| Intervento
dell’Em.mo Card. Angelo Scola
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Intervento di S.E. Mons. Nikola Eterovic,
Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi
Esperienza di comunione ecclesiale
Il Signore Gesù diede ai suoi discepoli
una regola d’oro nel valutare il risultato delle attività
degli uomini: "non c’è albero buono che faccia
frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni.
Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto" (Lc 43-44).
Quest’espressione di Gesù Cristo viene spontaneamente
in mente nella felice occasione della presentazione dell’Esortazione
Apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis. Il Documento che
il Santo Padre Benedetto XVI ha firmato il 22 febbraio corrente,
festa della Cattedra di San Pietro, è in verità
un frutto buono, maturato durante un lungo periodo di preghiera,
di dialogo, di riflessione, di discussione, nell’attento
ascolto a quanto lo Spirito Santo dice oggi alle Chiese (cf Ap
2, 7), i cui rappresentanti, successori degli Apostoli, si sono
radunati a Roma, dal 2 al 23 ottobre 2005, nell’XI Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sotto la presidenza
del Santo Padre Benedetto XVI, Successore di San Pietro Apostolo,
Vescovo di Roma e Pastore universale della Chiesa.
All’assise sinodale hanno partecipato, a vari titoli, anche
i rappresentanti della vita consacrata e della vita apostolica,
dei laici Uditori ed Uditrici, come pure un certo numero di Delegati
fraterni, membri delle Chiese e comunità cristiane che
non sono tuttora in piena comunione con la Chiesa Cattolica.
Tutti loro hanno vissuto un’esperienza forte di comunione
con Dio e tra i fratelli e sorelle che, pervenuti dai cinque continenti,
appartenevano a varie razze, parlavano numerose lingue, avevano
sensibilità assai diversa. Tutti, però, erano profondamente
uniti, coscienti che la diversità di carismi, di ministeri
e di operazioni proveniva da un’unica fonte, da un solo
Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo (cfr 1 Cor 12, 4-6) e che era
orientata ad un solo bene, all’unità della santa
Chiesa di Dio (cf Gv 17,21). Tale dimensione spirituale di comunione
è stata il sottofondo su cui si è svolta l’assise
sinodale. Essa rimane come un tesoro prezioso per tutti coloro
che vi hanno preso parte, anche se non è facile quantificarlo
e indicarlo con connotazioni troppo tangibili. Il clima di profonda
comunione ecclesiale, però, si percepisce dall’Esortazione
Apostolica postsinodale che, pertanto, può essere presentata
come frutto maturo del lungo iter sinodale.
Preparazione dell’XI Assemblea
Generale Ordinaria
Il processo sinodale incominciò in modo
intenso dopo che il 12 febbraio 2004 fu dato l’annuncio
pubblico che il Servo di Dio Giovanni Paolo II aveva scelto, in
vista dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei
Vescovi, il tema L’Eucaristia: fonte e culmine della vita
e della missione della Chiesa. Il X Consiglio Ordinario della
Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, aiutato da alcuni
validi esperti, aveva pertanto incominciato a studiare il tema,
gli aspetti dottrinali e pastorali di attualità, per preparare
i Lineamenta, documento che ha per scopo di presentare in breve
lo status quaestionis dell’argomento delle riflessioni sinodali,
per suscitarne una vasta discussione a livello della Chiesa universale.
Secondo gli Statuti dell’Ordo Synodi Episcoporum, che riflettono
la struttura gerarchica della Chiesa, i privilegiati interlocutori
sono gli organismi collegiali: Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche
sui iuris, Conferenze Episcopali, Dicasteri della Curia Romana,
Unione dei Superiori Generali. Essi sono chiamati a favorire una
profonda discussione negli ambiti della loro giurisdizione, raccoglierne
i risultati e trasmetterli alla Segreteria Generale del Sinodo
dei Vescovi. Ovviamente, sono possibili contributi dei singoli
membri del Popolo di Dio. I Lineamenta sono stati inoltrati agli
interessati verso Pasqua 2004 e sono serviti per favorire la discussione
sull’Eucaristia, in seno a tutte le forze vive a livello
delle Chiese particolari. Dal punto di vista pratico, grande importanza
ha avuto il Questionario con cui si chiudeva il documento, il
quale aveva lo scopo di facilitare l’approfondimento sui
singoli aspetti del tema, sulla percezione del mistero eucaristico,
sulla sua celebrazione e sulle conseguenze nella vita ecclesiale
e sociale.
Entro la fine dell’anno 2004, gli organismi interpellati
hanno inviato le loro risposte, assai numerose, raggiungendo il
95 % sul totale degli interpellati. Dopo un approfondito studio,
esse sono state ordinate in quattro capitoli dell’Instrumentum
laboris: I) Eucaristia e mondo attuale; II) Fede della Chiesa
nel mistero dell’Eucaristia; III) Eucaristia nella vita
della Chiesa e IV) Eucaristia nella missione della Chiesa. Tale
lavoro è stato fatto dal Consiglio Ordinario della Segreteria
Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’aiuto di alcuni esperti.
Il documento è stato pubblicato all’inizio dell’anno
2005 e ampiamente diffuso. Esso era, però, di particolare
interesse soprattutto per coloro che dovevano intervenire nell’assemblea
sinodale dato che si trattava in realtà dell’ordine
del giorno della medesima.
L’Istrumentum laboris rifletteva la prassi eucaristica presso
le Chiese particolari. Le informazioni erano prevalentemente positive
e consolanti, anche se non mancavano segnalazioni di talune deficienze,
lacune o abusi da colmare e superare nella celebrazione del sublime
sacramento dell’altare, nello spirito di umile accettazione
del grande dono di Dio Amore e di profonda adorazione che poi
necessariamente deve rispecchiarsi sulla vita eucaristica di ogni
fedele e dell’intera comunità nella vita ecclesiale
e sociale attuale.
Lavoro in seno all’Assemblea Sinodale
È stato, poi, compito dell’Em.mo Card.
Angelo Scola, Patriarca di Venezia, in qualità di Relatore
Generale, indicare nella Relatio ante disceptationem gli aspetti
salienti dell’Istrumentum laboris, risultato di un’ampia
consultazione ecclesiale, e delineare alcuni temi principali da
discutere e da approfondire tenendo conto della grande Tradizione
della Chiesa Cattolica e delle mutevoli condizioni sociali in
cui vive ed opera l’uomo contemporaneo. Sono dunque seguiti
numerosi interventi dei padri sinodali, istituzionalmente 232,
senza contare gli interventi liberi. Hanno potuto intervenire
anche gli Uditori e le Uditrici come pure i Delegati fraterni.
Aiutato dall’Ecc.mo Mons. Segretario Speciale e da alcuni
esperti, l’Em.mo Relatore Generale ha raccolto il ricco
contributo degli interventi nella Relatio post disceptationem.
Il testo ha potuto essere discusso in 12 circoli minori, gruppi
di studio, divisi secondo le 5 lingue del Sinodo: italiano, francese,
inglese, tedesco, spagnolo-portoghese. Essi hanno formulato numerosi
suggerimenti che sono poi confluiti nelle 50 Proposizioni su cui
i membri dell’assemblea sinodale, dopo un’ulteriore
discussione, apportandovi notevoli miglioramenti, si sono pronunciati
per mezzo di una votazione personale. Tali Proposizioni sono state
consegnate al Santo Padre Benedetto XVI con preghiera di prenderle
in considerazione per un’auspicabile redazione del Documento,
generalmente denominato Esortazione Apostolica postsinodale, da
destinare a tutta la Chiesa Cattolica.
Contributo del Santo Padre Benedetto
XVI
Il Santo Padre Benedetto XVI è stato eletto
all’ufficio di Vescovo di Roma e Pastore universale della
Chiesa il 19 aprile 2005, dopo che il Signore della vita aveva
chiamato a sé, il 2 aprile 2005, il Servo di Dio Giovanni
Paolo II che aveva indetto la celebrazione dell’XI Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il nuovo Pontefice
doveva pronunciarsi in merito. Sua Santità Benedetto XVI
lo ha fatto con sollecitudine già il 12 maggio, riconfermando
la convocazione dell’assise sinodale dal 2 al 23 ottobre
2005. Al contempo, ha indicato alcune modifiche concernenti il
tempo e la metodologia della celebrazione. Le principali riguardavano
la durata dell’assemblea sinodale di 3 settimane invece
di 4, come era abituale, e l’introduzione di un’ora
di interventi liberi al termine delle sessioni generali quotidiane,
per favorire una discussione più vivace. Riconfermando
la validità dell’esperienza sinodale e inserendosi
nella continuità, Sua Santità Benedetto XVI ha voluto
imprimervi un suo tocco innovativo, risultato anche della sua
grande esperienza di padre sinodale.
Il Santo Padre ha seguito molto da vicino lo svolgimento dell’Assemblea
sinodale, partecipando a tutti i momenti salienti. In qualità
di Presidente del Sinodo dei Vescovi egli ha presieduto le Sante
Messe di apertura e di chiusura dell’assise sinodale, pronunciando
omelie ricche di contenuto sul sublime mistero dell’Eucaristia,
fonte permanente della santità e della missione della Chiesa.
Al raduno dei Vescovi Sua Santità ha dedicato la riflessioni
di alcuni Angelus e la catechesi rivolta ai Bambini della Prima
comunione. Il gesto assai eloquente è stata l’adorazione
eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Papa
Benedetto XVI in silenzioso raccoglimento, insieme con i padri
sinodali e il popolo fedele di Roma pervenuti per mostrare la
grande venerazione verso il Signore risorto, presente sotto le
povere specie del pane e del vino nel cuore della sua Chiesa.
Di particolare importanza sono stati due interventi del Santo
Padre all’interno dell’aula sinodale. Col primo ha
introdotto la meditazione dell’Ora media che ogni mattina
precedeva i lavori. Con il secondo ha fatto uno splendido contributo
sul rapporto tra il pasto tradizionale ebraico e il banchetto
eucaristico istituito da Gesù Cristo nell’ultima
cena e affidato alla Chiesa fino alla fine dei tempi.
Il Sommo Pontefice aveva ereditato anche l’Anno dell’Eucaristia,
proclamato dal suo predecessore, Giovanni Paolo II con la conclusione
del Congresso Eucaristico Internazionale di Guadalajara, Messico,
il 17 ottobre 2004. Esso doveva concludersi con la celebrazione
dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
dedicata appunto al mistero dell’Eucaristia. L’Anno
dell’Eucaristia era un evento provvidenziale che ha avuto
notevoli influssi positivi sul Sinodo dei Vescovi. I padri sinodali
si sentivano in comunione con tutta la comunità ecclesiale
viva che pregava per loro, adorando lo stesso Mistero su cui i
membri dell’assemblea sinodale stavano discutendo in un
clima di fede, di speranza e di carità. Inoltre, il Santo
Padre Benedetto XVI ha avuto modo di pronunciare numerose omelie
ed interventi sul sublime sacramento dell’altare soprattutto
durante l’Anno dell’Eucaristia. Si è trattato
di un ricco patrimonio dottrinale, pastorale e spirituale che
è confluito anche nell’Esortazione Apostolica postsinodale
Sacramentum Caritatis. Tale processo ha oltrepassato i limiti
dell’Anno dell’Eucaristia, come lo dimostrano, per
esempio, le numerose citazioni della prima enciclica Deus caritas
est, che il Santo Padre ha pubblicato il 25 dicembre 2005.
Pertanto, la Sacramentum Caritatis è un esempio di collaborazione
collegiale nella redazione di un Documento di così grande
importanza. Si tratta di una Esortazione Apostolica postsinodale
in quanto raccoglie molteplici contributi dell’ultima assise
sinodale. Oltre alle Relatio ante e post disceptationem, occorre
ricordare anche il Messaggio al Popolo di Dio, le Relazioni di
12 gruppi di studio e soprattutto le 50 Proposizioni che sono
confluite nella Sacramentum Caritatis. Tale abbondante materiale
era stato studiato e elaborato dall’XI Consiglio Ordinario
della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’aiuto
di alcuni esperti, e portato al Santo Padre con preghiera, fatta
dai padri sinodali, di farne un documento per il bene della Chiesa
universale. Come è facile vedere, Sua Santità ha
accettato tale proposta, servendosi abbondantemente del materiale
sinodale a cui ha impresso il carisma petrino proprio, arricchendolo
con le proprie riflessioni sul tema dell’Eucaristia, del
sacerdozio e della carità fraterna che ne scaturisce verso
tutti, soprattutto verso i più poveri. Diventa logico affermare
che la Sacramentum Caritatis rappresenta un frutto maturo dell’XI
Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e della esemplare
collaborazione tra i membri del collegiale episcopale, tra loro
e con il loro Capo, il Vescovo di Roma. Il Sinodo dei Vescovi
è l’ambiente propizio in cui tale collaborazione
si può svolgere nella fruttuosa comunione ecclesiale che
permette l’esercizio della collegialità episcopale
affettiva ed effettiva.
Sacramentum caritatis punto di partenza
L’Esortazione Apostolica postsinodale Sacramentum
Caritatis continua la serie dei grandi documenti sul sublime sacramento
dell’Eucaristia come sono, per esempio, quelli del Servo
di Dio Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia e Mane nobiscum
Domine. La Sacramentum Caritatis si situa in tale continuità
e al contempo ripropone in modo aggiornato alcune verità
essenziali della dottrina eucaristica, esortando ad una dignitosa
celebrazione del sacro rito, ricordando l’urgente necessità
di svolgere una vita eucaristica nella vita di ogni giorno, annunciando
le bellezze inimmaginabili del nostro Dio che per amore vuole
restare in mezzo a noi sotto le specie del pane e del vino, come
fonte e culmine della vita e della missione della sua Chiesa.
La pubblicazione dell’Esortazione Apostolica postsinodale
nel cuore della Quaresima permette di mettere in pratica l’auspicio
che il Santo Padre ha formulato nel Messaggio per la Quaresima
2007 e cioè di vivere "la Quaresima come un tempo
"eucaristico", nel quale, accogliendo l’amore
di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni
gesto e parola". Tale processo, incominciato in Quaresima,
è destinato a prolungarsi non solamente durante l’anno
liturgico bensì anche durante tutta la vita di ogni fedele
inserito nella comunità ecclesiale.
Ai fedeli e agli uomini di buona volontà pertanto non resta
altro da fare che seguire l’esempio di Maria, Donna Eucaristica,
e cioè di vivere di tale grande mistero e di annunciarlo
a parole e soprattutto con l’esempio della vita. In tale
prospettiva la Sacramentum Caritatis ha un futuro promettente
perché ripropone l’essenza della vita cristiana,
sorgente della santità e della missione per tutti i tempi,
incluso il momento attuale. Non vi è dubbio che il Popolo
di Dio, guidato dai propri Pastori, attingerà a mani piene
da questo Documento che, presentando in modo accessibile all’uomo
contemporaneo le grandi verità sulla fede eucaristica,
tratta vari aspetti di attualità nella sua celebrazione
ed esorta ad un rinnovato impegno nella costruzione di un mondo
più giusto e pacifico in cui il Pane spezzato per la vita
di tutti divenga sempre di più causa esemplare nella lotta
contro la fame e contro ogni specie di povertà che al contempo
grida alle orecchie del Signore degli eserciti (cf Gc 5, 4) e
degrada la dignità dell’uomo creato ad immagine di
Dio (cf Gn 1, 26-27).
Nella Divina provvidenza il frutto di un albero buono è
dato agli uomini per mangiarlo e per nutrisi. Analogicamente è
auspicabile che anche la Sacramentum Caritatis, frutto maturo
dell’XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi,
diventi un cibo gustoso, saporito e nutriente per la vita spirituale
dei membri della Chiesa Cattolica in tutta la sua ricchezza di
sacrificio, banchetto e pegno della gloria futura, di cui ne possano
godere sempre di più anche i membri di Chiese e comunità
cristiane, di altre religioni e pure tutti gli uomini di buona
volontà.
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