secondo quanto stabilisce il codice di Diritto Canonico: "In ogni Seminario vi sia almeno un direttore spirituale, lasciando agli alunni la libertà di rivolgersi ad altri sacerdoti ai quali il Vescovo abbia affidato tale incarico" (can. 239, § 2).
- In rapporto alle Confessioni sacramentali il Canone 240, § 1, stabilisce: "Oltre ai confessori ordinari, si facciano venire regolarmente nel seminario altri confessori e, salva la disciplina del seminario, gli alunni abbiano sempre ampia possibilità di rivolgersi a qualsiasi confessore sia all'interno sia all'esterno del seminario" [anche la Perfectae Caritatis stabilisce lo stesso criterio per i religiosi, n. 14].
- Il canone 240, § 2 stabilisce che: "Nel prendere decisioni riguardanti l'ammissione degli alunni agli ordini o la loro dimissione dal seminario, non può mai essere richiesto il parere del direttore spirituale e dei confessori".
- Il Canone 246, § 4., dice che "Gli alunni si abituino ad accostarsi con frequenza al sacramento della penitenza; si raccomanda inoltre che ognuno abbia il proprio direttore spirituale, scelto liberamente, a cui possa aprire con fiducia la propria coscienza". Per cui ogni seminarista sceglie il proprio direttore Spirituale tra quelli approvati.
- La scelta del Direttore spirituale è comunicata per scritto al Rettore ed è valutata con lui prima di diventare operativa.
- Rimane responsabilità del candidato cercare un’integrazione tra cammino spirituale e gli altri aspetti della sua formazione, riproponendo nel colloquio formativo con gli animatori e con il suo direttore spirituale quegli aspetti della sua vita interiore o delle sue motivazioni più intime che possono essere utili per la formazione globale della sua persona e per un collegamento fruttuoso tra le varie dimensioni della sua vita.
- La direzione spirituale e il colloquio con i propri formatori è parte della formazione integrale del seminarista. Il "tu per tu" di chi deve essere formato e chi deve educare in un contesto di rapporto interpersonale fatto di fiducia, amicizia, bontà e senso di responsabilità. Aiutare al quotidiano al seminarista ad amare la sua vocazione e quindi ad impegnarsi per una formazione sacerdotale e missionaria secondo le indicazioni della Chiesa, questo è il compito primordiale del Formatore.

(Documento tratto dalla "Carta educativa" per gli alunni del Pont. Collegio Urbano - 2003)
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