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Le grandi religioni >> Conosciamole >> Religioni Tradizionali
Introduzione

di VITO DEL PREITE

Le religioni tradizionali sono state per lungo tempo disprezzate come "religioni di primitivi", vissute da uomini e donne superstiziosi, senza Dio, senza leggi etiche, in fondo senza cultura e senza alcuna concezione di vita. A questo giudizio ha contribuito il fatto che queste religioni non avevano un supporto scritturistico, nel senso di possedere un vero e proprio Libro Sacro, perché praticate da popoli senza scrittura. Ma ciò che ha aggravato tale giudizio è stata la pretesa superiorità dei popoli vincitori, che di volta in volta hanno imposto la propria religione e le proprie culture, giudicando rozze, primitive, quelle dei popoli sconfitti.
E questo è accaduto un po' ovunque. In Asia, con l'affermarsi dell'Induismo, del Buddhismo e dell'Islam, le religioni tradizionali o cosmiche vennero disprezzate e demolite, permettendone e confinandone la pratica ai tribali. In Africa, con l'avvento dell'Islam, della schiavitù e della colonizzazione europea, furono giudicate primitive e selvagge tutte le culture e le religioni indigene.
Con lo sviluppo tecnologico di questi ultimi secoli si è affermata la convinzione (che permane fino ad oggi in molte persone) che sacralità, riti e credenze delle religioni tradizionali costituiscano un ostacolo al progresso dei popoli che ancora le praticano. Fortunatamente uno studio più scientifico delle religioni tradizionali, appoggiato soprattutto dall'antropologia culturale e religiosa, ha reso giustizia a quel mondo, finora guardato con occhi di compassione e talvolta di disprezzo culturale.

UNA CHIARIFICAZIONE DOVUTA
Le religioni tradizionali non vanno confuse con le derivazioni o degradazioni delle stesse. Non possiamo indiscriminatamente denominarle e confonderle con l'animismo, la magia, il totemismo, il manismo, che sono forme degradate di religiosità, giunte fino ai nostri giorni, non solo tra i popoli senza scrittura dell'Africa, dell'Australia e dell'Oceania, ma anche nel nostro Occidente.
Le religioni tradizionali o cosmiche semplicemente usano un altro linguaggio. Esse offrono una visione integrata e armonica dell'universo e dell'umanità, sotto la benevole dipendenza e generosità di un Essere Supremo. Gli esseri umani hanno coscienza di essere inseriti in un mondo che manifesta la potenza creatrice e generatrice dell'Essere Supremo, della divinità, per cui tutto ciò che esiste è sacro, è manifestazione, simbolo, espressione della sua bontà e della sua provvidenza.
Queste religioni non hanno operato la distinzione e la separazione netta tra sacro e profano, come è accaduto specialmente nella cultura occidentale. Si servono però delle realtà terrestri per esprimere i loro sentimenti religiosi e il culto all'Essere Supremo.

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