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1. Preghiera e liturgia
La vita del seminarista deve essere caratterizzata di
una intensa comunione con Cristo che va sempre maturando di più
lungo gli anni di formazione in termini di regolarità,
di profondità, di integrazione con le diverse dimensioni
del vivere, in particolare dello studio e dell'attività
pastorale. Un aspetto importante di questa integrazione è
anche la capacità di nutrire la preghiera personale con
quella liturgica e viceversa, di preparare e valorizzare quest'ultima
con una regolare preghiera personale. Durante il periodo di formazione
sacerdotale nel Collegio, dunque, la maturazione nella dimensione
della vita di preghiera dovrebbe procedere nella direzione dei
seguenti obiettivi:
- L'assunzione fedele e regolare di un'ora personale di preghiera
quotidiana, anche durante i tempi di intensa attività quali
il periodo degli esami oppure durante le vacanze.
- Un sempre più fruttuoso contatto con la Parola di Dio
dovrebbe diventare la base della preghiera personale.
- Una graduale maturazione in alcuni esercizi spirituali fondamentali
per il cammino di fede e vocazionale, soprattutto la meditazione,
l'esame del cuore (o di coscienza), il culto eucaristico e quello
mariano.
- La valorizzazione della direzione spirituale e del sacramento
della riconciliazione che deve assumere un ritmo regolare e stabile.
- L'approfondimento di una vita spirituale aperta alla dimensione
storica, sociale, politica e culturale della realtà, nonché
dei segni dei tempi che interpellano il sacerdote e il missionario
e le realtà in cui egli è mandato da Dio attraverso
la Chiesa per compiere il suo ministero apostolico.
Gli aspetti più caratteristici dell'esperienza sacerdotale
e missionaria del sacerdote diocesano, pastore di anime e inviato
dalla Chiesa alle Genti oggi, quali l'assimilazione degli atteggiamenti
del cuore di Cristo, l'attenzione alle urgenze apostoliche e missionarie
ed alle gioie e sofferenze dei popoli, l'amore filiale a Maria
ed altre devozioni particolari delle Chiese di origine, vengono
sottolineate ed incoraggiate nelle celebrazioni comunitarie e
vengono poi riprese e verificate anche nel cammino personale di
ciascuno.
1.2. Preghiera liturgica
La preghiera liturgica nel Collegio è preparata
e curata con attenzione perché sia davvero espressione
di comunione con Dio e tra di noi. Essa è accompagnata
da opportuna catechesi. E' vissuta come occasione per rinnovare
quotidianamente l'offerta e la consacrazione di sé a Dio.
Per imparare a lasciarsi sempre di nuovo evangelizzare dalla Parola
per poi sentire l'urgenza di annunciarla agli altri, per approfondire
l'identificazione con Cristo.
Nelle celebrazioni liturgiche cerchiamo di valorizzare, dunque:
un clima di fede e di riverenza, la predicazione, la condivisione
della fede e nella fede del proprio cammino, il senso dei tempi
liturgici forti dell'anno, segni e simboli appropriati ed espressivi
delle varie culture presenti nel Collegio, il valore apostolico
della recita della liturgia delle ore.
Come comunità ci impegniamo a favorire e rispettare la
preghiera personale di ciascuno attraverso la custodia del silenzio
nei tempi e luoghi appropriati e la preparazione accurata delle
celebrazioni. Nelle celebrazioni comunitarie sia delle singole
Classi sia di tutto il Collegio vengono esercitati i vari ministeri:
quello dei lettori, degli accoliti e dei diacono. Quest'ultimi
tengono l'omelia durante l'eucaristia al meno una volta alla settimana
per tutti o nella propria classe.
Verso la metà dell'anno le singole Classi, sotto la guida
dei loro Formatori, faranno una revisione comunitaria della vita
di preghiera e della liturgia. Il gruppo liturgico è incaricato
di organizzare tale valutazione, come pure di stimolare la Comunità
del Collegio e nelle singole Classi durante tutto l'anno a curare
e migliorare le attività liturgiche. Esso è incaricato
di preparare le celebrazioni liturgiche di tutta la Comunità
del Collegio.
1.3. Ritmo della preghiera
- Quotidianamente: la comunità celebra due momenti
di preghiera, uno al mattino ed uno alla sera. Questi momenti
si celebrano secondo quanto stabilito nell'orario, normalmente
nelle Classi. Almeno due volte alla settimana tutta la comunità
celebra questa comunione visibile nella giornata comunitaria e
domeniche nella Grande Cappella del Collegio.
- La liturgia delle Ore scandisce il ritmo della giornata: al
mattino con le Lodi, alla sera con i Vespri ed altri momenti secondo
i tempi liturgici, i ritiri, le feste e le convenienze disposte.
- L'Eucaristia, cuore della vita cristiana, è quotidiana
e obbligatoria per tutti.
- Ogni settimana celebriamo con particolare cura la liturgia della
Domenica e delle giornate comunitarie.
- Gli altri giorni cerchiamo di valorizzare durante la preghiera
le diverse dimensioni della nostra vita quali lo studio, la pastorale,
la missione, ecc...
- Un giorno alla settimana, il giovedì, è dedicato
in modo speciale alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e
la santificazione dei sacerdoti, con l'adorazione eucaristica
personale e comunitaria.
- Il sabato è riservato in modo particolare alla preghiera
mariana. Il Santo Rosario è recitato da tutta la comunità
insieme ogni Sabato e in alcune occasioni (specialmente nei mesi
di maggio e di ottobre). Negli altri giorni, il Rosario è
recitato individualmente; si fomenta la sua recita a gruppi liberamente.
Si fomenta la recita del Santo Rosario ogni giorno davanti all’icona
della Madonna, Mater Misericordiae, nella sua Capella. Tale recita
avviene normalmente ogni giorno alle ore 12.30, dopo le lezioni.
- Preghiera in piccoli gruppi: Una volta alla settimana è
riservato un tempo di preghiera partecipata ai piccoli gruppi
dentro delle singole cinque Classi o anni.
- Ritiro spirituale comune: Mensilmente dedichiamo un giorno ad
un tempo di ritiro, secondo un calendario stabilito durante la
programmazione annuale. Tale ritiro si tiene normalmente dal venerdì
sera con la compieta comunitaria fino al pranzo del sabato seguente.
- Partecipazione a ritiri fuori casa: I seminaristi, a proposta
dei Direttori spirituali d'accordo con il Rettore e i Formatori,
hanno la possibilità di partecipare a ritiri spirituali
sotto la guida dei Direttori spirituali o dei Formatori o di altri
Maestri di vita spirituale in case di ritiro. Ciò è
particolarmente significativo all’inizio della Settimana
Santa o nei tempi liturgici “forti”. Tali ritiri hanno
come scopo sia l'approfondimento nella vita e spiritualità
sacerdotale e missionaria; in alcuni casi specifici possono essere
di aiuto e chiarifica vocazionale ai singoli seminaristi.
- Esercizi spirituali: ogni anno i seminaristi partecipano agli
Esercizi spirituali nel Collegio o dove e nella modalità
che i Superiori determino secondo gli Statuti e il Regolamento
del Collegio.
- Lectio divina: I seminaristi hanno bisogno di essere aiutati
nella vita di preghiera, nel fare la meditazione, nell'introdursi
nella Lectio divina. La Lectio divina, nella riflessione sul brano
liturgico, è un’occasione ottima di formazione spirituale,
tenuta regolarmente secondo un programma dai Direttori spirituali.
Devono essere aiutati a scoprire la centralità dell’Eucaristia
nel loro cammino verso il sacerdozio. L’accompagnamento
spirituale individuale da parte dei Direttori Spirituali è
fondamentale così come alcune conferenze specifiche tenute
periodicamente da essi o da alcuni esperti in materia.
- Pietà eucaristica: Un altro aspetto fondamentale è
quello della pietà eucaristica, per cui nel pomeriggio
dei giovedì potrebbe essere vissuta in forma comunitaria
l’Adorazione eucaristica, anche per pregare per le vocazioni
sacerdotali e missionarie, come si fa in gran parte dei Seminari
e case religiose.
- I tempi liturgici “forti”: Avvento, Quaresima, Pasqua
e Pentecoste vengono vissuti con gesti speciali, vissuti nella
liturgia e seguendo lo spirito della Chiesa. Pratiche particolari
come la Via Crucis, sono celebrate durante la Quaresima.
- Lo spirito missionario, spirito “petrino” e apostolico:
dovrebbe essere l’aria naturale che si respira in questo
Collegio essenzialmente missionario: per questo sono qui mandati,
per questo sono qui formati. Il rapporto continuo e le visite
del Em.mo Cardinale Prefetto e degli Ecc.mi Segretari e altre
Autorità del Dicastero così come dei Vescovi mandanti
dei territori sotto P.F. sono “memoria” di questo.
Infatti, le visite dei Vescovi mandanti e di tanti altri provenienti
dalle “missioni” così come il rapporto con
missionari, con l’Urbaniana e altri organismi missionari
costituiscono un aiuto continuo a crescere in questa dimensione.
Lo stesso si deve dire dalla vicinanza al Santo Padre, di cui,
come è scritto nel frontespizio del Nostro Collegio, questa
è sua “seconda dimora”. Questo aspetto “petrino”
del Collegio è tutto un programma di vita come fedeltà
al Santo Padre e come dimensione apostolica e missionaria al suo
servizio fin dai primordi del Collegio. Per questo morivo il Collegio
rende visita annualmente al Dicastero di Propaganda e si reca
in preghiera anche annualmente alla Cappella dei defunti del Cimitero
del Varano durante il mese di Novembre, specialmente dedicato
ai fedeli defunti.
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