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1. In occasione della Giornata Mondiale della Salute
Mentale che quest’anno ha come tema: “Salute mentale
e fisica durante tutta la vita”, come Presidente del Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute, desidero fare una riflessione
per esprimere la viva attenzione con cui la Chiesa segue i problemi
della sanità e della salute. La salute è un patrimonio
inestimabile e la salute per tutti è fondamentale per garantire
la pace e la giustizia tra i popoli.
2. La condizione sanitaria dei singoli individui, delle famiglie,
delle comunità e delle nazioni è determinata da
variabili ambientali, biologiche, psicosociali, socio-culturali,
spirituali, economiche e politiche, in transazione tra di loro.
Fattori economici colpiscono la pianificazione e l’attuazione
sanitaria nonché l’accesso alle cure sanitarie, la
responsabilità dei dispensatori sanitari, la qualità
e i risultati dei trattamenti, l’intensità e l’ampiezza
della ricerca e della formazione. La promozione della salute,
la prevenzione delle malattie ed una condivisione di rischi connessi
alla salute (ambientali, comportamenti ad alto rischio –
compreso il fumo, le malattie sessualmente trasmissibili, l’abuso
di sostanze stupefacenti e la dipendenza - violenza e malattie),
nel senso più vasto, sono tutte responsabilità congiunte
di piani nazionali sanitari, aziende, governi, dispensatori sanitari.
3. Nell'ambito della salute mentale, tali considerazioni assumono
una rilevanza particolare. L’Organizzazione Mondiale della
Salute riporta che 450 milioni di persone nel mondo sono affette
da problemi mentali, neurologici o comportamentali e che 873 mila
persone si suicidano ogni anno. Il disagio mentale costituisce
una vera e propria emergenza socio-sanitaria: il 25% dei Paesi
non ha una legislazione in materia; il 41% non ha una politica
definita per la salute mentale; in più del 25% dei centri
sanitari, i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici essenziali;
il 70% della popolazione dispone di meno di un psichiatra per
100.000 persone. I disturbi mentali colpiscono con maggiore frequenza
le popolazioni sfavorire dal punto di vista intellettuale, culturale
ed economico. Milioni di creature sono costrette a portare nei
loro corpi e nelle loro menti le conseguenze di una scarsa alimentazione,
di conflitti armati nonché il succedersi di catastrofi
naturali gigantesche con il loro pesante carico di morbilità
e di mortalità.
4. È urgenza di una forte azione preventiva delle malattie
mentali. La diagnosi precoce, l'intervento ai primi segnali di
disagio e di sofferenza, la realizzazione di specifiche misure
di intervento, rappresentano lo strumento primario di tutela della
salute mentale. È necessario garantire la diffusione di
una reale educazione alla salute e promuovere stili di vita sani
coerenti ad una cultura dei valori. La stessa scienza medica riconosce
uno strettissimo rapporto tra il manifestarsi o l’aggravarsi
di alcune patologie e turbe mentali e la odierna crisi di valori.
Ne è conferma l’interdipendenza tra l’Aids,
la tossicodipendenza e l’uso disordinato della sessualità.
Non è possibile tacere di fronte alla continua aggressione
alla serenità e all’equilibrio mentale, costituita
da modelli sociali che portano alla strumentalizzazione dell’uomo
e a pericolosi condizionamenti della sua libertà. La crisi
di valori e l’affermazione di disvalori che accrescono la
solitudine, fanno cadere le tradizionali forme di coesione sociale,
sfaldano i gruppi di aggregazione, in particolare sul piano culturale
e screditano il benemerito istituto della famiglia. Anche la mentalità
dominante delle nostre società, sempre più chiuse
ed egoistiche, porta a rimuovere la sofferenza e ad emarginarla,
con gravi conseguenze sulla salute mentale dei cittadini.
5. La Chiesa cattolica ha sempre dato il suo contributo sia nel
prevenire che nell’assistere i malati di mente e le loro
famiglie sul piano medico-assistenziale, sociale, spirituale e
pastorale. Noi siamo coscienti di trovare specialmente nei malati
mentali la preziosa immagine di Dio che nel Cristo sofferente,
come dice il Profeta Isaia “non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui
diletto” (Is. 53, 2); è lì che si trova la
forza redentrice di tutta l’umanità. Conseguentemente,
sono tanti i progetti e i programmi di formazione, prevenzione
e di assistenza, cura e accompagnamento pastorale dei malati,
che le chiese locali, gli istituti religiosi e le associazioni
laicali portano avanti con amore, senso di responsabilità
e spirito di carità. Con il loro operato dimostrano che
la malattia della mente non crea fossati invalicabili né
impedisce rapporti di autentica carità cristiana con chi
ne è vittima.
6. Rivolgo pertanto questa riflessione a tutti i responsabili
della società incaricati di vegliare sulla salute pubblica
affinché cerchino di trovare un urgente aiuto a questi
malati, tanti dei quali si trovano per le strade o nello loro
famiglie dove non possono ricevere l’aiuto tecnico scientifico
del quale hanno bisogno; e dispongano di strumenti efficaci di
intervento per difendere l’elementare diritto all'accesso
alle cure e all'equità nella salute nel pieno rispetto
dell’integrità e della dignità del malato.
+ Javier Cardinale Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute
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