L'OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II NELLA
BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
1. "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò
il suo Figlio, nato da donna" (Gal 4, 4).
Ieri sera ci siamo soffermati a meditare sul significato di queste
parole di Paolo, tratte dalla Lettera ai Galati, e ci siamo domandati
in che cosa consista la "pienezza del tempo", di cui
egli parla, rispetto ai processi che segnano il cammino dell'uomo
lungo la storia. Il momento che stiamo vivendo è quanto
mai denso di significato: a mezzanotte il 1999 è entrato
nel passato, ha ceduto il passo ad un nuovo anno. Eccoci ora da
poche ore nell'anno Duemila!
Che cosa significa questo per noi? Si comincia a scrivere un'altra
pagina della storia. Ieri sera abbiamo volto lo sguardo al passato,
a come era il mondo quando iniziava il secondo millennio. Quest'oggi,
iniziando l'anno Duemila, non possiamo non interrogarci sul futuro:
quale direzione prenderà la grande famiglia umana in questa
nuova tappa della propria storia?
2. Tenendo conto di un nuovo anno che prende il via, l'odierna
liturgia formula a tutti gli uomini di buona volontà gli
auguri con le seguenti parole: "Il Signore rivolga su di
te il suo volto e ti conceda pace" (Nm 6, 26).
Il Signore ti conceda pace! Ecco il voto augurale che la Chiesa
porge all'intera umanità, nel primo giorno del nuovo anno,
giorno consacrato alla celebrazione della Giornata Mondiale della
Pace. Nel Messaggio per questa Giornata, ho ricordato alcune condizioni
ed urgenze, per consolidare sul piano internazionale il cammino
della pace. Un cammino purtroppo sempre minacciato, come ci ricordano
gli eventi dolorosi che hanno segnato a più riprese la
storia del ventesimo secolo. Per questo dobbiamo più che
mai augurarci la pace nel nome di Dio: il Signore ti conceda pace!
Penso in questo momento all'incontro di preghiera per la pace,
che, nell'ottobre del 1986, vide riuniti ad Assisi rappresentanti
delle principali religioni del mondo. Eravamo ancora nel periodo
della cosiddetta "guerra fredda": riuniti insieme, pregammo
per scongiurare la grave minaccia di un conflitto che sembrava
incombere sull'umanità. Demmo, in certo senso, voce alla
preghiera di tutti, e Dio accolse la supplica che si levava dai
suoi figli. Se pur abbiamo dovuto registrare lo scoppio di pericolosi
conflitti locali e regionali, ci è stato tuttavia risparmiato
il grande conflitto mondiale che s'annunciava all'orizzonte. Ecco
perché, con più grande consapevolezza, nel varcare
la soglia del nuovo secolo, ci rivolgiamo l'un l'altro l'augurio
di pace: il Signore rivolga su di te il suo volto.
Anno Duemila che ci vieni incontro, Cristo ti conceda la pace!
3. "La pienezza del tempo"! San Paolo afferma che questa
"pienezza" si è realizzata quando Dio "mandò
il suo Figlio, nato da donna" (Gal 4,4). Ad otto giorni dal
Natale, quest'oggi, primo giorno dell'anno nuovo, facciamo memoria
in modo speciale della "Donna" di cui parla l'Apostolo,
la Madre di Dio. Dando alla luce il Figlio eterno del Padre, Maria
ha contribuito al raggiungimento della pienezza del tempo; ha
contribuito in modo singolare a far sì che il tempo umano
raggiungesse la misura della sua pienezza nell'Incarnazione del
Verbo.
In questo giorno così significativo, ho avuto la gioia
di aprire la Porta Santa in questa veneranda Basilica Liberiana,
la prima in Occidente dedicata alla Vergine Madre di Cristo. Ad
una settimana dal solenne rito svoltosi nella Basilica di San
Pietro, oggi è come se le comunità ecclesiali d'ogni
Nazione e Continente si raccogliessero idealmente qui, sotto lo
sguardo della Madre, per varcare la soglia della Porta Santa che
è Cristo.
E', in effetti, a Lei, Madre di Cristo e della Chiesa, che vogliamo
affidare l'Anno Santo appena iniziato, perché protegga
ed incoraggi il cammino di quanti si fanno pellegrini in questo
tempo di grazia e di misericordia (cfr Incarnationis mysterium,
14).
4. La Liturgia dell'odierna solennità ha un carattere profondamente
mariano, anche se nei testi biblici ciò si manifesta in
modo piuttosto sobrio. Il brano dell'evangelista Luca quasi riassume
quanto abbiamo ascoltato nella notte di Natale. Vi si narra che
i pastori si recarono verso Betlemme e trovarono Maria e Giuseppe
e il bambino nella mangiatoia. Dopo averlo visto, riferirono ciò
che di Lui era stato detto loro. E tutti si stupirono del racconto
dei pastori. "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose
meditandole nel suo cuore" (2,19).
Vale la pena di soffermarsi su questa frase che esprime un aspetto
mirabile della maternità di Maria. L'intero anno liturgico,
in un certo senso, cammina sulle orme di questa maternità,
a cominciare dalla festa dell'Annunciazione, il 25 marzo, esattamente
nove mesi prima del Natale. Il giorno dell'Annunciazione, Maria
udì le parole dell'angelo: "Ecco, concepirai un figlio,
lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù... Lo Spirito Santo
scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la
potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque
santo e chiamato Figlio di Dio" (Lc 1, 31-33.35). E rispose:
"Avvenga di me quello che hai detto" (ivi 1, 38).
Maria concepì per opera dello Spirito Santo. Come ogni
madre, portò in grembo quel Figlio, di cui soltanto Lei
sapeva che era il Figlio unigenito di Dio. Lo diede alla luce
nella notte di Betlemme. Ebbe inizio così la vita terrena
del Figlio di Dio e la sua missione di salvezza nella storia del
mondo.
5. "Maria... serbava tutte queste cose meditandole nel suo
cuore".
Come meravigliarsi che la Madre di Dio ricordasse tutto questo
in modo singolare ed anzi unico? Ogni madre possiede una simile
consapevolezza dell'inizio di una nuova vita in lei. La storia
di ogni uomo è scritta innanzitutto nel cuore della propria
madre. Non stupisce che la stessa cosa si sia verificata per la
vicenda terrena del Figlio di Dio.
"Maria... serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore".
Quest'oggi, primo giorno dell'anno nuovo, alla soglia di un nuovo
anno di questo nuovo millennio, la Chiesa si richiama a quest'interiore
esperienza della Madre di Dio. Lo fa non soltanto ripensando agli
eventi di Betlemme, di Nazaret e di Gerusalemme, alle varie tappe
cioè dell'esistenza terrena del Redentore, ma anche considerando
tutto ciò che la sua vita, la sua morte e la sua risurrezione
hanno suscitato nella storia dell'uomo.
Maria fu presente con gli Apostoli il giorno della Pentecoste;
partecipò direttamente alla nascita della Chiesa. Da allora
la sua maternità accompagna la storia dell'umanità
redenta, il cammino della grande famiglia umana, destinataria
dell'opera della Redenzione.
All'inizio dell'anno Duemila, mentre avanziamo nel tempo giubilare,
confidiamo in questo tuo "ricordo" materno, o Maria!
Ci poniamo su questo singolare percorso della storia della salvezza,
che si mantiene vivo nel tuo cuore di Madre di Dio. Affidiamo
a Te i giorni del nuovo anno, il futuro della Chiesa, il futuro
dell'umanità, il futuro dell'universo intero.
Maria, Madre di Dio, Regina della Pace, veglia su di noi.
Maria, Salus Popoli Romani, prega per noi.
Amen!
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