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Vaticano >> Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute
Messaggio per la Giornata Mondiale per la lotta contro la tubercolosi

+Javier Card. Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consejo para la Pastoral de la Salud
24 marzo 2007

1. Come tutti gli anni, il 24 marzo prossimo verrà celebrata la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi, una patologia riemergente che, secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Salute , è all’origine di 8.8 milioni di nuovi casi nel 2005 e di 1.6 milioni di persone (circa 4.400 persone al giorno) che sono morte nel 2005 a causa di questa terribile malattia. Il tributo pagato in vite umane, spesso giovani, con ripercussioni di ogni genere sulla vita della famiglia e della società è enorme e perciò questa situazione merita un’attenta riflessione da parte di tutti in primo luogo tra i responsabili, a vari livelli, della sanità.

2. La Chiesa che, lungo la sua storia bimillenaria della carità, ha sempre considerato il servizio al malato come parte integrante della sua missione, è in prima linea nel prendersi cura delle persone malate di tubercolosi. Da una indagine recente condotta all’inizio del 2006 in 121 Paesi appartenenti alle 5 aree continentali, risulta che “il 59,1% dei centri sanitari cattolici interpellati ha un programma specifico sulla tubercolosi. Di questi centri, il 76,9% presenta attività di prevenzione di tipo primario che si realizzano attraverso screening e campagne di sensibilizzazione. Si organizzano campagne di prevenzione e di trattamento della tubercolosi; visite a domicilio dei malati per evitare loro complicazioni causate dagli spostamenti e si aiutano i malati a recuperare pienamente la salute. Infine, si effettua in modo costante un’azione di monitoraggio e si educa all’igiene personale ed ambientale” .

3. Nella sua opera in favore degli infermi e dei malati di tubercolosi, la Chiesa, oltre a promuovere azioni di prevenzione, di cura e di riabilitazione nel contesto socio-familiare, assicura ai pazienti una presenza, nelle sue istituzioni di carità, di pastori di anime e di operatori capaci di dare risposta non solo alle loro giuste istanze sanitarie, ma anche risposte ad hoc agli “interrogativi che vanno al di là della stessa medicina per toccare l’essenza della condizione umana in questo mondo (Gaudium et Spes , 10)” .
- La nostra gratitudine si rivolge anzitutto ai buoni samaritani che, senza risparmiarsi e seguendo l’esempio di Gesù, si impegnano ogni giorno a fare del bene a chi soffre, alleviando le sofferenze di numerosi fratelli e sorelle malate di tubercolosi e offrendo a loro tutto ciò che serve a ristabilire la salute del corpo e dell’anima.
- Il nostro grazie sentito e il nostro incoraggiamento vanno anche in modo speciale, ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi(e) e ai laici che, spronati dalla carità di Cristo, assistono con generoso amore e disinteressata dedizione i malati di tubercolosi, al fine di fare giungere a loro, nella condizione di malattia, sofferenza e morte, la redenzione di Cristo e la sua grazia salvifica che nel Mistero pasquale ravviva anche nei malati la speranza di una vita nell’amore di Dio che ha vinto la morte.
- Ai malati di tubercolosi esprimiamo la nostra vicinanza e la sollecitudine della Chiesa, invitandoli ad associare il loro dolore alle sofferenze di Cristo, in modo da trasformarlo in bene spirituale per l’intera comunità ecclesiale.

4. Oggi, sussistono, purtroppo, ancora delle difficoltà che rendono problematici gli sforzi che si fanno a vari livelli e da vari soggetti per venire incontro ai bisogni dei malati di tubercolosi.
- La mancanza di risorse equamente distribuite per rendere disponibili i mezzi per curare milioni di malati (risorse umane preparate e disponibili, servizi di diagnosi e di cure presenti sul territorio, etc.) interpella la responsabilità delle autorità sanitarie a tutti i livelli; il bene della salute è uno di questi beni comuni che ogni comunità politica deve assicurare ai suoi cittadini.
- Le difficoltà che attraversa la famiglia, priva spesso del sostegno statale, rendono difficile la sua capacità di aiutare efficacemente i suoi membri, soprattutto quando sono malati ed hanno bisogno di alimenti, medicinali ed altre forme di assistenza. La funzione di supplenza che continua ad avere la famiglia in molte parti del mondo, riguardo all’assistenza dei suoi membri, non esime la comunità politica delle sue responsabilità verso di essa.
- Il malato di tubercolosi è chiamato a vivere in modo responsabile la sua condizione di malattia; egli dovrebbe accettare la terapia che gli viene offerta, non solo per il proprio bene individuale ma anche in vista del bene comune, considerata la contagiosità di questa malattia.
- Molti sono i movimenti, le associazioni e le organizzazioni, in particolare quelle che operano nell’ambito del volontariato, che meritano riconoscimento e aiuto per le forme di solidarietà che riescono a creare sul territorio a favore dei malati di tubercolosi. La visita e l’assistenza a domicilio dei malati, la lotta contro lo stigma sociale e l’assistenza alle famiglie dei malati, sono alcune delle azioni benemerite che svolgono i gruppi e le organizzazioni del volontariato. Gli organismi non governativi e di volontariato, di cui molti della Chiesa cattolica, riescono spesso a prendersi cura dei malati in modo più completo di quanto i servizi governativi possano o abbiano mandato di fare. È urgente che i governi riconoscano, valorizzino e sostengano questa opera, mettendo realmente al centro degli interventi le persone malate e bisognose.

5. La collaborazione tra lo Stato e la società civile deve avere sempre come proprio centro di gravità il bene della persona che soffre e necessita di scelte improntate alla sussidiarietà nel rapporto tra Stato, famiglia e persona. Una strategia basata sulla sinergia tra la comunità, le persone malate e le loro famiglie, si rivela vincente perché avvicina la medicina alle popolazioni locali e valorizza la missione educativa e preventiva della professione medica.

Possa la Vergine Maria, Madre di Gesù e Salute degli Infermi, essere per i malati di tubercolosi, le loro famiglie e gli operatori che se ne prendono cura, la Madre che nel momento della prova li prende per mano e li conduce verso il suo Figlio Gesù, Medico dei corpi e delle anime!

+ Javier Card. Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consejo para la Pastoral de la Salud

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