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1. Cenni di storia e sulla natura e scopo del Pontificio
Collegio Urbano de Propaganda Fide
Il Pontificio Collegio Urbano “de Propaganda Fide”
nasce dalle proposte ed iniziative di alcuni religiosi ed ecclesiastici
che davanti alla nuova situazione missionaria del mondo proposero
agli inizi del Seicento la creazione di un Centro di Formazione
di missionari ad gentes; fra di essi bisogna ricordare il carmelitano
scalzo spagnolo p. Tomás de Jesús (Diego Sánchez
Dávila, 1564-24.5.1627), che pubblica nel 1613 il “De
procuranda Salute omnium Gentium”, la più grande
opera di teologia missionaria del Seicento, in cui, tra l’altro
propugnava la creazione a Roma di un Centro missionario; nella
stessa linea altri, sotto il suo influsso, come il domenicano
Tommaso Campanella (Napoli) che scrisse il trattato “Quod
Reminiscentur”, chiedono in diversi “memorandum”
(già fin dalla fine del s. XVI) la stessa cosa ai Papi
dell’epoca, proponendo la fondazione di un Cento di formazione
missionaria a Roma e diversi Collegi missionari ovunque. In seguito,
un’altro prelato spagnolo, Giovanni Battista Vives (1542-22.2.1632),
uno dei primi membri della recente fondata Congregazione di Propaganda
Fide da parte di Gregorio XV (6.1.1622; la bolla di erezione è
però datata il 22.6.1622), coadiuvato da S. Giovanni Leonardi,
inizia la fondazione di un tale Centro, comperando e adibendo
a tale scopo il vecchio palazzo Ferratini in Piazza di Spagna,
che egli cederà fin dal primo giorno come sede del nuovo
Dicastero delle Missioni.
Questa fondazione, dietro domanda del Fondatore, fu approvata,
il 1 agosto 1627, da Urbano VIII, memore del suo obbligo di provvedere
al reclutamento e formazione di zelanti missionari per la diffusione
della Fede presso tutti i popoli del mondo, per la raccolta di
notizie e di studi riguardanti i nuovi popoli che venivano in
contatto con la fede Cristiana, specialmente in Oriente, e per
la riconduzione all’unità della Chiesa a tanti cristiani
divisi da Essa.
Precisamente con questi scopi papa Urbano VIII ordinò con
un breve del 27.1.1624 l’investimento del denaro e la consegna
del palazzo Ferratini (nell’attuale piazza di Spagna); con
la Bolla “Immortalis Dei Filius” (1.8.1627) eresse
tale Collegio de Propaganda Fide in Pontificio Collegio Apostolico
sotto la protezione dei Principi degli Apostoli S. Pietro e S.
Paolo, dandogli il proprio nome “Urbanum”.
Era destinato all’accoglimento e alla formazione di chierici
e sacerdoti secolari pii e dotti con lo scopo di propagare e difendere
la Fede Cattolica in tutto il mondo presso i non cristiani e i
cristiani separati dall’unità della Chiesa, anche
col sacrificio della vita, qualora fosse necessario [spiritualità
martirio] (“Ut ministri idoeni eligantur, qui […]
tenebras tam infidelitatis quam haereseos pro viribus dissolvant
atque dissipent; […] et pro fidei tuitione, incremento,
vitae periculum et martyrium si opus fuerit, subire omnino debeant”.
Il Collegio godette, fin dagli inizi, di una serie di notevoli
privilegi ed esenzioni. Inoltre gli furono concessi i privilegi
dell’Arciginnasio Romano e dei Collegi Germanico, Inglese
e Greco dell’Urbe .
Uno dei più insigni benefattori del novello Collegio Urbano
divenne il fratello di Urbano VIII, il cardinale Antonio Barberini
senior, del titolo di S. Onofrio. Nel settembre 1633 comprò
tutte le case e tutti i giardini che si trovavano tra il Collegio
e la chiesa di S. Andrea delle Fratte. Il 5 maggio 1634 pose la
prima pietra della chiesa del Collegio, dedicata a Cristo adorato
dai Re magi, primizie dei Gentili . Da allora, il Collegio è
stato onorato di numerosi Documenti Pontifici in cui si vede con
chiarezza la sua natura e il suo scopo esclusivamente missionario.
Le statistiche tratte dal libro del Giuramento [a) a osservare
le regole del Collegio; c) a ricevere tutti gli Ordini incluso
il sacerdozio; d) a ritornare nei loro paesi] mostrano, per esempio,
che dal 1661 al 1700 Propaganda formò qui chierici con
l’animo di mandarli in tutto il mondo. Si calcola che 450
studenti entrarono nel Collegio tra 1627 e 1700. Quattordici rettori
furono nominati tra il 1633 e il 1700 (due furono rimossi ben
presto). Il Rettore che lasciò una maggiore impronta della
sua personalità fu Michele Buonvicini che resse il Collegio
dal 1622 al 1696. La formazione intellettuale veniva affidata
da Urbano VIII ai Teatini; il Rettore Magnifico e il Cardinale
Prefetto di Propaganda erano autorizzati a conferire il dottorato
agli studenti che avevano compiuto i loro studi: Umanità,
retorica, filosofia, teologia, Lingue Orientali. Fra i professori
e formatori emergono, fra altri, in quest’epoca S. Oliver
Planket, diventato arcivescovo primate dell’Irlanda e morto
per la fede nel luglio 1681; (la festa liturgica è il 22
gennaio) nella prima metà dell’Ottocento bisogna
ricordare il suo direttore spirituale S. Vincenzo Pallotti, che
con alcuni compagni del Collegio fonda la Società dell’Apostolato
Cattolico (Pallottini). Fra i primi suoi studenti si contano alcuni
martiri [veniva inculcata loro una forte spiritualità martiriale].
Fra gli studenti più eminenti bisogna ricordare John Henry
Newman. La Biblioteca di Propaganda divenne ben presto così
importante che nel 1667 il Papa proibì il prestito di libri
sotto pena di scomunica.
Possiamo dire, quindi, con l’attuale “Regolamento”
(n. 1; cfr. anche “Statuti” del Collegio, n.3) che
esso “è il seminario maggiore della Congregazione
per l’Evangelizzazione dei Popoli (C.E.P), costituito fin
dai primi anni per la formazione al sacerdozio di alunni provenienti
dai territori di missione e dalle giovane Chiese”.
2. Statuti e Regolamento del Pontificio Collegio Urbano
de Propaganda Fide
Con lettera del 10 novembre 2000 (Prot. N. 1921/00),
il Prefetto della C.E.P., cardinale Josef Tomko, approvava gli
Statuti Pontificio Collegio Urbano de Propaganda Fide; con una
seconda lettera del 6 giugno 2001, (Prot. N. 2613/01), il Prefetto
della C.E.P.. cardinale Crescenzio Sepe, approvava il Regolamento
del Pontificio Collegio Urbano de Propaganda Fide. Questi due
documenti costituiscono la Carta Fondamentale Formativa del Pontificio
Collegio Urbano, cui tutti i membri del Collegio devono sottostare
e sottoscrivere. Inoltre, i Documenti fondamentali della Chiesa
sulla Formazione dei Sacerdoti e dei Missionari e le Disposizioni
del Diritto Canonico costituiscono i punti di riferimento fondamentale.
Le Direttive che a continuazioni si specificano provengono come
radice da tali Documenti e vogliono essere un aiuto per la loro
attuazione e formazione precisa dei candidati al sacerdozio e
al ministero missionario secondo la natura, lo scopo e le disposizioni
fondamentali del Pontificio Collegio Urbano.
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