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Vaticano >> Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso
Colloquio su “Le risorse per la pace nelle Religioni Tradizionali”
Città del Vaticano, 12 – 15 gennaio 2005

Messaggio Finale
[Message en Français] - [Message in English]

1. La pace è una costante ricerca da parte degli uomini e delle donne di buona volontà. Seguendo le orme di Gesù, Principe della Pace, la Chiesa, pienamente consapevole della necessità di pace in un mondo diviso, incoraggia il dialogo perché vi siano migliore comprensione e relazioni armoniose fra credenti di diverse religioni. Dal 12 al 15 gennaio 2005 a Roma, il Pontificio Consiglio per i Dialogo Interreligioso ha organizzato un Colloquio su “Le risorse per la pace nelle Religioni Tradizionali”. In questo Colloquio si sono riuniti 24 esperti, provenienti dall’Africa, dalle Americhe, dall’Asia e dall’Oceania, per riflettere su quale contributo possono dare le religioni tradizionali per costruire la pace nel mondo. Questo incontro, così come quello che lo ha preceduto su “Le risorse spirituali delle Religioni per la pace”, sempre organizzato dal Consiglio per il Dialogo Interreligioso dal 16 al 18 gennaio 2003 a Roma, è stato un seguito dell’Assemblea Interreligiosa che si svolse in Vaticano dal 25 al 28 ottobre 1999, della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, che si tenne ad Assisi il 24 gennaio 2002 e del Forum per la Pace che la precedette.

2. I partecipanti, hanno sottolineato le caratteristiche specifiche di ciascuna religione tradizionale e l’importanza dei seguenti elementi: tradizione orale, rituali, miti e proverbi, così come la visione comunitaria della vita, la sacralità della natura, la visione unificata della realtà, l’accento posto sulla vita e sulle relazioni, tutte cose che richiedono una speciale attenzione.

3. I partecipanti hanno, in generale, concordato sul fatto che, secondo le religioni tradizionali, la pace è più dell’assenza della guerra o di conflitto. La pace è vista positivamente in termini di armonia con tutti gli aspetti della realtà, il visibile e l’invisibile, il divino e l’umano, il cosmico e lo storico. La pace presuppone anche equilibrio e rispetto per la diversità. Nelle religioni tradizionali la pace è promossa da una visione comunitaria della vita opposta ad una visione individualista, da relazioni con la terra e con il mare che inculcano un senso di responsabilità verso la natura nel suo insieme. Le società tradizionali sottolineano gli obblighi sociali. Altri elementi positivi per la pace sono la prontezza a riconciliarsi anche se si ha la netta percezione dell’inevitabilità di un conflitto; il ruolo centrale delle donne come operatori di pace, l’importanza della famiglia, gli anziani e la comunità; e la necessità di una giustizia riparatrice così come del perdono.

4. Pur riconoscendo la forza delle religioni tradizionali, i partecipanti hanno anche riscontrato le difficoltà che incontrano nel sostenere i propri valori nel contesto della globalizzazione.

5. Partendo da quanto detto in precedenza, il Colloquio incoraggia un maggior sforzo nel promuovere il dialogo fra cristianesimo e religioni tradizionali, specialmente in quelle Chiese locali nelle quali queste religioni sono presenti ed influenti. I partecipanti hanno insistito sulla necessità dello sviluppo di un dialogo intra-religioso fra quei membri della Chiesa che provengono dalle religioni tradizionali. Attraverso questi due tipi di dialogo i partecipanti ritengono che sia i cristiani sia i seguaci delle religioni tradizionali perverranno ad una migliore comprensione delle ricchezze delle religioni tradizionali, ma anche dei loro eventuali limiti. Una conoscenza ben fondata di queste tradizioni contribuirà al processo dell’inculturazione. La Chiesa riconosce che i valori delle religioni tradizionali possono essere risorse salutari per promuovere la pace nel mondo. E’ la visione di questo Colloquio: se si prendono più sul serio queste risorse, vi saranno più possibilità di ottenere una pace vera.

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