Nel mondo della globalizzazione, un termine ormai
entrato nel nostro parlare quotidiano, abbiamo imparato a distinguere
gli aspetti positivi da quelli negativi. Tra i primi, possiamo
annoverare un tipo di globalizzazione che oggi si sta facendo
strada, quello della solidarietà.
Protagonisti di questo fenomeno culturale, sociale e religioso,
sono i volontari, persone (uomini e donne) che decidono di dedicare
parte della propria vita, del proprio tempo e della propria professionalità
a quella parte della società più dimenticata e abbandonata
(i poveri, i malati, i vecchi, le donne, i bambini).
Su questo, vero e proprio “fronte di guerra” non violenta
contro le ingiustizie e disuguaglianze, i Camilliani sono schierati
con molte forze fin dai tempi del loro Fondatore, San Camillo
de Lellis, divenuto apostolo della carità fra i poveri
ed i malati.
Fin da allora, 400 anni fa, l’Ordine Camilliano ha sempre
promosso numerose azioni di volontariato, in particolare per far
fronte ad epidemie, conflitti bellici ed emergenze varie.
Con l’apertura delle missioni, che l’Ordine iniziò
ufficialmente a metà del XX° secolo, si è dato
spazio a nuove forme di collaborazione che hanno stimolato la
partecipazione di numerose forze del mondo laicale.
Con particolare riferimento agli ultimi decenni, i camilliani
hanno dato vita a numerose iniziative e centri d’assistenza
in favore delle nuove povertà, quali: il sostegno e la
cura ai malati d’AIDS, ai tossicodipendenti, ai poveri,
agli anziani soli e a tutte le fasce sociali vulnerabili. Così,
in Italia, p.e., sono nate le diverse “Tende di Cristo”
per i tossicodipendenti, le “Case d’accoglienza”
per sieropositivi e malati d’Aids, i “rifugi”
per i senzatetto, i “centri” di riabilitazione e cura
per disabili, e numerose attività per la prevenzione delle
dipendenze e delle malattie. Tutte queste opere hanno ricevuto
il prezioso contributo dei volontari laici.
I volontari per e nelle missioni Camilliane
Il lavoro dei volontari nelle iniziative missionarie
si svolge a diversi livelli. In Italia, per esempio, ci sono,
infatti, gruppi di volontari che collaborano con i nostri Segretariati
Missionari nel reperire/produrre materiale di vario tipo per la
preparazione di containers da inviare nelle missioni; altri invece
offrono la loro collaborazione nelle missioni e operano assieme
ai missionari nelle varie istituzioni e attività per disabili,
anziani, sieropositivi, orfani, bambini ecc. e nell’assistenza
domiciliare dei malati poveri e bisognosi, rimanendovi per periodi
più o meno lunghi.
- L’Ordine Camilliano e le sue strutture di attività:
L’Ordine Camilliano attualmente conta su:
• Religiosi: 1200 che operano in 15 Province
• E’ presente in 35 Paesi dei cinque continenti
• Opera in 25 paesi di missione “Ad Gentes”
• Ha inviato 150 missionari stranieri nelle varie missioni
• Numero di strutture: 40 ospedali, 30 ambulatori, 30 case
di riposo per anziani, 8 centri per cura, assistenza e accompagnamento
terminale dei malati d’AIDS, 5 lebbrosari, 26 centri nutrizionali.
60 cappellanie, 16 centri di pastorale sanitaria, 2 università
della salute.
Dati significativi sul volontariato:
- Numero di volontari: negli ultimi 10 anni, sono stati
oltre 300 volontari laici che hanno lavorato per periodi più
o meno lunghi nelle missioni portando un contributo prezioso e
significativo. Di essi, 220 erano donne e 80 uomini.
- Periodo di permanenza: il 70% è rimasto meno di un mese,
il 20% per alcuni mesi e il 10% per un anno e più.
- Paesi di provenienza: Italia, Stati Uniti, Spagna, Germania,
Olanda Francia, Canada.
- Luoghi di Missione che li hanno accolti: Kenya (140), Tailandia
(45), Burkina Faso (30), Perù (23), Haiti (20) Filippine
(20), Armenia (12), Georgia (8).
- Settori di attività nei quali i volontari hanno operato
e collaborato sono stati:
* campo medico-sanitaria con medici, dentisti, infermieri ed operatori
sanitari;
* iniziative sociali con tecnici e lavoratori di edilizia per
progetti agricoli, perforazione di pozzi, costruzioni di case
di accoglienza e abitazioni, organizzazione di cooperative comunitarie;
* educazione con la costruzione di asili, centri nutrizionali,
scuole.
È importante segnalare che gran parte dei volontari, dopo
il rientro in Italia, sono divenuti ottimi strumenti di animazione
missionaria, più sensibili alla causa della evangelizzazione
e impegnati nel mondo della solidarietà.
- Programma futuro
Circa un programma futuro della nostra collaborazione
con il volontariato laico, ci si propone di dare più importanza
e attenzione alla scelta, alla formazione e alla preparazione
dei volontari che desiderano fare esperienze missionarie ed essere
strumenti efficienti di annuncio e di evangelizzazione.
Per questo, ci si propone di organizzare corsi speciali di formazione
umana e cristiana sul valore e l’importanza del mandato
evangelico dell’annuncio e corsi di informazione sul Fondatore,
sul carisma Camilliano, le attività delle Missioni Camilliane,
sul paese di missione per favorire l’inculturazione. In
questo modo, ogni volontario che desidererà recarsi in
missione, potrà essere a conoscenza del lavoro pastorale,
sociale e sanitario dell’Istituto ed divenire così
un promotore più autentico ed efficace di solidarietà
e di cooperazione tra i popoli. |