LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER L'ECUMENISMO
E IL DIALOGO ALCUNI MESI FA HA TENUTO IL CONVEGNO ANNUALE DEI
DELEGATI DIOCESANI E DEI RESPONSABILI DELLE ASSOCIAZIONI E GRUPPI
ECUMENICI SUL TEMA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Riportiamo alcuni brani dell'intervento di Mons. Giuseppe Chiaretti,
presidente della Commissione episcopale, e alcune interessanti
esperienze di dialogo.
Per i cristiani cattolici, il difficile e rischioso cammino di
avvicinamento tra le religioni realizza oggi il compito proprio
della Chiesa, così come la Chiesa stessa lo ha definito
parlando di sé in apertura della Lumen Gentium: essere
segno e strumento per tutti gli uomini dell'intima unione con
Dio e dell'unità del genere umano. Tale unità e
tale unione sono già adombrate nella Chiesa ad opera di
Gesù e sono continuamente promosse dalla Chiesa con l'annuncio
della parola che salva. C'è infatti da conseguire la meta
stabilita dal Creatore per tutti gli uomini e cioè realizzare
gradatamente, prima nel tempo e poi nel Regno, la pienezza dell'agape
e cioè l'unità d'amore della famiglia umana che
è propria del mistero trinitario
Lungo questa direzione
bisogna "orientare", per così dire, le diverse
religioni con l'annuncio della novità cristiana che non
contraddice in nessun modo i semina verbi e cioè tutto
ciò che è buono, vero, utile, ovunque si trovi.
È l'annuncio di quel Cristo che è nella Chiesa ma
non è solo della Chiesa perché è di tutti
e può inverare ogni proposta religiosa, perfezionandola
e arricchendola. È questo il compito faticoso ma necessario
del dialogo interreligioso oggi, con la prospettiva: "Ora
si compie il disegno del Padre: fare di Cristo il cuore del mondo".
+ Giuseppe Chiaretti
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