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| Propagazione della Fede: la storia |
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In Francia la Chiesa, emersa dalla persecuzione della
Rivoluzione Francese, soffriva ancora sotto l’oppressione
strisciante del potere statale e si divideva per le dottrine ambigue
dell’eresia Gallicana. Durante il regno di Napoleone (1804-1815),
le gloriose Missions Etrangères di Parigi (MEP) non poterono
inviare in Estremo Oriente che due missionari. Fu in queste circostanze
che il carisma dello Spirito si pose su una giovane donna di Lione,
Pauline Marie Jaricot, nata in una famiglia agiata il 22 luglio
1799. Pauline vive un’infanzia felice, con tutti i comforts
di una famiglia arricchita dalla incipiente rivoluzione industriale.
Da adolescente gode della sua abbondanza di soldi, si gloria della
sua bellezza, dei suoi gioielli e dei suoi preziosi vestiti che
fanno di lei la reginetta degli incontri mondani.
A 17 anni una predica del suo parroco la scuote e Pauline comprende
l’effimero della sua esistenza e la nullità delle sue
aspirazioni: una deludente e infinita vanità che abbandona
una volta per tutte!
La notte di Natale del 1816 Pauline fa voto di castità e
scopre nella devozione alla SS. Eucaristia e nella riparazione delle
offese recate al Sacro Cuore di Gesù, insultato anche dagli
eccessi della passata Rivoluzione, le motivazioni per la sua vita.
Attorno a lei si radunano le ragazze lavoratrici delle fabbriche
di suo padre in una Associazione Spirituale semplicemente detta
delle «Riparatrici». Nel 1818, sulla linea suggerita
da un libretto del MEP, questo gruppo assume anche la dimensione
di preghiera e di animazione missionaria, con l’offerta facoltativa
settimanale di un soldo «al fine di cooperare all’espansione
del Vangelo». Per Pauline questo rappresenta l’orientamento
di tutto il suo essere verso la Missione. Stimolata anche dall’esempio
di suo fratello Philéas, deciso a farsi missionario, ella
combina perfettamente lo slancio spirituale con la concretezza dell’azione.
Nella sua mente si delinea il modo più semplice ed efficace
per pregare ed aiutare i Missionari: quelli che pregano assieme
per le Missioni, assieme anche le aiutano. Nasce così un’azione
di gruppo con 10 persone, ognuna delle quali si impegna a trovare
altre dieci persone che pregano e donano settimanalmente un soldo
per le Missioni. L’idea infiamma i cuori ed il progetto si
estende a macchia d’olio: il 20 ottobre 1820 vi sono già
più di 500 iscritti a quella che si chiamerà l’Associazione
della Propagazione della Fede che ha la sua fondazione ufficiale
il 3 maggio 1822. Nel 1826 l’Opera si espande in Europa, inizia
i suoi Annales che riportano le lettere dei missionari e mantiene
un rapporto stretto con la Congregazione de Propaganda Fide. A conferma
del suo spirito missionario e del servizio alla Chiesa universale,
il 3 maggio 1922 Pio XI con il Motu Proprio Romanorum Pontificum,
dichiara l’Opera della Propagazione della Fede «Pontificia»
(POPF). |
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