Uccisi nell’anno 2004
10 sacerdoti
1 religioso
1 religiosa
3 laici.
Paesi di origine
Europa: 7 (2 Italia, 1 Irlanda, 1 Inghilterra, 1 Francia, 1 Spagna,
1 Bosnia Erz.)
America: 3 (2 Messico, 1 Guatemala)
Asia: 4 (3 Pakistan, 1 India).
Africa: 1 (Burundi)
Luoghi della morte
America: 4 (2 Messico,1 Guatemala, 1 Cile)
Africa: 6 (1 Uganda, 1 Burundi, 1 Sudafrica, 1 Kenya, 1 Ciad,
1 Burkina Faso)
Asia: 4 (1 India, 3 Pakistan)
Europa: 1 (Bosnia Erzegovina).
Fratel Ignacio Garcia Alonso, dell’Istituto
dei Fratelli delle Scuole Cristiane, è stato ucciso a colpi
di machete nel suo ufficio di Direttore del Collegio che i Fratelli
delle Scuole Cristiane hanno a Bobo Dioulasso, in Burkina Faso,
da una o più persone, che sono fuggite senza lasciare traccia.
Il grave episodio è avvenuto il 6 febbraio. Il religioso,
63 anni, era di nazionalità spagnola. Aveva trascorso più
di 40 anni come missionario in Marocco, Niger e soprattutto Burkina
Faso. (vedi
Fides 10/2/2004>> )
Padre Luciano Fulvi, missionario Comboniano,
italiano, 76 anni, rinvenuto la mattina del 31 marzo nella sua
camera nella missione di Layibi, alla periferia di Gulu (Uganda),
in una pozza di sangue per una ferita alla gola. In Uganda dal
1956 al 1964 e poi dal 1990, si era occupato prevalentemente dell’istruzione
e ultimamente della pastorale vocazionale. Di indole pacifica,
era descritto come affabile e sorridente con tutti, tuttavia consapevole
dei rischi che la vita missionaria comportava in quella regione.
(vedi
Fides 31/3/2004>> )
Javed Anjum, studente di 19 anni, originario
di Quetta (Pakistan), è morto il 2 maggio all’ospedale
di Faisalabad con 26 ferite su tutto il corpo, inflittegli da
un insegnante e alcuni studenti di una scuola islamica che volevano
farlo convertire all’Islam. Il 17 aprile Javed era stato
catturato da un insegnante e alcuni studenti della Jamia Hassan
bin Almurtaza, una scuola religiosa islamica vicina ad Islamabad.
Per 5 giorni Javed è stato torturato finché le sue
condizioni sono divenute così gravi che i suoi stessi torturatori
lo hanno portato ad una stazione di polizia, affermando che Javed
aveva cercato di rubare. La polizia lo ha condotto in ospedale,
dove il giovane però è morto per le gravi ferite
e lesioni riportate. (vedi
Fides 12/5/2004>> )
Samuel Masih, giovane pakistano, arrestato
per blasfemia nell’agosto 2003 e morto in ospedale il 28
maggio 2004, dopo alcuni mesi di ricovero a causa delle percosse
subite in prigione, per mano di un agente di custodia musulmano
fondamentalista. Il giovane, malato di tubercolosi, ha subito
percosse e violenze in carcere. Un libraio di Lahore lo aveva
accusato di aver lasciato dei rifiuti nei pressi del muro di una
moschea. (vedi
Fides 31/5/2004>> )
Don Ramon Navarrete Islas, sacerdote diocesano
messicano di 56 anni, è stato trovato ucciso nella sua
abitazione vicino alla parrocchia dove svolgeva il suo ministero,
a Ciudad Juarez, al confine del Messico con gli Stati Uniti. Il
sacerdote è stato trovato il 6 luglio disteso sul pavimento,
colpito da numerose coltellate al petto. Secondo le indagini della
polizia, il delitto sarebbe stato compiuto da uno o più
ladri, alla ricerca di oggetti di valore: l’appartamento
infatti era in disordine ed era stata rubata anche l’automobile
del sacerdote. (vedi
Fides 8/7/2004>> )
Padre Faustino Gazziero, dei Servi di Maria,
è stato ucciso a coltellate sabato 24 luglio, subito dopo
aver celebrato la Messa vespertina nella Cattedrale di Santiago
del Cile. Mentre il sacerdote si apprestava a rientrare in sacrestia,
un giovane di 25 anni, di corporatura robusta e con in mano una
lama, lo ha colpito a morte, uccidendolo. Il giovane, appartenente
ad una setta, è stato subito bloccato e consegnato alla
polizia. Padre Gazziero, 69 anni, italiano, era missionario in
Cile dal 1960, subito dopo l’ordinazione sacerdotale. Aveva
ricoperto numerosi incarichi e da anni era Presidente della Fondazione
Santa Teresa, incaricata della gestione di numerose scuole nel
Paese. (vedi
Fides 26/7/2004 e anche Fides
28/7/2004>> )
Don Eusebio Manuel Sazo Urbina, 45 anni, guatemalteco,
parroco della parrocchia “Divin Salvatore del mondo”
nella periferia di Città del Guatemala, è stato
ucciso il 31 luglio. Il sacerdote, che era molto impegnato in
progetti di promozione e sviluppo sociale, era stato chiamato
per assistere una persona inferma. Lungo la strada tra la parrocchia
e l’abitazione dell’ammalato, un uomo lo ha aggredito
apparentemente per rubargli il cellulare, sparandogli poi al collo
ed al ventre. Trasportato in ospedale, il sacerdote è spirato
per la gravità delle ferite. Il suo predecessore alla guida
della parrocchia, aveva dovuto lasciare il suo incarico dopo aver
ricevuto minacce di morte.
Nasir Masih, cattolico pakistano di 26 anni,
è stato sequestrato il 16 agosto mentre si trovava nella
sua abitazione nel distretto di Baldia Siekhupoura, 45 km da Lahore,
e trascinato via con la forza da un gruppo di musulmani che lo
accusavano di furto. Poche ore dopo la polizia comunicava alla
famiglia di aver proceduto all’arresto. Tre giorni dopo
è stata annunciata la sua morte: sul suo corpo sono state
riscontrate numerose ferite ed ematomi. (vedi
Fides 8/9/2004>> )
Don Job Chittilappilly, 71 anni, è stato
trovato ucciso con diverse ferite di arma da taglio la mattina
del 28 agosto, nella sua abitazione presso la parrocchia “Nostra
Signora delle Grazie” nel villaggio di Thuruthiparambu,
stato del Kerala (India). Padre Job stava recitando il rosario,
prima di recarsi a celebrare la Messa, quando è stato aggredito
e colpito a morte. Dalla casa del sacerdote, che per 45 anni ha
prestato servizio nella comunità cattolica di rito siro-malabarese,
non è stato prelevato o toccato nulla. Qualche tempo addietro
il sacerdote aveva ricevuto delle minacce se non avesse smesso
la sua attività “di proselitismo”, in quanto
era solito visitare anche famiglie indù, dalle quali era
accolto volentieri, ma senza svolgere alcuna attività di
proselitismo. (vedi
Fides 31/8/2004>> )
Don Gerard Fitzimons, 63 anni, inglese, è
stato trovato morto il 2 ottobre nella sua abitazione presso la
chiesa di Santa Maria e San Giuseppe a Colesberg, in Sudafrica
(diocesi di De Aar). Padre Gerard operava in Sudafrica da 7 anni
e si occupava soprattutto dei poveri e degli ammalati di Aids.
(vedi
Fides 13/10/2004>> )
Don Macrino Nájera Cisneros, 42 anni,
parroco di Jilotlan (Messico), è stato assassinato il 18
ottobre durante una festa seguita alla Messa di Prima Comunione,
per aver preso le difese di una ragazza di 15 anni, molestata
da un individuo che pretendeva di ballare con lei. L’uomo
si è allontanato dalla festa, poi vi ha fatto ritorno ed
ha estratto una pistola uccidendo il sacerdote e altre due persone,
mentre un’altra ragazza è rimasta ferita.
Don Gerard Nzeyimana, 65 anni, burundese, Vicario
episcopale della diocesi di Bururi, è stato ucciso il 19
ottobre mentre stava tornando a Bururi in automobile da Bujumbura,
insieme ad altre persone. Alcuni uomini armati hanno fermato l’automobile
e, dopo aver derubato tutti i passeggeri, hanno a lungo controllato
i documenti del sacerdote, quindi lo hanno ucciso a sangue freddo
con diversi colpi di arma da fuoco alla testa, mentre le altre
persone sono state malmenate e poi rilasciate. Padre Gerard era
molto noto per il suo impegno nella promozione della pace e per
le sue denunce contro le violenze a danno della popolazione. (vedi
Fides 20/10/2004>> )
Padre John Hannon, irlandese di 65 anni, missionario
della Società delle Missioni Africane (SMA), è stato
trovato morto il 25 novembre nei locali del Centro sociale in
costruzione della parrocchia San Barnaba a Matasia (diocesi di
Ngong, Kenya), una ventina di chilometri da Nairobi. Secondo la
ricostruzione dei fatti, sarebbe stato un gruppo di persone a
penetrare nei locali parrocchiali intorno alla mezzanotte, probabilmente
a scopo di rapina, e ad assalire il religioso dopo aver legato
il guardiano. (vedi
Fides 26/11/2004>> )
Don Kazimir Viseticki, 66 anni, è stato
ucciso nella notte tra il 17 ed il 18 novembre. Il suo corpo,
legato e coperto di sangue, è stato trovato nella abitazione
annessa alla parrocchia di cui era parroco, Saint Roko a Bosanska
Gradiska, nel nord della Bosnia Erzegovina, vicino alla frontiera
con la Croazia, diocesi di Banja Luka,. Molto probabilmente alla
base dell’omicidio c’è un furto: il ladro sarebbe
stato sorpreso dal sacerdote ed avrebbe reagito violentemente,
colpendolo con una spranga di metallo. (vedi
Fides 20/11/2004>> )
Suor Christiane Philippon, 58 anni, francese,
superiora regionale della Congregazione di Notre Dame des Apôtres,
è stata uccisa nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre
(intorno alle 3 del mattino) in Ciad, lungo la strada che porta
da Ba Hilli a N’Djamena. Suor Christiane e altre tre religiose
si stavano dirigendo nella capitale per prendere parte ad un incontro
della loro Congregazione. L’automobile su cui viaggiavano
è stata assalita lungo la strada da un gruppo di banditi
armati che l’hanno crivellata di proiettili e hanno ucciso
suor Christiane. Le altre tre suore che erano con lei sono state
ferite. Da 20 anni in Ciad, suor Christiane da 5 anni viveva nella
diocesi di Sahr, lavorando nella pastorale familiare. Un anno
fa era stata eletta Presidente dell’assemblea diocesana
delle religiose.
(Agenzia Fides 30/12/2004)
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VATICANO
Breve commento di Sua Eminenza il Card. Crescenzio Sepe
all’elenco di quanti, impegnati nel lavoro missionario,
sono stati uccisi nell’anno 2004
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – L’Agenzia
Fides ha chiesto al Card. Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione
per l’Evangelizzazione dei Popoli, un breve commento all’elenco
di quanti sono rimasti uccisi nell’anno 2004. Pubblichiamo
di seguito la sua riflessione.
Anche l’anno 2004 ha visto il generoso tributo di sangue
di tanti fratelli e sorelle alla crescita della Chiesa nel mondo.
Un tributo per buona parte sconosciuto agli uomini, dal momento
che le informazioni su queste tragiche vicende raramente giungono
sulle pagine dei giornali o nei notiziari radiotelevisivi, ma
senza dubbio ben noto al Padre datore di ogni bene.
Non conosciamo di tutti i motivi che hanno causato la loro morte.
Di alcuni di essi, però, sono chiare le cause della fede,
che hanno determinato la loro testimonianza.
Senza entrare minimamente nel giudizio che la Chiesa potrà
dare, possiamo dire che, per alcuni, le circostanze della loro
morte possono essere descritte come delle tessere di un mosaico,
ognuna con la sua identità e la sua diversità rispetto
alle altre, ma tutte insieme si armonizzano e si completano a
vicenda. E’ il grande mosaico della Chiesa che si incarna
in popoli e culture diverse, in situazioni sociali estremamente
differenti, tutte legate fra loro dallo Spirito che unisce e dà
vita. Tra queste tessere del mosaico ve ne sono alcune che brillano
per il sangue versato a causa della fede: sono i nostri martiri,
come tali riconosciuti dalla Chiesa, che agli occhi degli stolti
sono stati eliminati per sempre da questo mondo, ma agli occhi
della Fede hanno irrorato con il loro sangue la terra facendo
germogliare nuovi cristiani. Il martirio è testimonianza
di una Chiesa viva: il martirio alimenta, sostiene, infonde forza
e coraggio alla Missione della Chiesa, è motivo di gloria!
Scrive San Paolo: “A me non accada mai di gloriarmi d’altro
se non della croce del Signor nostro Gesù Cristo, per mezzo
del quale il mondo è stato crocifisso per me ed io per
il mondo” (Gal 6,14).
Il Martirio è parte della Chiesa: annunciare il Vangelo,
propagare la Fede ovunque e sempre, anche donando la vita per
questo scopo, è la più alta testimonianza di evangelizzazione
che possiamo dare, è la concretezza della Pace offerta
da Gesù Cristo a tutti gli uomini.
Card. Crescenzio Sepe
(Agenzia Fides 30/12/2004) |