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Alle 17 di oggi, Solennità di Pentecoste,
l’Em.mo Card. Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione
delle Cause dei Santi, presiede la Celebrazione dell’Eucaristia
all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana e, per
incarico di Sua Santità il Papa Benedetto XVI, dà
lettura della Lettera Apostolica con la quale il Sommo Pontefice
ha iscritto nell’albo dei Beati le Serve di Dio: ASCENSIÓN
NICOL GOÑI (1868-1940), vergine, cofondatrice delle Suore
Missionarie Domenicane del Rosario; MARIANNE COPE (1838-1918),
vergine, delle Sister of Saint Francis, Syracuse, NY. U.S.A.
Pubblichiamo di seguito l’omelia che l’Em.mo Card.
José Saraiva Martins pronuncia nel corso del solenne rito
di Beatificazione:
OMELIA DELL’EM.MO CARD. JOSÉ
SARAIVA MARTINS
Eminenze Reverendissime,
Venerati Confratelli nell’episcopato e nel sacerdozio,
Distinte Autorità,
Cari Pellegrini,
1. La Chiesa nascente si preparò alla prima Pentecoste
cristiana percorrendo un itinerario di fede nel Signore risorto.
È lui, infatti, che dona il suo Spirito al popolo della
Nuova Alleanza.
La comunità dei discepoli, dopo l’ascensione di Gesù
al cielo, si raccolse nel cenacolo in attesa di essere “battezzata
in Spirito Santo” (At 1,5) e si preparò all’evento
facendo una intensa esperienza di comunione fraterna e di preghiera:
“Erano assidui e concordi nella preghiera …con Maria,
la madre di Gesù” (At 1, 14).
Questa sera anche noi ci troviamo idealmente riuniti nel cenacolo.
Sentiamo la presenza materna di Maria e la vicinanza dell’Apostolo
Pietro, sul cui sepolcro sorge questa Basilica.
Ora siamo una assemblea liturgica che proclama la stessa fede
in Cristo risorto; che si nutre dello stesso Pane eucaristico;
che innalza al cielo, con fiduciosa insistenza, la stessa invocazione:
“Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo/ un raggio
della tua luce. / Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei
doni, / vieni, luce dei cuori” (Sequenza).
Saluto, pertanto, quanti hanno lasciato le loro città e
le loro case e coloro che, attraversando gli Oceani e i Continenti,
sono qui per condividere con noi la grazia della Pentecoste e
la gioia della beatificazione di di Madre Ascensión del
Cuore di Gesù e di Madre Maria Anna Cope.
Un cordiale benvenuto alle Suore Missionarie Domenicane del Santissimo
Rosario e alle Suore del Terz’Ordine di San Francesco di
Syracuse, e ai numerosi pellegrini, provenienti dai luoghi di
nascita e di apostolato delle nuove Beate.
2. Cari fratelli e sorelle, la parola di Dio, che è stata
ora proclamata, ci aiuta a fare memoria del grande mistero della
Pentecoste, che segnò il solenne inizio della missione
della Chiesa nel mondo.
La pericope evangelica ha fatto giungere fino a noi il grido di
Gesù: “Chi ha sete venga a me e beva”. L’uomo
di ogni tempo e di ogni cultura ha sete di vita, di verità,
di pace, di felicità.
Ha sete di eternità. Ha sete di Dio. Gesù può
estinguere questa sete. Alla samaritana diceva: “Chi beve
dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più
sete” (Gv 4,14). L’acqua di Gesù è lo
Spirito Santo, Spirito creatore e consolatore, che trasforma il
cuore dell’uomo, lo svuota dalle oscurità e lo riempie
di vita divina, di sapienza, di amore, di buona volontà,
di gioia, realizzando così la profezia di Ezechiele: “Porrò
il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i
miei precetti” (Ez 36, 27).
La presenza dello Spirito Santo nella Chiesa e nelle singole anime
è una “inabitazione” permanente, dinamica,
creativa. Chi avrà bevuto l’Acqua di Gesù,
avrà nel suo seno “fiumi di acqua viva” (Gv
7,38), “una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”
(Gv 4,14).
Lo Spirito Santo cambia l’esistenza di chi lo ospita, rinnova
la faccia della terra e trasforma tutta la creazione che –
come afferma San Paolo nella 2ª lettura della messa –
“geme e soffre fino ad oggi le doglie del parto” (Rm
8, 22), in attesa di tornare ad essere il giardino di Dio e dell’uomo.
Lo Spirito Santo è il maestro interiore e, allo stesso
tempo, è il vento gagliardo che gonfia le vele della barca
di Pietro per condurla al largo. Duc in altum! È l’esortazione
che il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha lanciato alla Chiesa
del terzo millennio (cf. Lett. Apost. “Novo Millennio Ineunte”,
58).
Gli Apostoli fecero l’esperienza dello Spirito Santo e divennero
testimoni di Cristo morto e risorto, missionari per le vie del
mondo. La stessa esperienza si ripete in tutti coloro che, accogliendo
Cristo, si aprono a Dio e all’umanità; si ripete
soprattutto nei santi, sia in quelli anonimi sia in quelli che
sono stati elevati agli onori degli altari. I santi sono i capolavori
dello Spirito che scolpisce il volto di Cristo e infonde nel loro
cuore la carità di Dio.
Le nostre due Beate hanno spalancato la loro vita allo Spirito
di Dio e si sono lasciate condurre da lui nel servizio della Chiesa,
dei poveri, dei malati, della gioventù.
3. La Beata Ascensión del Corazón de Jesús
es una de las grandes misioneras del siglo pasado.
Desde joven concibió su vida como un don al Señor
y al prójimo, y quiso pertenecer en exclusiva a Dios, consagrándose
como monja dominica en el Monasterio de Santa Rosa de Huesca,
en España. Se dejó llevar, sin reservas, por el
dinamismo de la caridad, infundida por el Espíritu Santo
en aquellos que le abren de par en par las puertas de su corazón.
Su primer campo de apostolado fue la enseñanza en el colegio
anexo al Monasterio. Las fuentes testificales la recuerdan como
educadora excelente, amable y fuerte, comprensiva y exigente.
Pero el Señor tenía otros proyectos para ella y,
a la edad de cuarenta y cinco años, la llamó a ser
misionera en Perú. Con entusiasmo juvenil y confianza total
en la Providencia, dejó su patria y se dedicó a
la tarea de evangelizar, extendiendo su afán a todo el
mundo, a partir del continente americano. Su trabajo generoso,
amplio y eficaz dejó una huella profunda en la historia
misionera de la Iglesia. Colaboró con Mons. Ramón
Zubieta, Obispo dominico, en la fundación de las Hermanas
Misioneras Dominicas del Santísimo Rosario, Congregación
de la que fue primera Superiora general. Su vida misionera abunda
en sacrificio, renuncia y frutos apostólicos. Sembró
generosamente y cosechó en abundancia. Realizó frecuentes
viajes apostólicos a Perú y Europa, e incluso llegó
a China. Tuvo el temple de luchadora intrépida e infatigable,
así como una ternura materna capaz de conquistar los corazones.
Enraizada en la caridad de Cristo, ejerció con todos su
carisma de maternidad espiritual. Sostenida por una fe viva y
una devoción ferviente al Sagrado Corazón de Jesús
y a Nuestra Señora del Rosario, se entregó para
la salvación de las almas, con olvido completo de sí
misma. Exhortaba frequentemente a sus hijas a comportarse de la
misma manera, afirmando que no se salvan las almas sin nuestro
sacrificio personal. Deseó ardientemente llegar a una caridad
cada vez más pura e intensa y, para alcanzar esta meta,
se ofreció como víctima al Amor Misericordioso de
Dios.
4. The life of Blessed Mary Ann Cope is a wonderful work of divine
grace. She demonstrated the beauty of the life of a true Franciscan.
The encounter of Mother Mary Ann with those suffering from leprosy
took place when she was far along on her journey to Christ. For
twenty years she had been a member of the Congregation of the
Sisters of the Third Order of Saint Francis of Syracuse in New
York. She was already a woman of vast experience and was spiritually
mature. But suddenly God called her to a more radical giving,
to a more difficult missionary service.
Blessed Mary Anne, who was Provincial Superior at the time, heard
the voice of Christ in the invitation of the Bishop of Honolulu.
He was looking for Sisters to assist those suffering from leprosy
on the Island of Molokai. Like Isaiah, she did not hesitate to
answer: “Here I am. Send me!” (Is. 6:8). She left
everything, and abandoned herself completely to the will of God,
to the call of the Church and to the demands of her new brothers
and sisters. She put her own health and life at risk.
For thirty-five years she lived, to the full, the command to love
God and neighbor. She willingly worked with Blessed Damian De
Veuster, who was at the end of his extraordinary apostolate. Blessed
Mary Anne loved those suffering from leprosy more than she loved
her very self. She served them, educated them, and guided them
with wisdom, love and strength. She saw in them the suffering
face of Jesus. Like the Good Samaritan, she became their mother.
She drew strength from her faith, the Eucharist, her devotion
to our Blessed Mother, and from prayer. She did not seek earthly
honors or approval. She wrote: “I do not expect a high place
in heaven. I will be very grateful to have a little corner where
I can love God for all eternity”.
5. “Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal seno” di
chi crede in Cristo. I segni della sua presenza sono stati indicati
sommariamente dalla Lettera ai Galati. Essi sono: “amore,
gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, domino di sé” (Gal 5, 22).
Le nostre due Beate hanno portato nel mondo i frutti e i segni
della presenza dello Spirito Santo, hanno parlato il linguaggio
della verità e dell’amore, il solo capace di abbattere
le barriere della cultura e della razza e di ricostruire l’unità
della famiglia umana, dispersa dall’orgoglio, dalla volontà
di potenza, dal rifiuto della sovranità di Dio, così
come ci ha fatto intendere il racconto biblico della Torre di
Babele (cf. 1ª lettura).
Il Santo Padre Benedetto XVI, inaugurando il suo ministero petrino,
ha ribadito che “non è il potere che redime, ma l’amore!
Questo è il segno di Dio: Egli stesso è amore…
Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene
salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori” (L’Oss.
Rom., 25 apr. 2005, p. 5).
Sant’Ireneo, commentando la Pentecoste, ha proposto questa
riflessione: “Lo Spirito Santo ha annullato le distanze,
ha eliminato le stonature e trasformato il consesso dei popoli
in una primizia da offrire al Signore… Infatti, come la
farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né
diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure
noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa
in Cristo senza l’ ‘Acqua’ che scende dal cielo”
(Contro le eresie, .3,17).
Nelle mani della Beata Ascensión del Cuore di Gesù
e della Beata Maria Anna Cope deponiamo, pertanto, la nostra preghiera:
“Signore, donaci quest’acqua” (Gv 4, 15). Amen
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