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1. Importanza:
Arrivando al Collegio, provenienti da tanti ambienti diversi,
i seminaristi si trovano ad affrontare il passaggio ad un ambiente
e ad un ritmo di vita che mette alla prova la loro capacità
di cercare e trovare un equilibrio personale, nell’affrontare
le diverse esigenze della vita del Collegio, e in particolare,
nel vivere con responsabilità e convinzione intima la vocazione
che hanno accolto. Il programma formativo interno ed i colloqui
personali cercheranno di incoraggiare la disponibilità
a sentirsi sempre in cammino, protesi verso il “di più”
per quello che riguarda vivere pienamente la vocazione sacerdotale
e missionaria. Il primo Maestro che guida la formazione è
Gesù Cristo, a cui guardiamo continuamente e invochiamo
la sua grazia. Ogni seminarista, in un rapporto personale con
Cristo è quindi responsabile della propria formazione.
Consapevoli che esiste tuttavia anche una dimensione comunitaria
e sociale nella pratica sequela vocazionale, cerchiamo di vivere
sempre più comunionalmente la formazione. Per questo verifichiamo
periodicamente tale vissuto. Al futuro sacerdote è chiesto
un'apertura del proprio cuore alla vita secondo la sequela totale
di Gesù Cristo. Per questo ricordiamo alcuni atteggiamenti
di fondo:
2. Povertà evangelica:
Cerchiamo di crescere negli atteggiamenti concreti suggeriti dal
Vangelo e di discernere come Comunità quali scelte si possano
fare perché il nostro stile di vita sia sempre più
espressione del Santo Vangelo e quindi caratterizzato da austerità
semplice ed al contempo da generosità nell’uso dei
beni.
Come comunità cerchiamo anche di coltivare il senso di
gratitudine a Dio e alla Chiesa, specialmente al Dicastero dell'Evangelizzazione
dei Popoli per i molti beni messi a nostra disposizione. Per questo
stimoliamo in ciascuno il desiderio e l’impegno, nei limiti
delle proprie possibilità, di contribuire con il proprio
lavoro, servizio e attenzione nella cura della Collegio e nell’uso
rispettoso e responsabile delle cose comuni.
Cerchiamo, di restare sensibili ed aperti alle necessità
dei più poveri ed abbandonati conducendo una vita serenamente
austera e attraverso piccoli gesti di solidarietà concreta
quali il digiuno, l’offerta di risparmi personali ai più
bisognosi, in giornate specialmente segnalate dalla Chiesa per
questo scopo.
3. Obbedienza:
Lo spazio di autonomia nell’organizzazione del proprio tempo
e nella gestione delle proprie attività nel Collegio ci
è dato per aiutarci a crescere nella responsabilità.
E’ importante, dunque, che tale spazio sia vissuto lungo
tutto il cammino formativo come momento di crescita e di assunzione
di quello stile di vita che esprime una crescente fedeltà
al Vangelo.
A livello personale ciò implica un’attenzione particolare
a quegli atteggiamenti e scelte che esprimono senso di responsabilità,
l’adesione personale e creativa agli Statuti, Regolamento
e Direttive del Collegio, agli incarichi nella Comunità
ed ai doveri personali. Tutto ciò deve essere oggetto di
una verifica attenta nel colloquio formativo regolare e approfondito.
Come Comunità inoltre cerchiamo di incoraggiarci a vicenda
a custodire quegli atteggiamenti essenziali che esprimono la fedeltà
alla nostra vocazione sacerdotale e missionaria:
- la partecipazione fedele ed attiva a tutti i momenti comunitari.
- il confronto aperto e disponibile con i formatori circa gli
aspetti della vita personale relativi allo studio, alla pastorale,
alle attività estive ed anche circa le iniziative della
vita quotidiana.
- il favorire spazi e tempi adeguati negli incontri di Classe
o di Gruppo per chiarire e ben motivare le decisioni da prendersi,
assicurando una partecipazione attiva ad esse, ed vigilando sul
prevalere di eventuali atteggiamenti di passività, di sola
compiacenza, oppure di disinteresse.
4. Castità o verginità consacrata al Signore:
Consapevoli che la pratica della castità vuole essere una
partecipazione allo stesso rapporto di Cristo con il Padre un
cammino verso il dono di sé e quindi verso un amore sempre
più gratuito ed universale, come comunità cerchiamo
di parlare e di agire in modo da creare in mezzo a noi un clima
accogliente, rispettoso, che favorisca amicizie genuine e la nostra
totale donazione a Cristo.
Oltre ai normali mezzi di preghiera ed ascesi, suggeriti dalla
Tradizione della Chiesa e dai nostri Regolamenti e verificati
nel colloquio formativo con Direttori Spirituali e Formatori,
ci impegniamo a sostenerci gli uni gli altri nell’adottare
atteggiamenti trasparenti con le persone esterne.
L’ambiente sociale esterno è generalmente permissivo
in materia di sessualità. Ciò esige maggiore vigilanza
nell’uso della televisione e degli altri mass-media, e soprattutto
esige una maggiore attenzione affinché la Comunità
del Collegio offra la testimonianza di persone consacrate a Cristo
e partecipi della sua consacrazione al Padre; per questo sappiano
intessere relazioni profonde ma senza possessività od esclusività.
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