| Alle ore 11.30 di questa mattina,
nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa
Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione dei "Lineamenta"
della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo
dei Vescovi.
Intervengono: l’Em.mo Card. Francis Arinze, Prefetto della
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,
e S.E. Mons. Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei
Vescovi.
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:
INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. FRANCIS
ARINZE
A più di dodici anni dalla celebrazione della prima Assemblea
del Sinodo dei Vescovi per l'Africa, la Chiesa in Africa sta intraprendendo
il suo primo grande passo verso la celebrazione di un secondo
Sinodo per l'Africa. Al fine di aiutarci ad esaminare meglio questi
Lineamenta, sarà utile riflettere brevemente su alcuni
segni incoraggianti relativi alla vita della Chiesa in Africa,
presentarne i problemi e le sfide per la riconciliazione, la giustizia
e la pace nelle società africane e, infine, ciò
che la Chiesa cattolica in Africa ha fatto o può fare in
tal senso.
1. Segnali incoraggianti sulla vita interna della Chiesa
Esistono molte differenze nella situazione della Chiesa in ciascuna
delle cinquantatré nazioni del continente africano. Pertanto,
si dovrà evitare ogni generalizzazione. Le seguenti indicazioni
sono ragguardevoli per quanto concerne la vita interna della Chiesa
nelle nazioni africane.
La crescita è un dato di fatto. Gli esperti ci dicono che
l'Africa è il continente con la più alta percentuale
annua di crescita per la cristianità nel mondo. Moltissimi
africani ricevono il battesimo ogni anno. In alcune nazioni africane
i seminari e i noviziati femminili hanno più candidati
di quanti possano ragionevolmente accoglierne. Nuove parrocchie
e diocesi vengono create.
Tuttavia l'Africa non è soddisfatta con i numeri. La crescita
e l'approfondimento della fede non sono messi da parte. Alcuni
indizi di questo sono nel crescente numero di monasteri e di istituti
ecclesiastici superiori, l’organizzazione di ritiri annuali
nelle parrocchie e di sedi di missione senza sacerdote residente,
l'incremento di centri diocesani di pastorale e catechesi e le
numerose sessioni organizzate nelle diocesi per riflettere su
ciò che l'Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia
in Africa dice alla Chiesa. Molte cause di beatificazione sono
in corso, tra le più recenti quella del Presidente della
Tanzania Julius Nyerere. Nella prima settimana di luglio di quest'anno
si terrà un congresso liturgico per tutta l'Africa e il
Madagascar a Kumasa in Ghana, curato dalla Congregazione per il
Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in collaborazione
con le Conferenze Episcopali dell'Africa.
Gli africani stanno cercando di vivere la loro fede sempre più
approfonditamente. I fedeli laici si mostrano attivi. I sacerdoti
e i religiosi si adoperano nel lavoro missionario dentro e fuori
dell’Africa.
2. Problemi e sfide nella società
La Chiesa in Africa non è però chiusa su se stessa.
Essa condivide gioie e speranze, problemi e sfide dell'intera
società africana.
La dolorosa situazione di violenza e ancora di guerra in Somalia,
la tragedia del Darfur e la ancora non totalmente risolta situazione
della Costa d'Avorio, della Repubblica Democratica del Congo e,
in qualche caso, della regione dei Grandi Laghi, sono motivi di
preoccupazione.
La sfida della costruzione di una nazione nell'armonia e nel pacifico
sviluppo dei popoli da una condizione di numerosi gruppi etnici
aggregati in un unico Paese da parte delle potenze coloniali resta
presente, come ad esempio in Nigeria. Inoltre, povertà,
miseria e soprattutto l'AIDS sono problematiche concrete che hanno
intaccato una larga fascia di popolazione o la tengono in una
morsa.
Allo stesso tempo l'Africa negli ultimi 12 anni ha registrato
alcuni avvenimenti positivi anche in queste aree. Esempi sono
il graduale passaggio dall'apartheid alla democrazia nella Repubblica
del Sud Africa, i partiti di opposizione vincitori di elezioni
senza contrasti in Senegal, Ghana, Malawi e Zambia e i significativa
passi in avanti verso una maggiore democratizzazione in molte
nazioni.
3. Il ruolo della Chiesa
La Chiesa cattolica, senza alcuna pretesa di avere una missione
politica o economica, sa di dover contribuire anzitutto con la
predicazione del Vangelo a richiamare ad una conversione dei cuori,
al rispetto dei diritti dei popoli, al riconoscimento delle colpe
e alla riconciliazione, alla clemenza e all'armonia. I fedeli
laici sono aiutati a prendere coscienza nell'assumere un proprio
ruolo distinto nel portare lo spirito di Cristo nelle varie aree
della vita secolare (cf Concilio Vaticano II, Apostolicam Actuositatem,
2, 7; Gaudium et Spes, 43).
Le diocesi in Africa intraprendono concrete iniziative di solidarietà
cristiana verso i poveri e i bisognosi. Molte Conferenze Episcopali
hanno delle commissioni per la giustizia e la pace, le quali aiutano
anche nell' educare i cittadini sui loro diritti e doveri di voto.
I Vescovi, soprattutto quando riuniti in Conferenza, discutono
delle questioni nazionali con coraggio e amore. I rifugiati e
i profughi incontrano la Chiesa come una delle poche istituzioni
in grado di prendersi cura di loro e di mettere un sorriso sui
loro volti.
La discussione sui Lineamenta che oggi sta per essere effettuata,
aiuterà a mettere attentamente a fuoco i modi in cui la
Chiesa in Africa può adoperarsi per la riconciliazione,
la giustizia e la pace in questo grande continente.
TESTO IN LINGUA INGLESE
At more than twelve years since the celebration of the first Assembly
of the Synod of Bishops for Africa, the Church in Africa is taking
this first major step towards the celebration of a Second Synod
for Africa. To help us better to examine these "Lineamenta",
it may be useful to reflect briefly on signs of good news about
inner Church life in Africa, present problems and challenges on
reconciliation, justice and peace in African societies, and what
the Catholic Church in Africa has done, or can do, to help.
1. Good News about inner Church life
There are great differences in the situation of the Church in
each of the 53 countries on the African continent. Therefore generalizations
should be avoided. The following trends are notable in matters
touching the inner life of the Church in African countries.
Growth is a fact. Experts tell us that Africa is the continent
with the highest annual percentage growth for Christianity in
the world. Many more Africans get baptized each year. In some
African countries seminaries and sisters’ novitiates have
more candidates than they can conveniently accommodate. New parishes
and dioceses get created.
But Africa is not satisfied with numbers. Growth and deepening
in the faith are not forgotten. Some signs of this are the growing
number of monasteries and higher ecclesiastical institutes, the
organization of yearly retreats in parishes and mission stations
that have no resident priest, the growth of Diocesan Pastoral
and Catechetical Centres, and the many sessions organized in dioceses
to reflect on what the Post-Synodal Apostolic Exhortation, Ecclesia
in Africa, says to the Church. Several Beatification Causes are
being promoted, one of the latest being that of President Julius
Nyerere of Tanzania. In the first week of July this year there
will be a Liturgical Congress for all Africa and Madagascar organized
in Kumasi, Ghana, by the Congregation for Divine Worship and the
Disciplines of the Sacraments in collaboration with the Bishops’
Conferences of Africa.
Africans are striving to live their faith more and more. The lay
faithful are active. Priests and religious are engaging in missionary
work inside and outside Africa.
2. Problems and Challenges in Society
But the Church in Africa is not closed in on herself. She shares
the joys and hopes, problems and challenges of the wider society
in Africa.
The painful situation of violence and even war in Somalia, the
tragedy of Dafur and the yet not totally resolved situation in
the Ivory Coast, the Democratic Republic of the Congo and to some
extent in the Great lakes Region, are causes of concern.
The challenge of building up a nation in harmony and peaceful
development out of peoples from many ethnic groups put together
as a country by colonial masters remains present, as in Nigeria.
Moreover, poverty, disease and especially HIV/AIDS, are real threats
and have wiped out large numbers or crippled them.
At the same time, Africa in the past twelve years has recorded
some good news also in these areas. Examples are a smooth passage
from apartheid to democracy in the Republic of South Africa, the
opposition party winning election without tears in Senegal, Ghana,
Malawi and Zambia, and significant steps towards greater democratization
in several countries.
3. Role of the Church
The Catholic Church, without any pretence at having a political
or economic mission, knows that she has to contribute first by
preaching the Gospel to call to a conversion of hearts, respect
for the rights of other people, repentance and reconciliation,
forgiveness and harmony. The lay faithful are conscientized to
take on their own distinctive role in bringing the spirit of Christ
into the various areas of secular life (cf Vatican II: Apost.
Actuositatem, 2, 7; Gaudium et Spes, 43).
The dioceses in Africa take practical steps to show Christian
solidarity to the poor and the needy. Most Bishops’ Conferences
have Justice and Peace Commissions which also help to educate
citizens on their right and duty to vote. The Bishops, especially
when gathered in Conference, speak on national issues with courage
and love. Refugees and displaced persons, find the Church as one
of the few institutions that care for them and that can put a
smile on their faces.
A discussion of the "Lineamenta" being released today
will help to focus attention on many ways in which the Church
in Africa can serve reconciliation, justice and peace on this
vast continent.
INTERVENTO DI S.E. MONS. NIKOLA ETEROVIC
La Chiesa in Africa a servizio della Riconciliazione, della Giustizia
e della Pace
"Voi siete il sale della terra... voi siete la luce del mondo"
(Mt 5, 13.14)
Presentazione dei Lineamenta
Introduzione
La presentazione dei Lineamenta rappresenta una tappa importante
nel processo della preparazione di un’Assemblea del Sinodo
dei Vescovi. Difatti, con la pubblicazione dei Lineamenta viene
elaborato il tema dell’assise sinodale allo scopo di favorire
la discussione a tutti i livelli, in vista di una preparazione
il più possibilmente ampia dell’importante evento
ecclesiale. Il Documento dovrebbe interessare non solamente coloro
che parteciperanno direttamente ai lavori sinodali: i Padri in
rappresentanza dei Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche sui
iuris, delle Conferenze Episcopali, dei Dicasteri della Curia
Romana e dell’Unione dei Superiori Maggiori, come pure gli
Esperti in materia, gli Uditori e le Uditrici, i Delegati fraterni,
rappresentanti delle Chiese e comunità ecclesiali che non
sono in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Tramite la riflessione
intorno ai Lineamenta, tutti i fedeli sono chiamati ad offrire
il loro contributo alla preparazione dell’Assemblea del
Sinodo.
Accogliendo i consigli dell’Episcopato africano, il Santo
Padre Benedetto XVI ha approvato per la Seconda Assemblea Speciale
per l’Africa del Sinodo dei Vescovi il tema: La Chiesa in
Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della
pace. "Voi siete il sale della terra... voi siete la luce
del mondo" (Mt 5, 13.14).
Nella scelta dell’argomento e, poi, nell’elaborazione
dei Lineamenta un ruolo insostituibile ha avuto il Consiglio Speciale
per l’Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
I suoi membri furono scelti dai padri sinodali nel corso della
Prima Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi
che sul tema "La Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice
verso l’anno 2000: ‘Mi sarete testimoni’ (At
1,8) ", si è svolta dal 10 aprile all’8 maggio
1994. Dei 12 Membri, 9 furono eletti dai padri sinodali e 3 nominati
dal Santo Padre. Nel corso di 12 anni sono stati sostituiti solamente
2 Membri che, per avere raggiunto 80 anni d’età,
hanno cessato di partecipare al menzionato Consiglio. Si tratta
dell’Em.mo Card. Hyacinthe Thiandoum, Arcivescovo di Dakar
(Senegal) e dell’Em.mo Card. Armand Razafindratandra, Arcivescovo
di Antananarive (Madagascar). Il primo è stato sostituito
in rappresentanza della Conferenza Episcopale Regionale dell’Africa
dell’Ovest di lingua francese (C.E.R.A.O.) da Sua Eccellenza
Mons. Anselme Titianma Sanon, Vescovo di Bobo Dioulasso (Burkina
Faso) e, il secondo, per il Madagascar, dal suo successore nella
sede arcivescovile di Antananarive, Sua Eccellenza Mons. Odon
Marie Arsène Razanakolona.
Il Consiglio Speciale per l’Africa della Segreteria Generale
ha svolto una molteplice funzione. In un primo periodo ha preso
parte all’analisi dei consigli sinodali e all’approfondimento
del ricco materiale dell’Assemblea che è stato ordinato
e consegnato al Servo di Dio Giovanni Paolo II in vista della
redazione dell’Esortazione postsinodale Ecclesia in Africa.
In seguito, gli Em.mi Membri del Consiglio hanno seguito l’applicazione
dell’importante Documento pontificio nelle diverse regioni
del continente africano che, in qualche modo rappresentano. Pertanto,
essi sono stati assai sensibili alle esigenze pastorali delle
Chiese particolari in Africa nelle mutevoli condizioni sociali
e culturali. Di tutto veniva puntualmente informato il Santo Padre
sia direttamente dai Membri del Consiglio in occasione delle Udienze
che il Pontefice di v. m. soleva concedere, sia tramite il Segretario
Generale. Pertanto, al Vescovo di Roma era nota l’idea,
che stava maturando, di convocare la Seconda Assemblea Speciale
per l’Africa del Sinodo dei Vescovi per approfondire alcune
questioni di grande importanza ecclesiale, con spirito collegiale
e in un clima di comunione gerarchica. Tale richiesta era motivata
da un grande dinamismo della Chiesa Cattolica in Africa, continente
che ha conosciuto al contempo un promettente sviluppo sociale,
insieme con non pochi problemi antichi e nuovi che esigono un’analisi
e una presa di posizione dal punto di vista cristiano ed ecclesiale.
Annuncio della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del
Sinodo dei Vescovi
Non sorprende, dunque, che 10 anni dopo la celebrazione della
Prima Assemblea Speciale per l’Africa, il Papa Giovanni
Paolo II, ricevendo il 15 giugno 2004 i Membri del Consiglio Speciale
per l’Africa della Segreteria Generale si chiese pubblicamente,
circa l’opportunità di una nuova assise sinodale
per l’Africa: "Non sarebbe giunto il momento, come
sollecitano numerosi Pastori d’Africa, di approfondire questa
esperienza sinodale africana? L’eccezionale crescita della
Chiesa in Africa, il rapido ricambio dei Pastori, le nuove sfide
che il Continente deve affrontare esigono risposte che solo la
prosecuzione dello sforzo richiesto dalla messa in opera dell’Ecclesia
in Africa potrebbe offrire, ridando così rinnovato vigore
e rafforzata speranza a questo Continente in difficoltà".
Nel frattempo l’idea di una Seconda Assemblea Speciale per
l’Africa veniva accettata con simpatia da sempre più
numerosi Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli. Le
loro attese coincisero con l’intuito profetico del Papa
Giovanni Paolo II. Il 13 novembre 2004, ricevendo i partecipanti
al Simposio dei Vescovi d’Africa ed Europa, egli annunciò
l'intento di indire la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa
del Sinodo dei Vescovi: "Accogliendo i voti del Consiglio
post-sinodale, interprete dei desideri dei Pastori africani, colgo
l’occasione per annunciare la mia intenzione di convocare
una seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei
Vescovi. Affido questo progetto alla vostra preghiera, mentre
invito caldamente tutti a implorare dal Signore per l’amata
terra d’Africa il dono prezioso della comunione e della
pace".
Considerando tale progetto vivo ed attuale, il successore del
Papa Giovanni Paolo II, il Santo Padre Benedetto XVI, lo ha riconfermato
e al riguardo, in presenza del Consiglio Speciale per l'Africa
della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, ha comunicato
il 22 giugno 2005 la sua decisione di convocare a Roma tale assise
sinodale: "In particolare, saluto i componenti del Consiglio
Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, riuniti in
questi giorni presso la Segreteria Generale del Sinodo. Confermando
quanto aveva deciso il mio venerato Predecessore il 13 novembre
dello scorso anno, desidero annunciare la mia intenzione di convocare
la Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei
Vescovi. Nutro grande fiducia che tale Assise segni un ulteriore
impulso nel continente africano all’evangelizzazione, al
consolidamento e alla crescita della Chiesa e alla promozione
della riconciliazione e della pace".
Le parole illuminate del Santo Padre Benedetto XVI hanno rafforzato
i Vescovi nel loro lavoro di preparazione dell'Assemblea sinodale,
nella scelta del tema e nella preparazione del progetto dei Lineamenta.
Ovviamente, di tutto il processo veniva informato il Santo Padre
che conosce bene lo sviluppo promettente della Chiesa Cattolica
in Africa, come pure le sue grandi sfide, anche grazie agli incontri
con i Vescovi dei singoli Paesi, in particolare durante le Visite
ad Limina.
Indicazione di dati statistici
Prima di soffermarmi brevemente sul contenuto dei Lineamenta della
Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
mi sembra opportuno indicare alcuni dati statistici circa la Chiesa
nel continente africano, servendomi dell’Annuarium Statisticum
Ecclesiae.
I dati che riguardano la Chiesa Cattolica nel continente africano
dal 1994 al 2004, sono assai positivi. Durante tale decennio il
numero dei fedeli è cresciuto da 102.878.000 a 148.817.000,
cioè del 30,86 %. Mentre nel 1994 i cattolici formavano
il 14,6 % della popolazione africana, nel 2004 ne rappresentano
quasi il 17 %.
I Vescovi sono passati da 513 a 630, aumentando del 18,57 %.
I sacerdoti diocesani hanno avuto un aumento del 58,61 %, passando
da 12.937 a 31.259. L’aumento ha riguardato più il
clero diocesano che quello regolare che ha avuto un leggero aumento
del 5,27 % passando da 10.326 a 10.901 unità.
I diaconi permanenti sono passati da 326 al 368 che rappresenta
un aumento dell’11,29 %.
I religiosi professi non sacerdoti sono passati da 6.448 a 7.791
unità, cioè hanno avuto un aumento del 17,23 %.
Le religiose professe sono aumentate del 18,8 %, passando da 46.664
a 57.475 unità.
I candidati al sacerdozio sono aumentati del 24, 86 %, passando
da 17.125 a 22.791 unità.
I dati statistici indicano il dinamismo della Chiesa Cattolica
in Africa, che ha tutti gli indici in attivo. Ovviamente, è
cura dei Pastori assicurare che la crescita in quantità
sia accompagnata anche da una sempre maggiore maturazione umana,
culturale e spirituale del personale impegnato nella pastorale.
La prossima assise sinodale sarà un modo di verifica e
di incoraggiamento in tale esigente, ma necessario cammino della
Chiesa in terra africana.
Per molti Pastori si tratterà della prima partecipazione
ad una Assemblea Speciale, dato che circa il 70 % degli attuali
Vescovi non ha preso parte alla Prima Assemblea Speciale per l’Africa
del Sinodo dei Vescovi.
Contenuto dei Lineamenta
Come auspicato dal Santo Padre Benedetto XVI, la prossima Assemblea
Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi affronterà
i grandi temi della riconciliazione, della giustizia e della pace
nel contesto globale dell'evangelizzazione del continente africano.
Il tema della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa indica chiaramente
che la riflessione sinodale si situa sulla scia dell'Esortazione
Apostolica postsinodale Ecclesia in Africa, documento di fondamentale
importanza per la Chiesa Cattolica in Africa, che pubblicato il
14 settembre 1995 a Yaoundé, Camerun, raccoglie i risultati
della Prima Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi.
Tale scelta é stata fatta deliberatamente per una duplice
finalità. In preparazione alla Seconda Assemblea Speciale
per l'Africa del Sinodo dei Vescovi occorre verificare quali aspetti
positivi ecclesiali e sociali sono stati realizzati in seguito
alla menzionata Esortazione Apostolica postsinodale. I membri
del Popolo di Dio, sotto la guida dei rispettivi Pastori, saranno
pure invitati a individuare altri temi che tuttora aspettano un'adeguata
messa in pratica. Infine, tutti potranno riflettere su alcune
questioni, già presenti alla Prima Assemblea Speciale per
l'Africa del Sinodo dei Vescovi, ma che, alla luce dell'ulteriore
sviluppo ecclesiale e sociale, occorre approfondire in un ambiente
sinodale.
I Lineamenta hanno cinque capitoli, preceduti da una Prefazione
e da una Introduzione.
Nel I Capitolo, che ha per tema: L'Africa all'alba del XXI secolo,
viene descritta brevemente la situazione sociale, economica, politica,
culturale e religiosa nel continente in seguito alla promulgazione
dell'Esortazione Apostolica postsinodale Ecclesia in Africa, individuando
gli aspetti positivi come pure quelli negativi nel corso dell'ultimo
decennio. In tale contesto, viene esaminato anche il ruolo delle
religioni e, in particolare, il rapporto tra il cristianesimo
e l'islam, tema assai attuale e che trascende i confini dell'Africa.
Purtroppo, esistono problemi anche concernenti il dialogo ecumenico
con le chiese e comunità ecclesiali che non sono in piena
comunione con la Chiesa Cattolica. La cultura di fondo, caratterizzata
dalla religione tradizionale africana, rappresenta un ambiente
favorevole per il dialogo ecumenico ed interreligioso.
Il Capitolo II intitolato: Gesù Cristo, Parola e Pane di
Vita, Nostro Riconciliatore, Nostra Giustizia e Nostra Pace, è
di fondamentale importanza. Difatti, anche nell'attuale situazione
promettente ma non priva di gravi preoccupazioni, il Signore Gesù
Cristo si presenta come il Salvatore anche dell'uomo africano,
come la sorgente della Buona Notizia che illumina la complessa
realtà africana e che orienta la Chiesa sul cammino della
Riconciliazione, della Pace e della Giustizia.
Il III Capitolo tratta dell'argomento: La Chiesa, Sacramento di
Riconciliazione, di Giustizia e di Pace in Africa. Il Signore
Gesù ha fondato la Chiesa, Famiglia di Dio, affinché
continui la sua opera di salvezza nel mondo, lungo la storia umana.
Nella sua opera di evangelizzazione, la Chiesa, pertanto, diventa
segno e strumento della Riconciliazione, della Giustizia e della
Pace. In tale opera, di grande importanza è la Dottrina
sociale della Chiesa da applicare alla realtà africana.
In un continente lacerato da guerre, con numerose situazioni che
si potrebbero definire né di guerra né di pace,
la Chiesa è chiamata a svolgere il ruolo profetico della
riconciliazione, seguendo il suo Divino Maestro "che ha fatto
dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che
era frammezzo, cioè l'inimicizia" (Ef 2, 14). In non
pochi Paesi solamente la Chiesa Cattolica ha l'autorità
morale per svolgere tale opera a beneficio di tutta la società.
Il IV Capitolo é intitolato: La testimonianza di una Chiesa
che riflette la luce di Cristo sul mondo. L'annuncio di salvezza
che libera l'uomo in ogni sua dimensione: spirituale, morale,
culturale, sociale ed economica, spetta a tutti i membri della
Chiesa Famiglia di Dio: Vescovi, sacerdoti, persone consacrate,
laici, come pure sulle istituzioni ecclesiali, specialmente, le
Conferenze Episcopali e le rispettive Commissioni Iustitia et
Pax. Per cambiare le situazioni sociali e politiche in vari Paesi,
diventa sempre più urgente l'educazione del laicato cattolico.
Si tratta di cattolici adulti che nella loro attività pubblica
saranno guidati da principi cristiani di servizio, preoccupandosi
della promozione del bene comune, tra cui un posto importante
occupa la cultura della vita, la lotta alla corruzione, lo sviluppo
integrale, spirituale e materiale, per tutti i cittadini, ecc.
Tra gli aspetti che richiedono una particolare attenzione occorre
segnalare il nesso tra la riconciliazione e il perdono, presupposti
della pace sociale che, poi, crea condizioni propizie per una
stima ed accettazione reciproca, incluse le minoranze. In tale
modo si creano condizioni per una maggiore giustizia tra tutti
i cittadini di ogni Paese. Nel Documento, per esempio, si ribadisce
la condanna dei traffici indiscriminati di armi, in genere vendute
dai Paesi ricchi, che, poi, vengono adoperate in guerre fratricide
dai Paesi africani poveri che spendono in modo irresponsabile
le poche risorse economiche che dovrebbero essere destinate alla
promozione del benessere dei propri cittadini.
Il V Capitolo ha per tema: Le risorse spirituali per la promozione
della Riconciliazione, della Giustizia e della Pace in Africa.
Per poter svolgere tale importane missione, tutti i membri della
Chiesa: Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e laici, sono chiamati
ad essere il sale della terra e la luce del mondo (cfr. Mt 5,
13.14), impegnandosi nell' urgente opera della nuova evangelizzazione.
Essi devono annunciare il Vangelo a parole e con l'esempio della
propria vita. La fonte di tale spiritualità si trova nella
vita liturgica, soprattutto nella celebrazione della Santa Messa,
nell'adorazione dell'Eucaristia, in altre forme di preghiera della
Chiesa.
La Chiesa, Famiglia di Dio, sacramento di salvezza, animata dallo
Spirito Santo, ha delle risorse per poter cambiare la faccia della
terra in un'Africa riconciliata, le cui popolazioni vivano in
pace, incamminate verso il progresso equilibrato e il raggiungimento
di una maggiore giustizia sociale.
Alla fine dei Lineamenta si trova un Questionario con 32 domande,
divise secondo i rispettivi Capitoli. Il Questionario serve a
facilitare la riflessione e la discussione a livello di comunità,
di parrocchie, di decanati, diocesi, Conferenze Episcopali, in
vista di informazioni aggiornate e proposte concrete che saranno
approfondite in occasione dell'assemblea sinodale. Al riguardo,
è stato accolto il desiderio dei Vescovi di aver sufficiente
tempo, circa 2 anni, per la diffusione del documento, che occorrerà
tradurre anche in alcune lingue locali, e per la discussione del
suo contenuto. Pertanto, le risposte al Questionario dei 2 Sinodi
delle Chiese Orientali Cattoliche (Patriarcato di Alessandria
dei Copti, Egitto, e Consiglio della Chiesa Etiopica, Etiopia),
e delle 32 Conferenze Episcopali del continente africano dovranno
pervenire entro il mese di novembre dell'anno 2008. Come in altre
occasioni, la Segreteria Generale con l'aiuto del Consiglio Speciale
per l'Africa, cercherà di redigere il testo dell'Instrumentum
laboris che sarà il Documento di lavoro della Seconda Assemblea
Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi.
A suo tempo, il Santo Padre indirà ufficialmente la data
della celebrazione della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa
del Sinodo dei Vescovi, dopo avere preso atto di un'adeguata preparazione.
Come ogni assemblea sinodale, anche la Seconda Assemblea Speciale
per l'Africa del Sinodo dei Vescovi non mancherà di arricchire
la Chiesa Cattolica, rappresentata dal Vescovo di Roma e dai suoi
collaboratori della Curia Romana, come pure le Chiese particolari
dell'Africa in uno scambio dei doni spirituali ed ecclesiali.
Si tratterà di un' opera di Dio tramite i rappresentanti
dell'episcopato africano che, riunito intorno al Vescovo di Roma,
Pastore universale della Chiesa, saranno attenti a ciò
che lo Spirito dice alle Chiese in Africa (cfr. Ap 2,7), in questo
inizio del Terzo millennio del cristianesimo. Non vi é
dubbio che le riflessioni saranno di grande importanza per il
presente e il futuro della Chiesa Cattolica in Africa e della
sua attività pastorale nella funzione di lievito di una
società più riconciliata, più giusta e pacifica.
Osservazioni conclusive
Per situarsi meglio nella realtà dell’Africa attuale,
potrebbe essere utile indicare alcuni eventi, rilevati nei Lineamenta,
che in modo positivo o negativo hanno segnato la realtà
africana dal 1994 al 2006 e che hanno avuto influssi anche sull’attività
pastorale della Chiesa.
1) Tra gli aspetti positivi occorre sottolineare il grande dinamismo
della Chiesa Cattolica in Africa espresso dal punto di vista sociologico
nei sopra indicati dati statistici. Tale dimensione visibile,
strutturale, è indice di una maturazione progressiva all’interno
della Chiesa nonostante varie difficoltà di crescita. Uno
degli aspetti significativi di tale vivacità d’evangelizzazione
è l’aspetto missionario. Dalle Chiese particolari
vengono inviati in numero crescente migliori figli e figlie ad
annunciare la Buona Notizia in altre regioni del continente e,
sempre di più, in diverse Diocesi nel mondo intero ove
la loro attività è richiesta.
La Chiesa Cattolica continua a dare la priorità all’evangelizzazione
annunciando la Buona Notizia ai vicini ed ai lontani con le celebrazioni
liturgiche, la catechesi, il catecumenato, tramite i mezzi di
comunicazione sociale e, specialmente, con l’esempio della
vita cristiana. La proclamazione del Vangelo viene accompagnata
da significative iniziative nel campo della promozione sociale.
La Chiesa in tutto il continente rimane un’istituzione che
funziona e che, pertanto, diventa un punto di riferimento non
solamente religioso, bensì anche sociale. Essa è
assai impegnata nella promozione dei diritti umani, della pace,
della riconciliazione, della giustizia a livello locale, regionale
e continentale.
2) Rimangono, però, non pochi problemi che già l'Ecclesia
in Africa indicava con le seguenti parole: "la denutrizione,
il deterioramento generalizzato della qualità della vita,
l'insufficienza dei mezzi per la formazione dei giovani, la carenza
dei servizi sanitari e sociali elementari, con la conseguente
persistenza di malattie endemiche, la diffusione del terribile
flagello dell'AIDS, il gravoso e talora insopportabile peso del
debito internazionale, l'orrore delle guerre fratricide alimentate
da un traffico d'armi senza scrupoli, lo spettacolo vergognoso
e miserando dei profughi e dei rifugiati" (N. 114).
Purtroppo, alcuni dei problemi elencati non solamente non sono
stati risolti, bensì si sono aggravati ulteriormente. In
un mondo caratterizzato da un processo di globalizzazione sembra
che il continente africano diventi sempre più lasciato
da parte. Si sta compiendo una nuova specie di sfruttamento delle
sue ricche risorse naturali, mentre la maggioranza della popolazione
vive al di sotto dell'indice di povertà. Come in altre
parti del mondo, si assiste inoltre ad un' imposizione, perlopiù
indiretta, di una cultura estranea ai valori tradizionali africani.
Dal punto di vista economico, negli ultimi anni la situazione
dei Paesi più poveri dell'Africa è in genere degradata,
nonostante il fatto che il debito internazionale di varie Nazioni
sia stato ridotto o addirittura cancellato.
Vi sono altri indici preoccupanti in Africa per quanto riguarda
l'accesso ai beni di prima necessità. Per esempio, l'accesso
generalizzato all'acqua potabile diventa sempre più difficile,
aggravato negli ultimi mesi da una prolungata siccità in
alcune zone. La percentuale di morte infantile sta aumentando;
continua la lotta contro il diffondersi dell'AIDS. La Chiesa Cattolica,
con le sue istituzioni, è in prima linea per affrontare
tali difficoltà con l'educazione della popolazione e con
le sue istituzioni: ospedali, dispensari, lebbrosari, case d'accoglienza
per i malati terminali, orfanotrofi, ecc.
3) La convocazione della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa
del Sinodo dei Vescovi ha principalmente motivazioni pastorali
e si inserisce nella nuova evangelizzazione che la Chiesa propone
a tutti gli uomini e, dunque, anche a coloro che vivono nel grande
continente africano.
La preparazione e la celebrazione dell'importante evento ecclesiale
dovrebbe aiutare i Pastori delle Chiese particolari a conoscere
ancora meglio la complessa realtà africana e a presentarla
in modo adeguato alle Chiese in altri continenti, anzi alla comunità
internazionale. Purtroppo, l'Africa e l'attività della
Chiesa Cattolica in tale continente sono poco presenti nei grandi
mezzi di comunicazione sociale. Si spera che l'iter dell'assise
sinodale favorirà una migliore conoscenza della realtà
africana a livello della Chiesa universale e, in genere, della
comunità internazionale in vista di una più attiva
collaborazione nella promozione di progetti concreti in favore
dell'uomo e della società nei rispettivi Paesi.
4) È da sperare che la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa
del Sinodo dei Vescovi sarà un'occasione provvidenziale
per la Chiesa Cattolica, che pellegrina in Africa, per irrobustire
ancora di più la sua opera evangelizzatrice. Vi sono tanti
doni di grazia che le Chiese particolari dell'Africa devono condividere
per rafforzarsi reciprocamente nella fede, nella speranza e nella
carità. Animata dallo Spirito Santo, dono del Signore Gesù
risorto, la Chiesa Cattolica sarà in grado di offrire un
prezioso contributo a vincere le grandi sfide del momento presente
per la società africana o perlomeno di ridurne gli aspetti
negativi.
Radunati intorno al Vescovo di Roma, i Vescovi offriranno a tutta
la Chiesa la gioia di un cristianesimo vivace e dinamico, in piena
espansione, in grado di trasformare le rispettive culture e, dunque,
di diventare il lievito (cfr. Lc 13, 21) per fermentare la nascita
di una nuova società rispettosa del fatto religioso e portatrice
di grandi valori umani. Da parte sua, il Santo Padre non mancherà
di confermare nella fede i Padri sinodali (cfr. Lc 22, 32) rappresentanti
dell'episcopato africano, che a loro volta trasmetteranno ai fedeli
delle rispettive Diocesi l'esperienza vitale dell'unica fede cristiana
nella molteplicità delle sue espressioni: "un solo
Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre"
(cfr. Ef 4, 5). La partecipazione ai lavori sinodali del Romano
Pontefice, Presidente del Sinodo dei Vescovi, è garanzia
dell'unità nella carità della Chiesa universale,
che si rallegra di ricevere dalle Chiese particolari e di offrire
ad esse i doni della fede, della speranza e della carità
nelle loro molteplici espressioni.
Seguendo il testo dei Lineamenta, affidiamo all’intercessione
alla Beata Vergine Maria, Regina della Pace e Nostra Signora d’Africa,
la preparazione e la celebrazione della Seconda Assemblea Speciale
per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, affinché apporti
abbondanti frutti per i membri della Chiesa Cattolica, come pure
per i fedeli di altre religioni e, in genere, per gli uomini di
buona volontà impegnati nella promozione della Riconciliazione,
della Giustizia e della Pace.
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