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IL SAMSHARA (CICLO DI RINASCITA)

Il Bhagavad gita insegna tre vie (yoga) per raggiungere la liberazione, intesa come un ritorno dell'anima all'assoluto: la via delle opere o azione (karma-yoga), la via dell'amore (bhakti-yoga), e la via della conoscenza (jnanayoga).

  • La via delle opere (karma-yoga) si basa sull'esercizio dell'azione attraverso la quale ci si reintegra nella Realtà suprema: si tratta in sostanza dell'osservazione fedele dei doveri, della legge divina e sociale, della pratica dei modelli di condotta specifici di ognuno secondo la propria responsabilità. È fortemente caratterizzata da un punto di vista etico: l'uomo buono tornerà a vivere in un'esistenza felice, il malvagio in un'esistenza infelice. È basata sull'auto-giustificazione delle caste sociali, anche se nello stesso tempo viene prospettata la speranza di un miglioramento del destino nell'esistenza futura (reincarnazione) per coloro che sembrano destinati a restare nella casta di nascita e ne soffrono. Nel compiere il proprio dovere, l'uomo non deve legarsi ad alcun risultato delle proprie azioni, siano esse buone o cattive, poiché altrimenti si produce il karma che impedisce la liberazione dal ciclo del samsara e la conseguente reincarnazione.
  • La via della bhakti ("devozione", "amore", letteralmente "partecipazione") consiste nel raggiungere l'unione intima con Dio per mezzo della devozione fedele e della fiducia, sottomissione e servizio verso la benevolenza del salvatore. Nel Bhagavad Gita è fortemente accentuata la presenza della misericordia divina che rende l'uomo partecipe del suo immenso amore nella reciprocità del dare e del ricevere, cioè in un rapporto amoroso tra Dio e l'anima.
  • La via della conoscenza (jnana-yoga) è la via più prestigiosa e diretta per la conoscenza di Dio. È stata elaborata nelle Upanisad e propagata dalle scuole del Vedanta. Si basa sulla retta conoscenza del rapporto tra corpo, anima e purusa (Sé divino), il vero Atman. La salvezza si raggiunge con la conoscenza giusta che distingue l'anima pura (l'Atman) dal corpo materiale che è realtà precaria, relativa e transitoria, separandola dalla conoscenza superficiale, condizionata dal tempo, dallo spazio e dalla legge di Causa ed Effetto. In questo contesto assume un ruolo importante il guru (letteralmente la parola significa "profondo"), un maestro sapiente come guida religiosa.
    Per l'indù scegliere un guru sapiente è molto importante per quanto concerne la ricerca della via di salvezza e l'unione con l'Assoluto.
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