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1. Una Comunità Missionaria
La vita del Collegio scorre alla luce della sua storia, natura
e scopo. Attualmente esso è una comunità di seminaristi
con un’età media che oscilla fra i 25 e i 35 anni,
ma in maggioranza quasi sulle soglie dei 30; essi provengono da
diverse culture e nazionalità.
Questi seminaristi sono uniti dalla stessa vocazione sacerdotale
missionaria, impegnati nel cammino di formazione alla vita sacerdotale
missionaria per le Chiese locali dei diversi continenti sotto
la giurisdizione di P.F.
Per questo i seminaristi sono stati scelti oculatamente dai rispettivi
Vescovi e Superiori, esigendo in essi maturità vocazionale
e una previa e sufficientemente lunga verifica vocazionale al
rispetto. Si richiede quindi dei seminaristi ammessi al Collegio
una riconosciuta e vagliata maturità umana prima di essere
accolti nel Collegio. In essi devono essere chiare le motivazioni
vocazionali secondo la natura e lo scopo del Collegio. In ognuno
deve essere chiaro il riconoscimento di Gesù Cristo come
la appartenenza fondante della propria vita; l’affetto e
l’obbedienza alla Chiesa attraverso i propri vescovi e superiori;
e la disponibilità richiesta della vocazione sacerdotale
missionaria nell’ambito delle Chiese locali a cui appartengono
o dove saranno destinati. Le strutture e diversi mezzi formativi
del Collegio scaturiscono da tale natura e scopo. Ogni seminarista
deve essere consapevole e impegnarsi a questo. Per cui il Pontificio
Collegio Urbano non è un semplice, convito, o pensionato
ecclesiastico o un collegio nazionale o internazionale di seminaristi
ospiti che frequentano un’università romana. Ogni
seminarista, arrivando al Collegio si impegna con un atto espresso
e per scritto all'osservanza degli Statuti e del Regolamento del
Pontificio Collegio Urbano e alle decisioni che l'Em.mo Cardinale
Prefetto o le Autorità del Dicastero Missionario credessero
opportuno emanare in proposito.
2. Rapporti stretti con la P. U. Urbaniana
Un aspetto fondamentale nella vita del Collegio è il fatto
che questo ha coinciso con la Pontificia Università Urbaniana
fino a quando questa fu costituita tale ai tempi di papa Giovanni
XXIII; tutti gli alunni frequentano le lezioni nella Pontificia
Università Urbaniana (Regolamento, 22-23); il campus del
Collegio e del Università coincidono in parte; per questo
le attività di entrambi due spesso coincidono o almeno
intercorrono rapporti regolari fra i due; di fatto il rettore
del Collegio è membro del senato accademico è anche
rettore maggiore dei collegi di Propaganda Fide.
3. A Roma
Un’altro aspetto fondamentale è il fatto
che il Collegio si trova a Roma, come "il seminario maggiore
della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli"(Regolamento,
1), e quindi alla totale disponibilità missionaria del
Santo Padre (Regolamento, 2). La localizzazione del Collegio dentro
della zona extraterritoriale Vaticana esprime anche fisicamente
questo vincolo. Il Collegio partecipa per questo più intensamente,
alla vita liturgica e ad altre iniziative del Santo Padre e a
quelle promosse, dal Dicastero di Propaganda Fide, che esprimendo
la missionarietà e la cattolicità della Chiesa (Giornata
Missionaria Mondiale, Epifania, Corpus Domini, Canonizzazioni
e Beatificazione di Missionari e Missionarie, Martiri e Confessori,
Celebrazioni Giubilari del Santo Padre e di tutta la Chiesa, ecc.)
4. La struttura educativa del Pontificio Collegio Urbano:
- I formatori nel Pontificio Collegio Urbano, pur appartenendo
a diversi Istituti religiosi e missionari o al clero diocesano,
formano una comunità educativa. Essi abitano nel Collegio
e guidano la comunità, in comunione tra di loro, quando:
si ritrovano per la preghiera e i pasti comuni, per altre attività
formative, nei momenti specifici di riunione ove si confrontano
cercando di capire il cammino individuale di ogni giovane, dando
al Rettore elementi affinché possa guidare la comunità
sotto il profilo formativo, o in altri momenti richiesti dagli
Statuti e dal Regolamento del Collegio. Per questo è essenziale
un intesa comunionale fra i formatori, senza la quale non sarebbe
possibile una formazione costruttiva dei giovani.
- Anche il Personale di servizio ha un suo ruolo specifico ed
esemplare, per cui nella sua scelta, si chiede che abbiano non
soltanto una competenza nel loro campo specifico, ma che siano
cristiani praticanti.
- I Seminaristi:
a) Nella scelta dei candidati I Vescovi e le Autorità competenti,
cercano di ravvisare non solo la retta intenzione del candidato,
ma anche la disponibilità missionaria secondo la Natura
e lo Scopo del Pontificio Collegio Urbano di P. F.: seguendo Statuti
e Regolamenti con un impegno esplicitamente manifestato.
b) I Vescovi o Superiori dei candidati devono mandare i documenti
seguenti: formulario riempito con la domanda e i certificati di
rigore (di battessimo, della cresima, accademici, di salute…),
un giudizio preciso sul candidato in cui risultino gli elementi
sulla sua personalità, la sua idoneità al sacerdozio,
la sua apertura missionaria ed altri elementi che possano aiutare
alla sua formazione.
c) I Superiori del Collegio mantengono rapporti epistolari e personali
con i Vescovi e Superiori dei Candidati tenendoli informati sul
progresso e comportamento dei candidati.
d) All’arrivo al Collegio ogni seminarista dovrebbe scrivere
- come si faceva una volta - una lettera al Rettore nella quale
esprime le motivazioni per cui vuole diventare sacerdote nello
spirito missionario di P. F. e per quale motivo ha accolto la
chiamata del proprio vescovo a venire a questo nostro P. Collegio
Urbano di P. F. e il suo impegno formale a seguire Direttive,
Statuti e Regolamento.
e) La vita nel Collegio deve consacrare i primi tre anni alla
verifica della vocazione e, successivamente, ad approfondire questa
scelta verso l’ordinazione diaconale e sacerdotale.
f) L'Ordinazione diaconale avviene possibilmente in diocesi.
g) L'Ordinazione sacerdotale è conferita di solito nella
propria diocesi – dopo conveniente esperienza pastorale
– quella sacerdotale, secondo i criteri del proprio Vescovo
Ordinario.
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